domenica 29 novembre 2009

Arriva dal Giappone l'armatura per sollevare pesi senza fatica


Potrà essere impiegata per i lavori pesanti e nel campo medico, come supporto a pazienti con difficoltà motorie

Dopo innumerevoli apparizioni nei film di fantascienza è finalmente realtà l'armatura robotica per potenziare gli arti umani. Battezzata "Muscle Suit", la nuova tuta muscolare che viene dal Giappone è in grado di aiutare chi la indossa a sollevare senza fatica fino a 50 chilogrammi di peso grazie ai suoi particolari muscoli artificiali di gomma che si flettono ad aria compressa.
Il prototipo è stato sviluppato dalla rinomataUniversità delle scienze di Tokyo ed è risultato una delle attrazioni più seguite dai visitatori dellaInternational Robot Exhibition 2009, la fiera del settore robotico in corso nella capitale nipponica. Il modello presentato all'esposizione migliora sensibilmente la potenza della prima versione, aumentando il carico sostenibile di circa 20 kg.
La Muscle Suit andrà in commercio entro il prossimo anno: date le sue caratteristiche, l'armatura cibernetica potrebbe essere impiegata sia nel settore del lavoro pesante, come fabbriche o magazzini, sia nel campo medico, come supporto a pazienti affetti da handicap o difficoltà motorie.

FONTE: ilmessaggero.it

giovedì 26 novembre 2009

Dolori? Basta un tè alla menta. Agisce come un farmaco


Una tisana antidolorifica che agisce naturalmente come un farmaco

Quando si è colpiti dai dolori si farebbe di tutto per farseli passare e, in genere, ci si rivolge agli antidolorifici. Spesso però a questi si accompagnano anche possibili effetti indesiderati, primo tra tutti un'azione negativa sullo stomaco.
E se ci fosse qualcosa di naturale che, al pari di un farmaco, ci aiuta a combattere il dolore?
A quanto pare, c'è.
Si chiama scientificamente Hyptis crenata. È una pianta conosciuta anche con il nome di Menta Brasiliana e, secondo un recente studio, potrebbe essere una valida e naturale alternativa.
Già utilizzata da secoli in Brasile per combattere diversi disturbi, tra cui mal di testa e dolori allo stomaco di febbre e influenza, oggi è stata riscoperta dai ricercatori della Newcastle University (Uk).
Lo studio è stato condotto sui topi è ha dimostrato come la somministrazione di questa pianta sia stata efficace nel ridurre il dolore come un tradizionale farmaco antidolorifico. Le prove sono state eseguite somministrando la menta brasiliana e confrontandone l'effetto rispetto a una forma sintetica di aspirina, l'indometacina, un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS).
I risultati sono stati più che positivi e ora i ricercatori prevedono di avviare studi clinici per scoprire quanto sia efficace la menta come sollievo dal dolore per le persone.
La dr.ssa Graciela Rocha, che ha coordinato lo studio, ricorda che «si stima che oltre 50.000 piante vengono utilizzate in tutto il mondo per scopi medicinali. Oltre l'uso tradizionale, più della metà di tutti i farmaci sono basati su una molecola che si trova in natura in una pianta».
A commento dello studio, la dr.ssa Rocha a poi aggiunto: «Quello che abbiamo fatto è stato quello di prendere una pianta che è ampiamente utilizzata per il trattamento del dolore in modo sicuro e scientificamente provato e che funziona al pari di alcuni farmaci sintetici. Ora il passo successivo è quello di scoprire come e perché questa pianta operi».
(lm&sdp)
Source: I risultati dello studio sono stati presentati al "2nd International Symposium on Medicinal and Nutraceutical Plants" in corso fino al 27 novembre 2009 a New Delhi in India.

FONTE: lastampa.it

martedì 24 novembre 2009

Addio a trapano e anestesia: arriva la resina tappa-carie


Il rivoluzionario sistema è stato messo a punto da un'equipe di scienziati tedeschi che assicurano: basta trattare la superfice del dente con un gel, che rende la lesione porosa e poi applicare la resina

Una ‘toppa' di resina per riparare le piccole carie o i primi segni di deterioramento dei denti. Un sistema che permette, in pratica, di conservare il sorriso in salute senza utilizzare trapano, anestesia nè eliminare tessuti sani.

Lo hanno messo a punto due equipe tedesche delle università Christian Albrecht di Kiel e Charite di Berlino, ed è già utilizzato in Germania dove i laboratori DMG Chemisch-Pharmazeutische Fabrik (GmbH) hanno lanciato il prodotto ad hoc ‘riparadenti'.

