martedì 30 dicembre 2008

IPERTENSIONE: SCOPERTO GENE "SOSPETTO"


E' IL 'STK39' E SI TROVA NEL CROMOSOMA 2

Ricercatori dell'Universita' del Maryland hanno scoperto una 'variazione genetica' che sembra essere direttamente correlata con una maggiore suscettibilita' all'ipertensione e, dunque, alle malattie cardiovascolari ad essa associate. La notizia e' apparsa in un articolo pubblicato sulla rivista Pnsa, 'Proceedings of the National Academy of Sciences'. Il gene, la cui mutazione rende un individuo a maggior rischio di ipertensione e' il 'STK39' e si trova nel cromosoma 2. Per scoprirlo i ricercatori guidati da Yen-Pei Christy Chang, della University of Maryland School of Medicine, hanno sottoposto ad accurata analisi campioni di Dna prelevato all'interno del gruppo degli Amish, una popolazione di origine europea che vive in maniera isolata negli Stati Uniti. Il gene e' indispensabile per la produzione di una proteina che gioca un ruolo cardine nel processo di metabolizzazione del sale. Se la proteina non funziona correttamente allora il sale non viene metabolizzato dall'organismo ed entra in circolazione nel sangue favorendo dunque l'aumento della pressione. "L'ipertensione - ha spiegato Chang - e' una malattia legata a diversi fattori sia di natura genetica che di natura ambientale e anche alimentare. Tuttavia riteniamo oggi di aver scoperto una importante tessera di questo complicato puzzle che speriamo possa portarci presto alla realizzazione e alla messa a punto di nuove e piu' efficaci terapie".

FONTE: agi.it

domenica 28 dicembre 2008

Caffe' piu' 'espresso' per lui, effetto-sveglia piu' rapido nei maschi

Il caffè sveglia prima lui di lei. Soprattutto se è, come dice la definizione stessa, un espresso. La caffeina, infatti, agisce con maggiore velocità nell'organismo maschile che in quello femminile. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università di Barcellona, in Spagna. Uno studio condotto su 668 volontari ha dimostrato che un espresso impiega circa 10 minuti per cominciare a dare la 'scossa' ai suoi amanti di sesso maschile, un po' di più per le estimatrici 'in rosa', che oltretutto beneficiano meno anche degli effetti sulla soglia di attenzione. Non solo. Secondo gli scienziati spagnoli le reazioni effettive nell'organismo a volte si confondono con la suggestione psicologica, visto che "in alcuni casi ha efficacia anche il decaffeinato bevuto senza sapere che si tratta di una bevanda priva di caffeina", rilevano su Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry. In base all'esperimento, i ricercatori hanno anche potuto verificare come il picco di caffeina nel sangue si raggiunga 45 minuti dopo aver posato la tazzina di caffè. "Ma per raggiungere un discreto quantitativo in circolo bastano pochi minuti". Diversamente, le donne sembrano più sensibili al decaffeinato. "La nostra - spiega Ana Adan - è la prima ricerca che indaga sulla diversità degli effetti della caffeina nei due diversi sessi".


FONTE: adnkronos.it

giovedì 25 dicembre 2008

Le specie più curiose scoperte nel 2008

Uccelli, rettili, roditori e parassiti. Tra loro anche il serpente più piccolo del mondo

Dalla rivista Wired l'ennesima classifica di fine anno, questa volta dedicata non alle tecnologie che più ci hanno affascinato o deluso nel corso degli ultimi 12 mesi, bensì alle specie viventi che si sono mostrate all'uomo per la prima volta, ricordandoci che la natura ha ancora tanti segreti.

L'UCCELLINO E IL TOPO - Fanno parte della top ten stilata dagli autori i piccolissimi uccellini colorati della specie Stiphrornis pyrrholaemus, scoperta nel Gabon dagli ornitologi dello Smithsonian Institute. L'esame del Dna di questi volatili ha permesso agli studiosi di distinguerli da quelli di altre specie simili, cui erano stati associati nel 2001, in occasione di un primo avvistamento. Ha sorpreso gli scienziati anche l'esemplare di toporagno-elefante gigante (Rhynchocyon udzungwensis) riconosciuto dai biologi del team di Francesco Rovero, ricercatore presso il Museo di Scienze Naturali di Trento. La nuova specie di "sengi" (come viene chiamato in swahili) scoperta in Tanzania, nelle foreste pluviali dei monti Udzungwa, è più grande di quelle già note al mondo scientifico e fa parte di un gruppo di mammiferi che vivevano in Africa più di 100 milioni di anni fa. Lontano parente degli elefanti, il sengi gigante ha una sorta di proboscide flessibile che ricorda appunto quella dei cugini pachidermi.

IL SERPENTELLO E IL PARASSITA - Abita invece nelle foreste delle Barbados il Leptotyphlops carlae, un minuscolo serpente non velenoso lungo circa una decina di centimetri e sottile quanto uno spaghetto. Si ritiene sia la specie di serpenti più piccola in assoluto, nel senso che secondo gli scienziati non è biologicamente possibile che ne esistano di più piccoli. E' stato scoperto dal biologo americano Blair Hedges, che nel 2001 - sempre alle isole Barbados - ha trovato quello che può essere considerato il rettile più piccolo al mondo: un esemplare di geco nano, lo Sphaerodactylus ariasae, lungo solo 17 millimetri. Ispira decisamente meno simpatia il parassita della specie Myrmeconema neotropicum, che infetta le formiche facendo sì che il loro addome si ingrossi e diventi rosso come le bacche di cui gli uccelli sono golosi, rendendole quindi facile preda dei volatili. Una volta divorata la formica ospite, l'uccello di turno sparge le uova del parassita tramite le proprie feci, permettendogli così di proliferare. La specie è stata scoperta da un team di entomologi della University of California, Berkeley e della University of Arkansas.

LA FORMICA E I BATTERI - Si torna poi a parlare di formiche (stavolta non in quanto ospiti di parassiti sconosciuti) con i tre esemplari di Martialis heureka trovati in Amazzonia da Christian Rabeling dell'università del Texas. Si tratta di una specie molto antica, evolutasi 120 milioni di anni fa. Grande come un chicco di riso, la creatura sotterranea ha grandi mascelle ed è una vera e propria predatrice. Non ultimo, nel corso del 2008 anche il mondo dei microrganismi ha riservato qualche sorpresa. Come quella che ha lasciato a bocca aperta gli scienziati della Penn State University quando in Groenlandia hanno scoperto un batterio così piccolo da riuscire a superare anche i filtri microbiologici. La specie Chryseobacterium greenlandensis è stata ritrovata a più di 3 chilometri di profondità, tra i ghiacci di 120 mila anni fa. Come dice Wired, un vecchio batterio del Pleistocene, insomma.

