giovedì 7 agosto 2008

Endometriosi: la sua origine va ricercata in un enzima impazzito

L’endometriosi, malattia ginecologica che colpisce ben tre milioni di donne italiane, potrebbe essere causata da un enzima «impazzito» in grado di rendere più forti le cellule di rivestimento interno dell’utero e di creare condizioni ostili a una gravidanza, oltre a forti dolori addominali. Lo hanno scoperto gli scienziati dell’Università di Liverpool (Gran Bretagna), che riportano i risultati dei loro importanti studi sulla rivista «Human Reproduction». L’endometriosi è caratterizzata dalla proliferazione incontrollata dei tessuti di rivestimento interno dell’utero, che arrivano a depositarsi anche in altri organi come ovaie, tube o intestino, causando forti dolori pelvici e spesso infertilità. I ricercatori inglesi hanno scoperto che, nelle donne malate, l’enzima chiamato telomerasi viene rilasciato dalle cellule dell’endometrio anche durante le fasi finali del ciclo mestruale e non solo in quelle iniziali, creando dolori ma soprattutto ostacoli per la riproduzione.
Le anomalie dell’enzima telomerasi
Si tratta di un enzima che non si trova normalmente nelle cellule di rivestimento del corpo, ma unicamente in quelle dell’utero e in alcune altre cellule come quelle dello sperma, degli ovociti o anche dei tumori, e che ha la funzione di ricostruire le sequenze del Dna durante la divisione delle cellule in cromosomi. Dharani Hapangama del dipartimento di Medicina riproduttiva dell’Università di Liverpool, spiega: «L’endometriosi insorge quando le cellule del rivestimento interno dell’utero si diffondono in altre parti del corpo. Nel periodo finale del ciclo, queste cellule endometriali possono essere espulse nella cavità addominale, ma se continuano a sopravvivere e raggiungono la zona pelvica e l’addome possono diventare nocive».
La scoperta è dell’Università di Liverpool
«Abbiamo rilevato che il telomero, la parte finale dei cromosomi, che ne previene la distruzione durante la divisione cellulare - continua l’esperto - ha una lunghezza abnorme nelle donne con endometriosi. E questo ha una ripercussione. Durante le mestruazioni i telomeri si accorciano normalmente finché non raggiungono la lunghezza minima possibile. L’enzima telomerasi può estenderli in modo da continuare la divisione cellulare. Eppure la nostra ricerca mostra proprio che le cellule dell’endometrio delle pazienti sono in grado di esprimere normalmente questo enzima nelle prime fasi del ciclo, quando la divisione cellulare è importante, ma non durante le fasi finali, quando l’impianto dell’embrione fecondato potrebbe diventare una priorità». «Le donne con endometriosi, dunque, esprimono questo enzima in entrambe le fasi del ciclo mestruale: ciò significa che le cellule continuano a dividersi all’infinito e perdono la loro priorità», cioè quella di supportare una gravidanza. Come risultato - conclude Hapangama - l’endometrio diventa ostile e le cellule più aggressive e pronte a sopravvivere anche fuori dall’utero».

(nella foto è raffigurata l'immagine di un enzima ingrandita al microscopio)

FONTE: lastampa.it

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