La tecnica consiste nel trattare la superfice del dente con un gel, che rende la lesione porosa. Si procede poi con un’asciugatura e con la successiva applicazione della resina, nata inizialmente per impedire ai denti di demineralizzarsi. La resina riempie, se necessario, e sigilla il dente, impedendo ai batteri di diffondersi. L’operazione si realizza in una sola seduta, con un costo inferiore ai 100 euro.

FONTE: quotidiano.net

lunedì 23 novembre 2009

La fantascienza è realtà. Ecco il raggio paralizzante


Scienziati dell'Università del Canada hanno sperimentato il dispositivo su un vermetto. Possibilità di sviluppo nel campo delle terapie fotodinamiche e del rilascio controllato di farmaci


In termini banali è la scoperta di un raggio di luce capace di paralizzare un essere vivente. In termini scientifici è un passo ulteriore verso l'attivazione e lo spegnimento di agenti biochimici, con la possibilità di grandi risultati nel campo delle terapie fotodinamiche e del rilascio controllato di farmaci. In termini pratici, infine, è anche uno studio che per ora ha implicato la sperimentazione su un povero vermetto, destinato, visto come procedono questi test, a essere il primo di una serie di animali soggiogati alla crudeltà della ricerca medica. Il vermetto in questione è il Caenorhabditis elegans, un nematode fasmidario, che vive nel suolo delle regioni temperate ed è lungo circa un millimetro. Il Caenorhabditis ha la sfortuna di essere un organismo relativamente semplice, ma di possedere molti dei sistemi e degli apparati presenti negli altri animali, cosa che lo rende un organismo modello molto usato per studiare la biologia dello sviluppo e dell'apoptosi, cioè la morte cellulare programmata. Un esempio su tutti: il Caenorhabditis è uno degli organismi più semplici con un sistema nervoso composto da 302 neuroni. Ora il vermetto potrà fregiarsi del record di essere il primo animale che ha fatto avverare il sogno di ogni scrittore di fantascienza, quelle pistole il cui raggio di luce è capace di bloccare il nemico in una paralisi subitanea. Per paralizzare i vermi gli scienziati hanno usato la molecola del dithienylethene che, se colpita dalla luce ultravioletta, cambia forma. AiCaenorhabditis è stata somministrata una soluzione con la molecola (di solito si nutrono di batteri) e una volta che sono stati "bombardati" con i raggi Uv non sono stati in grado di muoversi né di reagire a stimoli indotti. Soltanto una volta esposti di nuovo alla luce visibile i vermi sono stati in grado di riacquistare il movimento, come documentano le sequenze fotografiche e il video girato dagli studiosi dell'Università del Canada, pubblicati sul Journal of the American Chemical Society. Il comportamento della molecola di dithienylethene era già noto, ma è la prima volta che "l'effetto interruttore" è stato dimostrato in un organismo animale vivente. I ricercatori canadesi si rendono conto delle implicazioni etiche di un tale esperimento e il coordinatore dell'esperimento, Neil Branda, ha dichiarato alla Bbc: "Non sono convinto dell'uso legittimo di uno strumento per paralizzare un organismo, ma finché qualcuno non affermerà il contrario non possiamo neanche escludere l'utilità dell'applicazione pratica di un tale strumento".

FONTE: Cristina Nadotti (repubblica.it)

sabato 21 novembre 2009

Il cervello del gatto clonato in un chip


Il presidente degli Usa Barack Obama, alla fine, ha ammesso quello che diversi economisti, spesso fuori dall'ufficialità, dicono da tempo:esiste il rischio di una ricaduta in recessione. O se si vuole, in maniera piùpolitically corret: la ripresa potrebbe assumere le sembianze di una«W».

A ben vedere nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno, nel territorio inesplorato dell'attuale congiuntura, può dire cosa accadrà da qui a pochi mesi. Certo, probabilmente non vedremo la Borsa tornare nella "Fossa delle Marianne" del 9 marzo scorso (almeno si spera). Ma se la rimonta indosserà un abito a forma di «L», «W» oppure di saxofono (sì, gira anche questa nuova figura per delineare il possibile andamento del Pil) sarà sempre questione di maggiore o minore probabilità di uno scenario rispetto all'altro.

Diamo i numeri...
Nel terzo trimestre 2009, la prima lettura del Pil Usa ha indicato una crescita annualizzata del 3,5 per cento. Un bel balzo rispetto al calo del 6,4% tra gennaio e marzo. Non pochi hanno sentenziato: «Basta con i catastrofismi! Il peggio è alle spalle, siamo fuori dalla crisi». Ok, certo. Ma come dimenticare che il governo di Washington ha profuso a piene mani incentivi e sostegno all'economia? «La ripresa - ribattono molti esperti -è dopata. Bisogna attendere quando il sostegno "pubblico" verrà meno». Il passaggio di testimone tra la politica espansiva dell'amministrazione di Obama e la spesa di Mr e Mrs Smith è fondamentale: dovesse fallire sarebbero guai. Allora senza alcuna pretesa di esaustività, per cercare di capire ciò che può essere, alcune variabili, come riporta la stessa CnnMoney, offrono spunti interessanti. Indicatori legati all'economia Usa, ma che valgono anche per altri mercati.