FONTE: Alessandra Carboni (corriere.it)

FOTO: Carlton Ward/Smithsonian Institution

mercoledì 24 dicembre 2008

Influenza, a Natale in 100mila a letto 13,5 milioni gli italiani vaccinati


Arriva a grandi passi: l'influenza si sta affacciando alle festività ormai come vuole la tradizione, visto che sono anni che proprio nel periodo natalizio si ha il culmine dell'infezione. «A cavallo del Natale oltre 100 mila italiani passeranno le feste sotto le coperte con febbre alta», prevede Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all'università degli Studi di Milano. Come previsto dagli esperti fin da ottobre, la curva di crescita di nuovi casi di influenza, iniziata in concomitanza con le festività natalizie, raggiungerà il picco dopo la metà di gennaio. «Nelle malattie da raffreddamento - afferma Pregliasco - è sufficiente ricorrere ai farmaci di automedicazione o da banco che possiamo comprare in farmacia senza prescrizione medica. L'uso degli antibiotici, invece, è da valutare con il proprio medico in quanto utile solo in presenza di infezioni batteriche».
13,5 milioni italiani vaccinati In media, ogni medico inocula il vaccino a circa 300 dei propri assistiti ed i medici stessi si vaccinano (il 70% lo ha fatto e il 75% sottopone al vaccino il proprio personale di studio), sono le cifre fornite dal Centro Studi della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). Secondo il 20% dei medici di famiglia, inoltre, ci sono limitazioni nell'erogazione delle dosi vaccinali destinate alle categorie protette da parte delle Asl. L'indagine, su 1100 medici di base, mostra che circa il 70% dei medici si sottopone al vaccino e in media il 75% dei medici vaccina o fa vaccinare contro l'influenza il proprio personale di studio (da un minimo del 72% al Nord-est ad un massimo del 78% al Sud e Isole). Questi dati dimostrano la fiducia riposta dai medici di famiglia nel trattamento preventivo.

FONTE: ilmessaggero.it

martedì 23 dicembre 2008

Scoperto il "sesto senso"


Un uomo che ha perso la vista in seguito a un danno celebrale completa in scioltezza, senza nessun aiuto, un percorso a ostacoli messo a punto dagli scienziati

Un uomo che ha perso la vista in seguito a un danno celebrale, ha stupito gli scienziati superando un percorso pieno di ostacoli solo grazie a quello che viene chiamato "sesto senso". L'uomo, conosciuto soltanto come T.N.,  sembra possedere  un senso che gli permette di "vedere" le cose, ma non attraverso la vista. T.N  è capace di  reagire alle espressioni facciali delle altre persone; gli studi sul suo cervello hanno confermato che registra le emozioni come gioia, rabbia, tristezza sul viso di chi gli sta davanti. Oggi, però, è riuscito in una prova ancora più sorprendente: superare un percorso a ostacoli. L'esperimento consisteva nel percorrere un lungo corridoio pieno di sedie e scatole senza l'aiuto di un bastone. L'uomo è riuscito a lasciare tutti senza parole. Ebbene, un video realizzato dai ricercatori dell’Harvard Medical School (Usa) mostra T.N. che completa in scioltezza il percorso a ostacoli messo a punto dagli scienziati, senza l’aiuto del suo cane o di un’altra persona.  E oltretutto T.N. «non si rendeva conto di fare qualcosa di eccezionale: pensava di aver camminato in linea retta lungo un corridoio», spiega Beatrice de Gelder della Tilburd University (Paesi Bassi) e dell’ateneo americano, che ha firmato la ricerca insieme ad un gruppo di colleghi internazionali. «Si tratta in assoluto della prima ricerca su questa abilità nell’uomo. Dallo studio emerge un messaggio importante, specie per le persone con danni cerebrali», aggiunge la responsabile della ricerca. «Puoi subire una totale perdita della visione corticale, ma ancora avere delle capacità» misteriose, «che ti permettono di muoverti dentro e fuori da un luogo senza farti male», spiega l’esperta.  «Lo studio - conclude - ci mostra l’importanza di questi elementi visuali, molto antichi dal punto di vista dell’evoluzione, che contribuiscono più di quanto pensiamo al nostro funzionamento nel mondo reale». Insomma, c’è molto che i pazienti possono fare se superano l’idea di non essere in grado di farlo.


FONTE: lastampa.it

lunedì 22 dicembre 2008

OCCHIALI BIODEGRADABILI PER PAESI IN VIA DI SVILUPPO

LE LENTI POSSONO ESSERE REGOLATE DIRETTAMENTE DA CHI LE INDOSSA

Joshua Silver e' lo scienziato britannico che ha regalato una speranza a circa un miliardo di persone che vivono nei paesi in via di sviluppo. Silver ha in pratica progettato un paio di occhiali che puo' essere regolato dalla stessa persona che lo indossa, senza quindi la necessita' di un parere del medico e del lavoro di un ottico. Entro dieci anni, secondo lo scienziato britannico, questa invenzione potrebbe alleviare le sofferenze - a prezzi relativamente accessibili - di tantissime persone con problemi agli occhi e che vivnono in paesi disagiati. Secondo quanto riportato sul quotidiano britannico Daily Telegraph, le lenti sarebbero regolabili grazie a delle speciali 'siringhe' che si attaccano vicino alle aste degli occhiali e che permettono di aggiungere o rimuovere del fluido dalla lente. Una volta 'sintonizzate' le lenti alla propria vista, le 'siringhe' possono essere rimosse. Il risultato? Dei normalissimi occhiali su misura.

FONTE: agi.it

sabato 20 dicembre 2008

Science: le 10 scoperte dell'anno


«Vince» la riprogrammazione cellulare. Al secondo posto l'osservazione di pianeti extrasolari

"Riprogrammazione cellulare", cioè attivazione di un gruppo di geni che fanno tornare indietro «l'orologio» della cellula fino allo stadio embrionale. E' questo il maggior traguardo scientifico dell'anno, ovvero la trasformazione di semplicissime cellule adulte del nostro corpo in staminali con le stesse potenzialità di quelle di un embrione. Per le prospettive che apre in medicina nella cura di malattie oggi inguaribili come Alzheimer, Parkinson e distrofie, questa ricerca è stata incoronata dalla rivista Science come scoperta scientifica dell 2008.  Anche quest'anno il settimanale scientifico più prestigioso ha stilato la sua classifica delle più importanti scoperte dei dodici mesi e ha anche formulato previsioni per l'anno prossimo: neuroscienze, il bosone di Higgs e l'acidificazione degli oceani sono tra i filoni della ricerca che riserveranno più sorprese nel 2009. Ma ecco la classifica dal secondo al decimo posto.

