domenica 14 dicembre 2008

CUORE INFARTUATO SI RIPARERA' DA SOLO


Il cuore colpito da infarto presto si riparera' da solo. E' la clamorosa scoperta di alcuni ricercatori italiani, che hanno studiato come rieducare le cellule staminali cardiache a riparare il cuore danneggiato. Le cellule staminali svolgono il delicato compito di aggiustare il muscolo cardiaco ma dopo un infarto le cellule non riescono piu' ad assicurare questa preziosa auto-riparazione. Studiosi italiani, dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma e del Laboratorio di Biologia Molecolare Europeo (EMBL) di Monterotondo, hanno scoperto perche' le cellule smettono di funzionare correttamente ma anche come metterle nelle condizioni di riparare il danno. L'annuncio e' stato dato durante i lavori del 69/mo Congresso della Societa' Italiana di Cardiologia in corso a Roma, da uno degli studiosi, il professore Antonio Musaro' dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma. Con i nostri studi condotti insieme alla dottoressa Nadia Rosenthal dell'EMBL - dice Musaro', Professore associato di Medicina e Biotecnologie alla Sapienza - abbiamo capito perche' le cellule staminali presenti nel cuore dopo un danno, come un infarto o un trauma, non svolgono piu' correttamente il loro compito. Infatti, invece di produrre tessuto funzionale contrattile che permette di 'riparare' il danno, smettono di funzionare o addirittura producono tessuto fibrotico non funzionale. Questo succede perche' l'infarto - o il danno - provoca un ambiente ostile all'attivita' normale delle cellule staminali". "Quindi, abbiamo compreso che modificando l'ambiente subito dopo l'evento che ha provocato il danno, le cellule staminali possono riprendere la loro corretta funzione - ha proseguito Musaro' - Questo spiega anche perche' molto spesso il semplice trapianto di cellule staminali non da' i risultati sperati. Il fallimento potrebbe essere dovuto proprio all'ambiente non idoneo. Una volta scoperto che e' l'ambiente a rendere le staminali residenti incapaci di funzionare correttamente si e' reso necessario trovare il sistema per ripristinare un ambiente ideale. A questo punto si e' ricorsi a fattori di crescita da introdurre nel muscolo cardiaco danneggiato". "Le nostre ricerche - aggiunge Musaro' - ci hanno consentito di individuare un particolare fattore di crescita, il mIGF-1, che si e' rivelato idoneo a modificare l'ambiente, attivare le cellule staminali e recuperare efficientemente il danno. L'mIGF-1 e' un fattore normalmente presente nei diversi tessuti dell'organismo ma in diverse condizioni patologiche la sua funzione viene a mancare. Ecco perche' e' necessario introdurlo dall'esterno. Al momento queste scoperte hanno dato risultati molto incoraggianti su modelli animali". "E' una scoperta veramente molto importante - dice Francesco Fedele, Direttore del Dipartimento di Cardiologia dell'Universita' La Sapienza di Roma e presidente della Societa' Italiana di Cardiologia - perche' apre una via nuova e fortemente innovativa soprattutto per un utilizzo 'intelligente' delle cellule staminali. Questa Ricerca sottolinea come le nuove tecnologie, vedi la Risonanza Magnetica, debbano essere impiegate per caratterizzare il tessuto dopo l'infarto o per mettere in evidenza eventuali condizioni ambientali favorevoli o non favorevoli. Il nostro augurio e' che presto le ricerche possano passare dal laboratorio al letto del paziente".

FONTE: agi.it

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