sabato 26 settembre 2009

La telecamera che prevede il crimine


UN SISTEMA IN GRADO DI INDIVIDUARE SITUAZIONI SOSPETTE SUGLI AUTOBUS PER INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE

UNA TELECAMERA VEGGENTE IN GRADO DI PREVEDERE UN’AZIONE CRIMINOSA E FERMARLA IN TEMPO. SE NE PARLA DA TEMPO, MA ORA LA SUA REALIZZAZIONE È MOLTO PIÙ VICINA. UN GROSSO PROGETTO DI RICERCA INGLESE, CONDOTTO ALLA QUEENS UNIVERSITY BELFAST, STA DELINEANDO LA FISIONOMIA DI UN FANTASCIENTIFICO SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA, IN GRADO DI DIVENTARE OPERATIVO GIÀ TRA QUALCHE ANNO. IL SUO CAMPO DI APPLICAZIONE SARANNO SOPRATTUTTO I TRASPORTI PUBBLICI, E IN PARTICOLAR MODO GLI AUTOBUS. QUESTI OCCHI ELETTRONICI AVRANNO INFATTI LA CAPACITÀ DI INDIVIDUARE COMPORTAMENTI E GESTI SOSPETTI ASSOCIATI A REATI, INVIANDO LE RELATIVE IMMAGINI A UNA SALA OPERATIVA CONTROLLATA DA ESSERI UMANI, CHE POTRANNO VERIFICARE QUANTO STA ACCADENDO ED EVENTUALMENTE INTERVENIRE.

COMPORTAMENTI SOSPETTI - Alla base del sistema c’è un software in grado di profilare i passeggeri di un bus, di individuarne cioè una serie di caratteristiche (sesso, età, corporatura ecc) oltre che di interpretarne i movimenti: informazioni che vengono quindi incrociate con altri dati, come il quartiere in cui si trova il mezzo o le statistiche sui crimini commessi a una data ora e luogo. Alla fine dell’analisi il sistema deciderà se qualcuno sta per fare un aggressione e nel caso invierà il video agli addetti al controllo. Gli indizi principali che allerteranno le videocamere sono individui che cambiano di posto, gruppi di giovani uomini, l’accerchiamento di un passeggero solitario, persone che cadono a terra o che indugiano vicino al guidatore. Situazioni che, come s’intuisce, possono anche essere del tutto innocue, ma che attireranno ciononostante l’attenzione delle camere a circuito chiuso. “Il sistema non potrà dire: «Ecco un’aggressione» – ha spiegato alla BBC Paul Miller, a capo del progetto di ricerca - quanto piuttosto inviare il video in tempo reale in cima alla lista delle priorità, in modo che i controllori possano prendere una decisione».

IL FALLIMENTO DELLA PREVENZIONE - Sebbene la Gran Bretagna sia uno dei Paesi più invasi da telecamere a circuito chiuso, gli effetti di questa videosorveglianza di massa, oltre che profondamente angoscianti per le ricadute sulla privacy, sono stati deludenti sul piano della prevenzione del crimine. «Le aggressioni sui bus – spiega ad esempio Miller – sono un problema diffuso, ma ben poco materiale video viene analizzato in tempo reale», permettendo quindi di agire tempestivamente. Tuttavia è proprio l’efficacia dell’intervento che potrebbe essere il tallone d’Achille di questo nuovo sistema. Nella maggior parte dei casi infatti la sala di controllo dovrebbe comunicare direttamente con gli aggressori, come una specie di Grande Fratello, funzionando da deterrente (in attesa, immaginiamo, dell’arrivo della polizia). Ma, passato lo stupore per la novità, basterà una voce fuori campo a fermarli?

FONTE: Carola Frediani (corriere.it)

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