2 PIANETI EXTRASOLARI - Al secondo posto Science ha messo i cosiddetti «exoplanets». Per la prima volta nel 2008 gli astronomi hanno osservato direttamente pianeti orbitanti al di fuori del sistema solare, grazie a speciali tecniche telescopiche in grado di distinguere la debole luce dei pianeti da quella più forte dei loro «astri di riferimento».

3- «CATALOGO» DEI GENI TUMORALI - Al terzo posto, ma da qui in poi non si tratta di una vera e propria graduatoria bensì solo di un elenco, sottolinea la rivista, si trova l'espansione del «catalogo» dei geni implicati nei tumori. Fra questi da segnalare quelli relativi al gliobast0ma, e al tumore pancreatico.

4- NUOVI SUPERCONDUTTORI - Nel 2008 sono stati scoperti nuovi materiali capaci di condurre elettricità senza resistenza e ad altissime temperature basati su materiali «ferrosi ».

5- PROTEINE AL LAVORO- Nell'anno ancora in corso gli scienziati hanno avuto molte sorprese osservando le proteine «al lavoro», mentre cioè si legano ai recettori delle cellule e ne modificano lo stato metabolico, contribuendo a determinare le proprietà dei tessuti.

6- ENERGIE RINNOVABILI- Riconosciuta anche l'importanza di nuove tecniche per immagazzinare l'eccesso di energia elettrica prodotto da celle solari o le centrali eoliche

7- EMBRIONI IN FORMAZIONE - Immagini stupefacenti sono arrivati da video dettagliati come mai prima d'ora, dello sviluppo embrionale. E' stato possibile registrare e analizzare la formazione di un tipo animale utilizzato a fini di ricerca, lo «zebrafish» dal primo giorno dopo il concepimento fino al completamento dell'intero organismo.

8- GRASSO «BUONO»- Nella lotta all'obesità un grande progresso potrebbe essere rappresentato dalla nuovo conoscenze sulle caratteristiche e sulla funzione del cosiddetto «grasso bruno» , diverso dal più conosciuto «grasso bianco» .

9- MASSA PROTONICA - Grandi passi avanti anche nei modelli matematici per predire accuratamente la massa di neutroni e protoni.

10- «FESTIVAL» DELLA SEQUENZA GENOMICA- Progressi decisi anche nel campo del sequenziamento dei genomi: da quello dei Mammuth fino a a quelli pazienti colpiti da tumori. Le tecniche sono diventate molto più rapide rispetto a quelle utilizzate per la sequenza del primo genoma umano.

FONTE: corriere.it

venerdì 19 dicembre 2008

Fitness: piu' produttivi e calmi in ufficio con palestra aziendale


Dopo una bella sudata sul tapis roulant si lavora meglio. Lo rivela uno studio britannico, secondo cui chi può far sport in una palestra aziendale dopo è più produttivo, felice, efficiente e calmo alla scrivania. La ricerca ha coinvolto 200 persone: gli studiosi dell'Università di Bristol volevano testare l'impatto di palestre o lezioni di fitness sul posto di lavoro. Così si è visto che l'attività fisica dà una carica di energia allo staff, migliora la concentrazione e la capacità di risolvere i problemi e fa sentire tutti più calmi e meno stressati. Risultati che, spiegano i ricercatori sul 'Journal of Workplace Health Management', dovrebbero incoraggiare le aziende a fornire strutture ad hoc destinate allo sport per i dipendenti. Non a caso, circa la metà delle 100 migliori aziende in cui lavorare secondo il 'Sunday Times' già nel 2006 offrivano ingressi in palestra ai dipendenti, rilevano i ricercatori. Anche se per i lavoratori più sportivi non sono solo rose e fiori: alcuni si sentono in colpa per il tempo 'rubato' alla scrivania, e altri temono le critiche dei colleghi 'pantofolai'. I volontari hanno comunque evidenziato notevoli benefici in termini di umore e produttività collegati all'attività fisica. "Se le persone cercano di ritagliarsi una pausa attiva nella giornata lavorativa, sperimenteranno anche una serie di bonus inattesi: si sentiranno molto più produttivi", sintetizza Jo Coulson della Bristol University. E anche l'azienda ne beneficerà. 

FONTE: adnkronos.it

giovedì 18 dicembre 2008

Campi elettrici per invecchiare il vino

Scienziati cinesi hanno sviluppato una tecnica per «accelerare» trasformazioni che richiedono anni

Per gli impazienti che hanno anche il palato fine, arriva un vino che matura in pochi minuti. Basta solo un campo elettrico.LA TECNICA - Un'équipe guidata da Xin An Zeng, chimico alla South China University of Technology in Guangzhou, ha trovato una scorciatoia per invecchiare il vino in maniera artificiale che dovrebbe anche servire a migliorarne il gusto e ad articolarne i sapori. Grazie agli anni che passano infatti il vino, in special modo quello rosso, perde acidità e acquista una serie di fragranze inedite. Persino il vino più scadente ha bisogno di riposare qualche mese per essere bevuto e come è noto ci sono vini che devono compiere almeno il ventesimo compleanno per dare il meglio di sé. Da qui l'idea di far passare il vino attraverso un tubo che scorre tra due elettrodi in titanio. I campi elettrici, infatti, come altri principi della fisica, sono in grado di modificare gli elementi costitutivi del vino e, nel caso specifico, di alterarne l'età.LA PROVA DEGUSTAZIONE - Insomma, anche il professor Xin An Zeng, come altri sviluppatori di nuove tecniche enologiche, prova a portare la fantascienza in cantina e inizia da un Cabernet Sauvignon della Suntime Winery di tre mesi. Dopo aver utilizzato la tecnologia collaudata dal professor Zeng che sfrutta i campi elettrici, il Cabernet Sauvignon è stato proposto a dodici degustatori, i quali, pare, sono caduti nel «tranello», avvertendo nel bicchiere assaggiato sapori e odori che normalmente solo il tempo può regalare. Zeng spiega che, con le giuste condizioni, la tecnica può accelerare il processo di invecchiamento, mettendo in moto una sorta di acceleratore temporale. Non solo, anche la qualità del vino in generale può subire migliorie significative dai campi elettrici. Per il momento cinque produttori cinesi di vino stanno sottoponendo la propria produzione alla tecnica del professor Zeng, ma in generale l'enologia che prova a frazionare il vino per poi migliorarlo e ritoccarlo è in piena espansione. Per la disperazione di quelli che il vino lo amano veramente.


FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it)

mercoledì 17 dicembre 2008

Fotografata l’azione dell’energia oscura

La prova della sua esistenza dalla «paralisi» di crescita di alcune galassie

L’energia oscura esiste e provoca effetti evidenti. La prova l’ha raccolta il satellite Chandra della Nasa indagando un ammasso di galassie (Abel 85) distante 740 milioni di anni luce dalla Terra. La scoperta è frutto di un’indagine condotta dagli scienziati dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Boston che ha scandagliato 86 ammassi galattici proprio allo scopo di cercare traccia dell’energia oscura.

COSTITUISCE OLTRE IL 70% DELL'UNIVERSO - Questa forma di energia battezzata oscura perché non se ne conosce la natura riempie il 73 per cento dell’Universo, un altro 23 per cento è costituito da materia oscura, altrettanto da spiegare, mentre il restante 4 per cento è ciò che i nostri occhi e i satelliti vedono, cioè stelle, galassie e pianeti. La scoperta dell’energia oscura è recente e risale a dieci anni fa quando gli astronomi si sono resi conto di una forza che agiva in controtendenza rispetto alla gravità, fino allora incontrastata dominatrice del cosmo. In pratica si è visto che invece di rallentare la loro fuga secondo le regole dell’espansione, alcune galassie tendevano ad accelerare la corsa come se qualcosa le attirasse prepotentemente.

«L'ERRORE» DI EINSTEIN- L’idea teorica l’aveva avuta Einstein inventando la costante cosmologica per far quadrare i suoi conti sulla relatività generale e allo scopo di contrastare gli effetti della gravità. Ma pur avendola concepita non l’accettava definendola «il mio più grande errore». In realtà non sbagliava affatto e l’intuizione si dimostrava giusta alla fine degli anni Novanta del secolo scorso quando nel gennaio 1998 Saul Perlmutter dell’Università di Berkeley confermava gli indizi della strana energia.

LA PROVA - Ma raccogliere prove definitive è impresa ardua e da allora si lavora. Finalmente un passo importante si è compiuto con il satellite Chandra che scandaglia il cielo raccogliendo i raggi X lanciati dagli astri. E la prova dell’azione dell’energia sta nella constatazione che il cluster Abell 85 negli ultimi sette miliardi di anni non è evoluto ma è rimasto sempre uguale come se qualcosa gli impedisse di crescere. «Questo risultato potrebbe essere spiegato come l’arresto nello sviluppo dell’universo» precisa Alexey Vikhlinin del centro bostoniano. Conoscere la natura dell’energia oscura è uno dei più grandi problemi della scienza . Gli astronomi per iniziare a spiegarla immaginano due ipotesi: una modifica alla teoria della relatività generale di Einstein o l’accettazione della costante cosmologica secondo la quale c’è una densità dell’energia costante che riempie in modo omogeneo lo spazio. Le osservazioni di Chandra confermano la seconda possibilità e danno ragione a Einstein, anche contro il suo parere.

FONTE: corriere.it  (Giovanni Caprara)

martedì 16 dicembre 2008

AUSTRALIA: UN VINO PULISCI- SANGUE

Medico crea alcolico con alta presenza di antiossidante

Un vino che pulisce i vasi sanguigni grazie ad una forte quantita' di antiossidante. A crearlo il dott. Philip Norrie di Sydney.Ogni bottiglia contiene una quantita' 100 volte maggiore dalla norma di resveratrolo, antiossidante dell'uva, che pulisce il sangue dal deposito grasso. Il medico ha prodotto uno chardonnay e uno shiraz con 100 mg per bottiglia di resveratrolo quanto contenuto in 70-100 bottiglie di bianco standard, e in 15-20 bottiglie di rosso standard.

FONTE: ansa.it

lunedì 15 dicembre 2008

VIAGGI ESOTICI? OCCHIO A MALARIA E DIARREA

I CONSIGLI DEI MEDICI PER LE VACANZE DI NATALE

Le vacanze invernali si avvicinano, e riparte anche la voglia degli italiani di regalarsi viaggi d'avventura e di relax. Ma la vacanza esotica puo' "regalare" compagni di viaggio non richiesti: dalla semplice diarrea del viaggiatore, che colpisce mediamente dal 30 al 50% di chi si reca nei paesi esotici, alla ben piu' grave malaria, che fa registrare nel nostro paese 15.000 nuovi casi l'anno, quasi tutti "colpa" proprio dei viaggi a rischio. Per questo il CDI (Centro diagnostico italiano) riattiva da oggi la consulenza telefonica gratuita dell'Ambulatorio di Medicina dei Viaggi per tutto il periodo invernale. Una linea diretta fra cliente e specialista, utile ad affrontare anche le mete piu' a rischio dal punto di vista igienico e sanitario, senza paure e preoccupazioni. Il servizio, che proseguira' fino al 10 gennaio, sara' a disposizione non solo di chi partira' durante il periodo natalizio ma anche di coloro che progettano un viaggio nei primi mesi del 2009. Inoltre, se la scelta di viaggio cade su mete a rischio di febbre gialla, al CDI e' possibile sottoporsi alla vaccinazione antiamarillica. Il CDI e' infatti uno dei pochissimi centri privati italiani autorizzati dal Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute. Sono numerose le mete scelte dagli Italiani; tuttavia, se per l'Europa e gli Stati Uniti non sono necessari controlli e profilassi specifiche, le mete piu' esotiche richiedono qualche attenzione in piu'. "In vacanza siamo piu' rilassati e curiosi, aperti a qualunque novita': la voglia di evasione abbassa la soglia delle nostre difese. Tuttavia, scegliere Africa, Asia e Sud America come luoghi di vacanza significa dover prestare un'attenzione particolare alle precauzioni igienico-sanitarie da prendere", dice Claudio Droghetti, Medico e Specialista in Idrobioclimatologia medica, oltre che Responsabile dell'Ambulatorio di Medicina dei Viaggi del CDI di Milano. "In generale, il consiglio e' quello di affiancare le profilassi piu' comuni, per l'epatite A e il tifo, ad altre piu' specifiche, in base al luogo dove ci si reca. Per esempio, Paesi come Kenya, Madagascar ed Brasile, richiedono la vaccinazione contro la malaria, mentre e' utile in Paesi africani, medio - orientali ed in Sud America affiancare anche una vaccinazione contro l'Escherichia Coli, principale causa della cosiddetta "diarrea del viaggiatore". Come conferma il Dott. Droghetti, le piu' elementari norme di igiene sembrano scomparire con il relax della vacanza. E anche se il cibo e' sano, raramente si ricorda che il proprio fisico ha abitudini ben precise: le latitudini differenti e gli usi alimentari diversi possono produrre reazioni inaspettate di tipo gastrointestinale. E' quindi importante affiancare alla profilassi vaccinale ed eventuale chemioprofilassi anche una buona prevenzione comportamentale: assicurarsi una buona igiene degli alimenti (evitare di bere ghiaccio, acqua corrente e mangiare alimenti crudi o poco cotti), prevenire le punture di insetto, evitare di esporsi troppo ai raggio UV. "Gli Italiani in vacanza non sempre seguono le misure di precauzione e di profilassi necessarie per affrontare viaggi esotici. Secondo le ultime stime dell'Universita' di Milano, per esempio, il 20-30% degli italiani che si recano in zone a rischio non assume alcuna cura preventiva contro la malaria o la segue in modo errato, per esempio, troncandola a meta', mettendo cosi' a repentaglio la propria salute - ha dichiarato il Prof. Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di Sanita' Pubblica, Microbiologia e Virologia dell'Universita' degli Studi di Milano - Il mio consiglio e' quello di seguire la profilassi, che deve essere iniziata prima della partenza, continuata durante il soggiorno e per i 15-20 giorni che seguono il rientro, non sottovalutando il pericolo della malattia".