La disoccupazione preoccupa
Il tasso di disoccupazione, in ottobre, è salito al 10,2%, il massimo negli ultimi 26 anni. Un dato che preoccupa la Casa Bianca. È banale ricordare che più le persone perdono impiego e busta paga, più la propensione al consumo diminuisce. Cioè, la domanda aggregata si sgonfia. Non solo: la mancanza di uno stipendio (che è anche una "tragedia" dell'esistenza, non solo economica) impedisce di pagare le rate dei muti, facendo lievitare le insolvenze. Come dimostrano i numeri: il tasso di morosità dei prestititi sulle multiproprietà di Fannie Mac alla fine di settembre è salito allo 0,62%, contro lo 0,16% del 2008; mentre oltre il 14% dei titolari di mutui per l'acquisto di una casa risulta o insolvente o in ritardo di più di tre mesi sui pagamenti. Insomma, la situazione non è rosea. Bisogna ricordare, peraltro, che gli economisti guardano anche ai "payroll", cioè all'andamento delle buste paga. In ottobre ne sono andate perse più di 190mila, un valore maggiore della media di mensile negativa che ha caratterizzato la recessione del 2001. Se il trend continua... sono dolori.

Le vendite al dettaglio: si spera nel Natale
Negli Stati Uniti le vendite al dettaglio hanno mostrato, negli ultimi mesi, alcuni segnali di ripresa: escludendo le auto (che hanno beneficiato di forti incentivi per le vendite), sono salite in cinque sugli ultimi sei mesi. La National retail foundation, peraltro, stima che lo shopping nell'importantissimo periodo natalizio sarà in flessione dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Un andamento migliore delle aspettative allontanerebbe, di molto, i timori di stallo dell'economia. Sarà così? Difficile rispondere: la disoccupazione, cui si aggiunge la stretta sul credito, gioca un ruolo fondamentale. Alcuni economisti, anche in Italia, sottolineano che il problema negli Usa è stato proprio quello di un boom della domanda dopata dal debito. «È ora - sostengono - che gli americani siano meno cicale e diventino più formiche». Si tratta di una bella tentazione teorica. Tuttavia, il consumer spending vale circa il 70% dell'attività economica nazionale. David Wyss, capo economista di S&P's ricorda alla CnnMoney : «Se i consumatori, a Natale, (e già durante il Thanksginving, ndr) avranno paura di fronte alle vetrine, potremmo ricadere in recessione». Si potrà obiettare: ma la spinta deve arrivare dall'Europa e dai paesi (ex) emergenti, Cina in testa. Considerazione plausibile ma, è il commento di molti, ipotizzare una ripartenza senza Stati Uniti è utopia.

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)

venerdì 20 novembre 2009

Gb, presto il cerotto intelligente legge i parametri vitali wireless


È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute completamente senza fili

Un cerotto intelligente applicato sul torace che è in grado di monitorare il battito cardiaco, la pressione e altri parametri vitali. È stato messo a punto da una equipe inglese e consiste in un adesivo "smart" coperto da sensori che controllano lo stato di salute in modalità wireless. Proprio qui è il grande vantaggio del cerotto: oggi i pazienti che necessitano di monitoraggio costante sono attaccati a apparecchi wired che ne limitano i movimenti. L’adesivo intelligente, invece, è completamente senza fili.

Inoltre, il cerotto non si limita a controllare i segnali vitali ma può essere programmato per identificare altri importanti indicatori della salute del paziente. Adesso i ricercatori cercheranno di capire come questo apparecchio usa e getta si comporta in diversi scenari, spiega il dottor Nick Oliver, clinical research fellow dell’Institute of Biomedical Engineering dell’Imperial College London, che supervisionerà i trial. I primi test dovranno provare l’accuratezza dei dati che vengono raccolti e trasmessi dal cerotto per assicurarsi che diano informazioni corrette sulle condizioni del paziente.

L’apparecchio base monitora: temperatura, battito cardiaco e respirazione. In una seconda serie di trial, i cerotti verranno applicati su pazienti in convalescenza da malattie minori per vedere che cosa succede all’adesivo durante una doccia o una radiografia. Altri test invece useranno il cerotto per il monitoraggio della salute di persone in convalescenza dopo malattie respiratorie gravi. "Analizzeremo i dati raccolti in situazioni più complesse", spiega il dottor Oliver.

