venerdì 1 maggio 2009

La macchina fotografica più veloce del mondo


E’ stato realizzato nuovo sistema in grado di catturare oltre sei milioni di immagini in un secondo


MILANO - Realizzata nei laboratori della University of California di Los Angeles,
la foto-videocamera più veloce mai esistita utilizza una tecnologia denominata Steam (Serial Time Encoded Amplified Microscopy Steam), sviluppata dal professor Bahram Jalali, ed è dotata di un otturatore capace di lavorare 6 milioni di immagini al secondo, ovvero un’istantanea per ogni mezzo miliardesimo di secondo. Ma in futuro il numero di immagini immortalate al secondo potrebbe salire a 10 milioni, equivalente a una velocità duecento volte superiore rispetto a una video camera standard.E LA LUMINOSITA’? - A questo punto ci si chiede se la velocità non penalizzerà la luminosità degli scatti, poiché la maggior rapidità si traduce inevitabilmente in una minor quantità di luce in entrata. A questo provvede la tecnologia Steam, che spara un impulso di laser infrarosso a una differente lunghezza d'onda per ogni pixel catturato. Proprio per questo motivo attualmente lo Steam funziona con immagini con pochi pixel (massimo 3000), il che significa che la strada verso la commercializzazione è ancora molto lunga.OAS_AD('Bottom1');A CHE COSA SERVE – Il futuro impiego di questa miracolosa tecnica, la cui peculiarità è di utilizzare solo un detector (diversamente dai milioni di detector impiegati dalle sue colleghe), sarà soprattutto in ambito scientifico. Basta immaginare quanto potrebbe essere preziosa una tecnica così veloce nel fotografare i meccanismi di riproduzione cellulare o per osservare i processi di comunicazione tra cellule o ancora l’attività neuronale. La Steam camera infatti si distingue proprio per l’abilità di catturare immagini continuamente. In un approfondimento pubblicato su Nature i tre sviluppatori dell’Ucla, Keisuke Goda, Kevin Tsia e Bahram Jalali, spiegano nei particolari il nuovo approccio che caratterizza la loro macchina fotografica. Con un occhio molto attento al futuro.


FONTE: Emanuela Di Pasqua (corriere.it)

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