FONTE: agi.it

domenica 14 dicembre 2008

CUORE INFARTUATO SI RIPARERA' DA SOLO


Il cuore colpito da infarto presto si riparera' da solo. E' la clamorosa scoperta di alcuni ricercatori italiani, che hanno studiato come rieducare le cellule staminali cardiache a riparare il cuore danneggiato. Le cellule staminali svolgono il delicato compito di aggiustare il muscolo cardiaco ma dopo un infarto le cellule non riescono piu' ad assicurare questa preziosa auto-riparazione. Studiosi italiani, dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma e del Laboratorio di Biologia Molecolare Europeo (EMBL) di Monterotondo, hanno scoperto perche' le cellule smettono di funzionare correttamente ma anche come metterle nelle condizioni di riparare il danno. L'annuncio e' stato dato durante i lavori del 69/mo Congresso della Societa' Italiana di Cardiologia in corso a Roma, da uno degli studiosi, il professore Antonio Musaro' dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma. Con i nostri studi condotti insieme alla dottoressa Nadia Rosenthal dell'EMBL - dice Musaro', Professore associato di Medicina e Biotecnologie alla Sapienza - abbiamo capito perche' le cellule staminali presenti nel cuore dopo un danno, come un infarto o un trauma, non svolgono piu' correttamente il loro compito. Infatti, invece di produrre tessuto funzionale contrattile che permette di 'riparare' il danno, smettono di funzionare o addirittura producono tessuto fibrotico non funzionale. Questo succede perche' l'infarto - o il danno - provoca un ambiente ostile all'attivita' normale delle cellule staminali". "Quindi, abbiamo compreso che modificando l'ambiente subito dopo l'evento che ha provocato il danno, le cellule staminali possono riprendere la loro corretta funzione - ha proseguito Musaro' - Questo spiega anche perche' molto spesso il semplice trapianto di cellule staminali non da' i risultati sperati. Il fallimento potrebbe essere dovuto proprio all'ambiente non idoneo. Una volta scoperto che e' l'ambiente a rendere le staminali residenti incapaci di funzionare correttamente si e' reso necessario trovare il sistema per ripristinare un ambiente ideale. A questo punto si e' ricorsi a fattori di crescita da introdurre nel muscolo cardiaco danneggiato". "Le nostre ricerche - aggiunge Musaro' - ci hanno consentito di individuare un particolare fattore di crescita, il mIGF-1, che si e' rivelato idoneo a modificare l'ambiente, attivare le cellule staminali e recuperare efficientemente il danno. L'mIGF-1 e' un fattore normalmente presente nei diversi tessuti dell'organismo ma in diverse condizioni patologiche la sua funzione viene a mancare. Ecco perche' e' necessario introdurlo dall'esterno. Al momento queste scoperte hanno dato risultati molto incoraggianti su modelli animali". "E' una scoperta veramente molto importante - dice Francesco Fedele, Direttore del Dipartimento di Cardiologia dell'Universita' La Sapienza di Roma e presidente della Societa' Italiana di Cardiologia - perche' apre una via nuova e fortemente innovativa soprattutto per un utilizzo 'intelligente' delle cellule staminali. Questa Ricerca sottolinea come le nuove tecnologie, vedi la Risonanza Magnetica, debbano essere impiegate per caratterizzare il tessuto dopo l'infarto o per mettere in evidenza eventuali condizioni ambientali favorevoli o non favorevoli. Il nostro augurio e' che presto le ricerche possano passare dal laboratorio al letto del paziente".

