lunedì 4 agosto 2008

Microsoft lancia la sua nuova invenzione: lo schermo a forma di sfera

Dopo Surface e Touchwall prosegue la rivoluzione tecnologica dei monitor. Il ricercatore Hrvoje Benko presenta Sphere, l'ennesima sfida al display tradizionale

Quando si dice vedere il futuro in una sfera. Dopo la presentazione di Touchwall, con Bill Gates che muoveva con le mani degli oggetti su uno schermo grosso come una parete, proprio come Tom Cruise nel film Minority Report, Microsoft aggiunge un altro tassello all'evoluzione degli schermi. Ultrapiatti, sottili come carta, su muri o scrivanie interattive, da oggi saranno anche sferici. Sphere, questo è il nome dell'invenzione, è stata presentata dal suo ideatore Hrvoje Benko, ricercatore della corporation americana, che ha caricato su YouTube un video per mostrarne le applicazioni. Al momento il progetto non è ancora stato commercializzato, ma l'azienda potrebbe decidere presto di produrlo e metterlo in vendita. Il monitor permette a più persone di compiere azioni nello stesso momento. Le immagini si possono ingrandire o rimpicciolire a piacimento. Gli oggetti possono essere spostati fisicamente con le dita o con altri comandi manuali: con l'imposizione delle mani il display finisce dall'altra parte della sfera. Benko mostra nel filmato anche possibili applicazioni, come la riproduzione di Google Earth in forma naturale (o quasi) o il controllo di più telecamere. "L'idea di base - dice - è di consentire l'uso a più persone contemporaneamente, in modo che possano girare intorno all'apparecchio e utilizzarlo, senza che nessuno abbia una posizione dominante". Non che dalla presentazione si capisca cosa davvero si potrebbe fare con un simile oggetto, a parte forse impressionare i propri interlocutori. Si parla di interazione, funzioni, possibilità, nel consueto linguaggio un po' fumoso e volutamente aperto ad usi a cui nel momento dell'invenzione non si era nemmeno pensato. Ma si sa che raramente sono gli inventori a trovare le giuste applicazioni. Del resto anche le parodie che impazzano sulla rete dimostrano un notevole interesse intorno alla corsa verso i nuovi monitor, se non altro per il principio del "purché se ne parli". Su YouTube lo spot taroccato di Surface - il predecessore di Touchwall applicato alla scrivania - è di gran lunga più visto dell'originale, forte di uno slogan che si potrebbe riassumere con un "puoi fare tutto quello che facevi prima ma spendere di più". Non hanno tutti i torti: sono proprio i costi, fino ad ora molto alti, ad averne rallentato la diffusione commerciale. Di certo c'è che Sphere è l'ultima frontiera di una rivoluzione tecnologica in cui da tempo sono impegnate tutte le maggiori imprese che si occupano di ricerca tecnologica. Microsoft ha già messo a segno due colpi importanti, prima con il lancio di Surface, poi con Touchwall. La Sony ha commercializzato il primo monitor pieghevole e sottile come un foglio di carta, un prototipo che combina le tecnologie Oled e Tft. La Philips ha invece risposto con il display tridimensionale, la televisione che esce dallo schermo. E in attesa che questo vortice innovativo venga assorbito e reinterpretato anche dagli utenti, che ne sceglieranno (se ci saranno) i modi di utilizzo concreti, il marketing delle invenzioni si ciba anche di suggestioni cinematografiche: le indagini di Minority Report contro gli ologrammi di Guerre Stellari.

FONTE: repubblica.it

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