lunedì 11 maggio 2009

Autovaccino: la cura che viene.... da dentro


Di vaccini ne sentiamo parlare quasi ogni giorno. Ciò di cui invece si parla molto poco è l’autovaccino. Come purtroppo accede spesso, in Italia è un approccio terapeutico pressoché sconosciuto, ma in Germania viene utilizzato da oltre 40 anni con successo nella cura di svariate malattie, in particolare nelle patologie di tipo cronico. Basti pensare che solo in Germania, ogni anno, vengono prodotti ben 100.000 autovaccini. L’autovaccino ha lo scopo di stimolare le difese immunitarie per far guarire, di conseguenza, il malato. Si tratta di un farmaco molto particolare e "personale" che viene elaborato di volta in volta. Anziché adoperare i probiotici (fermenti) prodotti dalle industrie farmaceutiche, vengono prelevati dei batteri non patogeni dalle feci della persona malata come, per esempio, l’escherichia coli.Solo un medico specializzato può prescrivere l’autovaccino: è suo compito, infatti, consegnare il campione delle feci del paziente a un apposito laboratorio - attualmente presenti quasi esclusivamente nel territorio germanico -. Entro un mese il laboratorio rinvierà l’autovaccino al medico curante che avrà cura di consegnarlo al paziente. In alcune circostanze può essere necessario produrre un autovaccino iniettabile, ma nella stragrande maggioranza dei casi, può essere assunto comodamente in gocce come un tradizionale farmaco. L’autovaccino può essere assunto in caso di allergie, malattie croniche, micosi, bronchiti, sinusiti, tonsilliti, acne, colon irritabile, colite ulcerosa, morbo di Crohn, stipsi, diarrea ecc e può essere associato a terapie a base di fermenti lattici. Attualmente, non sono stati segnalati effetti collaterali derivanti dal suo impiego.


FONTE: (Luigi Mondo & Stefania Del Principe) lastampa.it

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