FONTE: agi.it

sabato 13 dicembre 2008

Medicina: piu' italiani sopravvivono a infarto, ma 75% con problemi

Crescono in Italia i sopravvissuti a un infarto. Negli ultimi anni la mortalita' dei connazionali ricoverati per un attacco cardiaco e' scesa dal 7% al 4%, anche perche' sempre piu' spesso il malato arriva in tempo in una struttura specializzata. "Ma la nuova emergenza riguarda gli 'acciacchi' successivi: un infartuato su quattro sviluppa, spesso dopo poco tempo, un'insufficienza cardiaca, e uno su due una disfunzione della pompa cardiaca. Problemi che affliggono, dunque, tre infartuati su quattro. A volte anche senza sintomi facilmente individuabili", avverte Francesco Fedele, presidente della Societa' italiana di cardiologia (Sic), alla presentazione oggi a Roma del 69.esimo Congresso Sic, al via da domani nella Capitale. "Una realta' drammatica, nonostante la buona notizia relativa al fatto che i ricoveri dei pazienti con infarto sono aumentati del 30% in 7 anni: questo vuol dire che ne sfuggono sempre meno", sottolinea il cardiologo. A questo punto, pero', occorre pensare al dopo, "moltiplicando controlli e monitoraggio degli infartuati, anche perche' il 15% degli uomini e il 20% delle donne muoiono nel primo anno dopo un attacco cardiaco. Insomma, il post-infarto e' la nuova emergenza". Alla luce dei numeri diffusi oggi, diventa cruciale rivolgersi ai centri specializzati. "Nelle Unita' di terapia intensiva cardiologica la mortalita' per infarto e insufficienza cardiaca e' del 10%, contro il 25% registrato in altre divisioni - prosegue Fedele - inoltre nelle Divisioni di cardiologia si effettua il 13% di angioplastiche rispetto al 9% eseguito altrove. Infine l'utilizzo dell'ecocardiografia nel primo caso e' del 90% contro il 37% nelle divisioni non specialistiche. I controlli sono cruciali in questi pazienti, e al di fuori delle divisioni specializzate l'ecocardiografia e' sottoutilizzata". Ma non e' tutto. Se oggi il problema si intercetta e si tratta meglio, la fase successiva mostra diversi punti deboli. "Da una ricerca svolta dal Centro studi della Sic su 5 mila persone dopo un infarto, monitorando le ricette compilate dai medici di famiglia in 15 Asl italiane - racconta Raffaele Bugiardini, coordinatore della commissione per il 69esimo Congresso Sic - abbiamo visto che solo 50% dei pazienti a 6 mesi dall'evento prende ancora 4 farmaci salvavita (aspirina, ace-inibitori, betabloccanti e statine). Gli altri di fatto hanno interrotto le cure, e questo e' gravissimo. Anche perche' gli studi hanno dimostrato chiaramente che l'aderenza al trattamento e' cruciale per sopravvivere". Non solo, dallo studio sembra anche che le donne siano meno trattate. "La loro situazione e' del 30-40% peggiore rispetto agli uomini". Un problema che, sottolinea il cardiologo, deve essere corretto.

FONTE: adnkronos.it

giovedì 11 dicembre 2008

MEDICINE ALTERNATIVE: LA SICUREZZA IN UN DECALOGO

Attenzione alle medicine alternative. Scatta l'operazione Sicurezza, porta il marchio dell'Istituto Superiore di Sanita', della Societa' Italiana di Farmacologia, del pionieristico Centro di Medicina Naturale di Empoli, e si avvale del concorso delle stesse 32 societa' scientifiche, enti e fondazioni che operano nel settore delle terapie non convenzionali, medici fitoterapeuti compresi. E' la prima volta che si ha una convergenza di questa vastita'. L'operazione e' stata ufficializzata oggi a Empoli, nel corso di un congresso nazionale (organizzato dall'AUSL 11) dedicato espressamente ai rischi delle altre medicine. I concetti di fondo sono chiari e prendono forma di un decalogo che sara' oggetto di una massiccia campagna di informazione rivolta alla popolazione. Agopuntura e medicina tradizionale cinese, omeopatia, fitoterapia, manipolazioni osteo-articolari e medicina ayurvedica sono, come noto, le piu' diffuse tra le varie terapie alternative definite con i nomi piu' diversi: complementari, non convenzionali, integrative, tradizionali, olistiche, naturali, dolci, ecc. Ecco, in proposito, le raccomandazioni del decalogo. 1. Mai iniziare una di queste terapie senza parlarne con il proprio medico. 2. Mai abbandonare le terapie convenzionali senza averne discusso con il medico. 3. Mai affidarsi a presunti ricercatori o esperti, al sentito dire, al faidate o ai consigli di amici e conoscenti. Mai praticare l'automedicazione se non per disturbi minori o piccole patologie di breve durata. 4. Mai usare prodotti a composizione sconosciuta o privi di etichetta. Se non sono prescritti, mai usare prodotti naturali durante la gravidanza o l'allattamento. Mai usare a scopi medicinali erbe spontanee raccolte in natura. 5. Mai fidarsi delle vendite su Internet o a domicilio che non diano precise garanzie. Mai credere alle terapie o ai rimedi miracolosi. 6. Informarsi sempre sui reali vantaggi di ogni terapia, sulle garanzie di sicurezza ed efficacia, in particolare se si propone di sostituirla a quella convenzionale. 7. Consultare sempre medico o farmacista prima di prendere un prodotto naturale o di darlo a bambini e anziani, soprattutto se malati o in terapia con altri farmaci. 8. Affidarsi sempre a medici esperti, chiedendo al proprio medico di famiglia, alla ASL, all'Ordine dei Medici e a Societa' Scientifiche accreditate. 9. Conservare i prodotti nella confezione di origine, lontano dalla portata dei bambini, all'asciutto, lontano da fonti di luce o di calore. 10. Segnalare sempre al proprio medico o farmacista ogni sospetta reazione avversa a un medicinale o prodotto naturale. Segnalare ai rispettivi Ordini chiunque prescriva o pratichi queste terapie senza averne i requisiti professionali.

FONTE: agi.it

mercoledì 10 dicembre 2008

Contraccezione: arriva la biopillola


E' priva degli effetti collaterali di quelle attuali, che interrompono la produzione ormonale di tutto il corpo
Un salto nel futuro ormai prossimo nel campo della contraccezione. Una proteina necessaria al concepimento potrebbe essere infatti la chiave per realizzare una pillola contraccettiva senza ormoni sessuali e che non influisce sul sistema ormonale femminile. A spiegarlo sulla rivista Nature è lo studio di alcuni scienziati svedesi del Karolinska Institute di Huddinge. Il rivestimento degli ovuli dei mammiferi contiene infatti una proteina chiamata Zp3, a cui lo sperma deve legarsi se vuole attraversare l'ovulo e fertilizzarlo. Le femmine di topo che non hanno la molecola Zp3, sono sprovviste del rivestimento e sono infertili, mentre le donne con livelli anormali di questa proteina possono avere problemi di fertilità.

STRUTTURA CHIMICA - I ricercatori hanno usato la cristallografia a raggi x per progettare la struttura chimica di un tratto della Zp3 del topo che conferisce alla proteina le sue proprietà strutturali. E visto che il tratto equivalente della Zp3 umana è simile nella struttura a quello dei topi, gli scienziati sono convinti sia possibile realizzare farmaci che si legano alla Zp3, evitando che si formi il rivestimento e rendendo le donne temporanemente non fertili. Il che significherebbe avere una sorta di bio-pillola priva degli effetti collaterali delle attuali pillole contraccettive, che interrompono la produzione ormonale di tutto il corpo.

FONTE: corriere.it

Cuore e arterie salvi grazie alle noci


Per correggere la sindrome metabolica e ridurre le patologie cardiovascolari

Secondo uno studio spagnolo pubblicato sull'Archives of Internal Medicine journal, le noci migliorano considerevolmente lo stato generale di salute nei casi di sindrome metabolica (consistente in obesità, colesterolo alto ed elevata pressione sanguigna). In sostanza il frutto pulisce le arterie e, se consumato con morigeratezza e abbinato a una dieta mediterranea, può essere un vero e proprio toccasana per tutti i candidati a serie patologie cardiovascolari.

LO STUDIO – I ricercatori hanno osservato nel tempo lo stato di salute di 1.200 volontari con sindrome metabolica divisi in tre gruppi: al primo è stato suggerito un regime alimentare genericamente privo di grassi eccessivi, al secondo è stata raccomandata un'alimentazione mediterranea ricca di olio d'oliva (noto per essere un protettore delle arterie) e al terzo gruppo è stata consigliata una dieta mediterranea integrata con 30 grammi di noci al giorno. Dopo un anno i volontari sono stati convocati per osservare eventuali progressi. I ricercatori spagnoli hanno evidenziato nel primo gruppo un miglioramento nel 2 per cento dei casi, nel secondo gruppo nel 6,7 per cento dei casi e nel terzo gruppo nel 13,7 per cento dei casi. E se in generale nessuno dei partecipanti ha perso peso, nei «mangiatori di noci» è stata riscontrata anche una diminuzione del giro vita.

UN PUGNO DI NOCI AL GIORNO – Del resto le proprietà di questo seme oleoso sono note da tempo, tanto da rischiare di rubare alla mela la fama di essere una sorta di frutto-medicina. Dopo il cenone di Natale, e in generale dopo le grandi abbuffate, gli esperti hanno sempre consigliato una dose ragionevole di noci, miracolose, pare, nel combattere i danni causati dallo stato infiammatorio e dalle reazioni ossidative conseguenti al circolo dei grassi. Queste reazioni causano elevati rischi cardiocircolatori ai quali una manciata di noci giornaliera può provvedere, preservando elasticità e flessibilità alle arterie, grazie all'amminoacido arginino (che stimola a sua volta l'ossido nitrico, indispensabile all'elasticità dei vasi). Infine le noci contengono i grassi omega-3, celebri per essere d'aiuto all'organismo. Il dr. Jordi Salas-Salvado, che ha guidato lo studio, si raccomanda ovviamente di non esagerare con questo tipo di frutta secca e di non fare vere e proprie scorpacciate con la scusa di pulirsi le arterie. In medicina la prima regola è sempre e comunque una sana moderazione.

FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it)

martedì 9 dicembre 2008

SCOPERTO OSSO INIETTABILE PER CURARE FRATTURE

SUCCESSO DEGLI SCIENZIATI INGLESI

Un team di scienziati britannici ha sviluppato un materiale che si inietta nelle ossa rotte, dove indurisce in pochi minuti, curando le fratture. La sostanza, simile a dentifricio, forma una sorta di sostegno biodegradabile sul quale ricresce l'osso fratturato. Gli scienziati che hanno inventato questo materiale, della Nottingham University, sostengono che potrebbe evitare in molti casi l'uso delle protesi. Il team e' attualmente al lavoro per avviare i trial clinici in Gran Bretagna e pensa che l'innovazione diventera' di uso comune negli Stati Uniti entro i prossimi 18 mesi. Questo "osso iniettabile" ha vinto un prestigioso premio per l'innovazione medica la scorsa settimana ed e' parto della mente del Professor Kevin Shakesheff, della University of Nottingham. Il suo vantaggio rispetto ai tradizionali cementi per ossa e' nel processo con cui indurisce. Mentre i cementi convenzionali emettono calore indurendo, uccidendo le cellule circostanti, questo polimero non produce lo stesso effetto. A temperatura ambiente, il materiale ha la consistenza del dentifricio; quando sale alla temperatura del corpo, si indurisce. Il Professor Shakesheff spiega che e' facile iniettarlo nel punto esatto dove si trova la frattura senza incisione chirurgica, a differenza di quanto accade per le protesi. "Non solo non occorre l'intervento chirurgico", ha detto il Professore, "ma il paziente non resta con l'area danneggiata". Bastera' inserire l'ago, iniettare il polimero dove e' necessario e poi li', col calore del corpo, il materiale si indurisce, ma senza uccidere le cellule circostanti, che continuano a crescere normalmente. Restano alcuni limiti da superare: anche se il polimero in pochi minuti diventa duro con un osso vero, il collegamento tra il polimero e il vecchio osso e' piu' debole; per esempio, una frattura alla gamba curata in questo modo avrebbe comunque bisogno di chiodi metallici per evitare che le parti si separino quando il paziente cammina. Tuttavia per il team della Nottingham l'invenzione ha grande potenziale, soprattutto nei casi in cui occorre un supporto per sostenere la crescita di nuove cellule nel corpo; molti ortopedici hanno commentato la notizia entusiasti.

FONTE: agi.it

lunedì 8 dicembre 2008

Aids: entro 5 anni pronto il vaccino

La battaglia è ancora lunga secondo Montagnier

Entro i prossimi "quattro o cinque anni" avremo un vaccino terapeutico contro l'Aids mentre il vaccino preventivo tradizionale e' ancora lontano. Lo ha annunciato il virologo francese Luc Montagnier, che nel 1983 individuo' il virus dell'Hiv, da Stoccolma, dove la settimana prossima ricevera' il premio Nobel per la medicina insieme al suo collega all'istituto Pasteur, la franco-senegalese Francoise Barre'-Sinoussi e al tedesco Harald zur Hausen. Montagnier, che con la sua equipe lavora da un decennio alla scoperta di un vaccino, ha spiegato che la soluzione terapeutica, per allungare la vita di quanti hanno gia' contratto la malattia e impedire loro di contagiare altre persone, e' "piu' facile", perche' l'Aids "e' una malattia molto complessa, dobbiamo ancora scoprire perche' il sistema immunitario si indebolisce".

FONTE: agi.it

domenica 7 dicembre 2008

Il colesterolo va giù con riso rosso + tè verde


Il colesterolo può essere combattuto anche con i rimedi naturali.  In particolare, secondo uno studio realizzato da un team di esperti del Cnr, se si mettono insieme steroli vegetali (o fitosteroli), riso rosso fermentato, policosanoli e tè verde che «possono contribuire, inseriti in una dieta equilibrata, a ridurre i livelli di colesterolo, rappresentando una valida alternativa all’impiego delle statine». Da tempo si sa che queste sostanze sono in grado di abbassare il colesterolo, ma la novità riscontrata dai ricercatori del Cnr sta dunque nella loro associazione, come dimostra lo studio pubblicato su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases. I risultati dello studio sono stati anche presentati al recente Congresso della Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi da Roberto Volpe, del Servizio prevenzione e protezione del Cnr di Roma. «Un mini-drink costituito da latte arricchito in 2 g di fitosteroli dopo cena e prima di coricarsi un nutraceutico, una capsula composta fondamentalmente da riso rosso fermentato, policosanoli e tè verde - spiega Volpe - rappresentano la terapia ideale proprio nei casi in cui è possibile non ricorrere ai farmaci».  Il primo trattamento delle ipercolesterolemie consiste in una dieta ipolipidica, cioè a basso contenuto di grassi. «Quando la dieta non risulta sufficiente - continua Volpe - in quei pazienti considerati ad alto rischio cardiovascolare, che hanno oltre il 20% di probabilità di incorrere in un infarto o in un ictus nei prossimi 10 anni, in quanto già infartuati o diabetici o con ipercolesterolemia familiare severa, è necessario ricorrere alle statine, farmaci capaci di ridurre l’incidenza di tali eventi di oltre il 30%». Comunque, per ottenere tale beneficio clinico, la terapia, sottolineano gli esperti del Cnr, deve essere fatta tutta la vita, per cui negli adulti ipercolesterolemici a rischio cardiovascolare moderato, è preferibile, come suggeriscono le Linee Guida nazionali e internazionali, prendere in considerazione un trattamento non farmacologico. A tal proposito, i dati emersi dallo studio Check (Cholesterol and Health: Education, Control and Knowledge) del professore Andrea Poli di Milano, indicano che oltre il 50% della popolazione italiana che presenta livelli alterati di colesterolo rientra nell’area del trattamento non farmacologico. I fitosteroli, contenuti soprattutto in oli, cereali e frutta, e il tè verde agiscono riducendo l’assorbimento intestinale del colesterolo, il riso rosso fermentato, che contiene mevinolina, una statina naturale al dosaggio di soli 3 mg, e i policosanoli, estratti dalla canna da zucchero, agiscono inibendo la sintesi epatica del colesterolo. Lo studio del Cnr è stato condotto su 20 pazienti adulti a rischio cardiovascolare moderato che, nonostante fossero già in trattamento con fitosteroli o nutraceutico utilizzati in monoterapia, presentavano valori di colesterolemia ancora elevati (colesterolo totale medio basale di 254 mg/dL e colesterolo LDL medio basale di 184 mg/dL) e ha dimostrato la validità dall’azione sinergica dei vari componenti. «La loro associazione, infatti, ha comportato una significativa riduzione sia del colesterolo totale (che ha raggiunto i 219 mg/dL) sia del colesterolo LDL (che ha raggiunto i 152 mg/dL), valori considerati desiderabili nei pazienti a rischio moderato» aggiunge Volpe.  Inoltre, continuano gli esperti del Cnr, in soggetti selezionati, l’associazione fitosteroli con riso rosso fermentato, policosanoli e tè verde può rappresentare una valida alternativa all’impiego delle statine, permettendo di raggiungere valori di colesterolemia indicati dalle Linee Guida e, conseguentemente, una riduzione del rischio cardiovascolare.

FONTE: lastampa.it

sabato 6 dicembre 2008

LEUCEMIE: STELLE NATALE AIL IN 3500 PIAZZE ITALIANE

MIGLIAIA DI VOLONTARI IMPEGNATI DAL 6 ALL'8 DICEMBRE
Da oggi all'8 dicembre torna l'appuntamento con la solidarieta' per rendere le leucemie, i linfomi e il mieloma sempre piu' guaribili. Come e' tradizione in quei giorni e' in programma l'annuale iniziativa dell'Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieolma) che da venti edizioni fa appello alla solidarieta' degli italiani. L'Ail offrira' grazie all'impegno di migliaia di volontari, in 3500 piazze italiane, oltre 800mila stelle di Natale a chi versera' un contributo minimo associativo di 12 euro, diventando cosi' "sostenitore" dell'Associazione. Tutte le "Stelle dell'Ail" sono caratterizzate dal "logo" dell'Associazione. Ad ogni "sostenitore" e' anche destinato un opuscolo in cui si illustrano le finalita' associative. La manifestazione, sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ha permesso in questi anni, grazie alla generosita' dei cittadini italiani, di raccogliere fondi destinati al finanziamento di progetti di Ricerca e Assistenza di alto valore scientifico e sociale. Ha contribuito, inoltre, a sensibilizzare costantemente ed ampiamente l'opinione pubblica alla lotta contro le emopatie maligne. L'iniziativa si ripromette, dunque, di sottolineare il grande impegno profuso e gli incoraggianti risultati raggiunti e, al tempo stesso, costituisce anche una preziosa occasione per ricordare che c'e' ancora bisogno del sostegno di tutti per raggiungere l'obiettivo piu' importante: rendere leucemie, linfomi e mieloma sempre piu' guaribili. I fondi raccolti con la manifestazione "Stelle di Natale" verranno impiegati per: finanziare la ricerca scientifica nel campo delle leucemie, dei linfomi e del mieloma: in particolare, quest'anno, l'iniziativa e' dedicata al finanziamento del Gruppo Gimena (Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto) a cui fanno capo 137 centri di ematologia presenti su tutto il territorio nazionale. Il Gruppo lavora con l'obiettivo di identificare e diffondere i migliori standard diagnostici e terapeutici, per le malattie ematologiche, al fine di garantire lo stesso tipo di trattamento per i pazienti in tutta Italia; migliorare la qualita' delle cure; continuare nella realizzazione di Case Alloggio - "Case Ail" nei pressi dei maggiori Centri di Terapia del nostro paese per permettere ai pazienti che risiedono lontano, di affrontare i lunghi periodi di cura assistiti dai familiari (attualmente grazie all'impegno dell'Ail sono 36 le citta' italiane che ospitano questo servizio); collaborare al servizio di assistenza domiciliare ai pazienti ematologici di tutte le eta' per offrire loro le cure necessarie nel loro ambiente familiare (l'Ail finanzia gia' 36 servizi di assistenza domiciliare).

FONTE: agi.it