"Vogliamo essere sicuri che il cerotto sia affidabile". L’adesivo intelligente è stato sviluppato all’Imperial College dal Professor Chris Toumazou; per ora verrà usato negli ospedali ma potrebbe anche servire per il monitoraggio a distanza, perchè i dati possono viaggiare in Rete verso una sede centrale dove vengono immediatamente letti e analizzati. Keith Errey, co-fondatore della Toumaz Technology, l’azienda che sta sviluppando l’idea del professor Toumazou, fa notare che il cerotto intelligente può controllare molto più che i parametri vitali di base.

Errey descrive l’adesivo hi tech come una "piattaforma" che può essere dotata di ogni genere di sensori capaci di controllare tutti gli indicatori della salute, come i livelli di glucosio o la pressione del sangue in diverse parti del corpo. Inoltre il cerotto può essere usato come localizzatore per permettere a medici e infermieri di sapere sempre dove sono i loro pazienti, specialmente quelli a rischio cadute.

FONTE: quotidiano.net

giovedì 19 novembre 2009

Sesso troppo veloce? Speranze da uno spray: buoni i primi test


Uno spray ad uso locale come rimedio contro l'eiaculazione precoce: un farmaco sperimentale ha infatti dimostrato ai test clinici la capacità di ritardare di cinque volte l'eiaculazione. I risultati dei test sono stati presentati al meeting annuale della Società di Medicina Sessuale americana in corso a San Diego.

Il farmaco prodotto da Sciele Pharma, Inc. Shionogi Company and Plethora Solutions Limited è fatto di due principi attivi (lidocaina e prilocaina) e viene somministrato in aerosol sul glande cinque minuti prima del rapporto. I test clinici sono stati svolti su 256 maschi statunitensi, polacchi e canadesi afferenti a 38 centri, spiega Patrick Fourteau, direttore generale della compagnia, ed «hanno dimostrato che il farmaco ritarda l'eiculazione di cinque volte rispetto al placebo, migliorando molto la soddisfazione non solo del maschio ma anche della partner». Dopo questi risultati l'azienda è in procinto di chiedere l'autorizzazione per il farmaco alla Food and Drug Administration.

Tre giorni di visite gratuite. Contro il sesso troppo veloce visite gratuite, dal 25 al 27 novembre prossimo, in tutta Italia, un disturbo che colpisce 3,5 mln di uomini. In più di 260 centri di tutta la Penisola 580 medici specialisti di tre importanti società scientifiche (Sia, Siams e Siu) visiteranno gratuitamente e su appuntamento.
Telefonando al numero verde 800933318 o andando sul sitowww.eiaculazioneprecocestop.it è possibile trovare il Centro più vicino a cui telefonare per prenotare la visita gratuita.

FONTE: ilmessaggero.it

mercoledì 18 novembre 2009

Ecco Braive l'auto del futuro che si guida da sola


Il prototipo è stato progettato da VisLab, un gruppo di ricerca nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma, costituito da un team di 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale

Un giro dimostrativo all’interno della Fiera di Bologna, senza nessuno alla guida: solo i passeggeri sui sedili posteriori. Il prototipo BRAiVE, l’auto che si muove in modo autonomo messa a punto da VisLab, lo spin off nato nella facoltà di Ingegneria dell’Università di Parma, è stato presentato oggi a R2B Days, la manifestazione dedicata all’innovazione in corso a Bologna.

Passeggero dell’auto del futuro l’assessore alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna Duccio Campagnoli, insieme a Alberto Broggi, presidente di VisLab e responsabile del gruppo di ricerca che ha realizzato il prototipo. "Questo veicolo che si guida da solo - ha detto Campagnoli al termine della dimostrazione - rappresenta uno degli esempi più significativi delle capacità della ricerca e della tecnologia presenti in Emilia-Romagna, in questo caso all’Università di Parma. Dopo Ferrari, Ducati, Maserati, la nostra regione è in grado di realizzare un’auto che potrà trovare larga applicazione nel campo della sicurezza stradale, delle macchine agricole, della logistica. Questo prototipo rappresenta al meglio quello che abbiamo in mente per i nuovi Tecnopoli: una manifattura del futuro, in grado di unire all’eccellenza della meccanica, le applicazioni dell’elettronica e delle nuove tecnologie".

Il VisLab è un gruppo di ricerca inizialmente nato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Parma agli inizi degli anni '90. L’attività di ricerca del VisLab, da sempre focalizzata sull’incremento della sicurezza stradale, si è arricchita di diverse applicazioni che - grazie a collaborazioni con industrie di tutto il mondo - ha portato il VisLab ad essere un laboratorio di riferimento a livello globale. Formato da 20 ingegneri con la passione per la ricerca e la spinta per l'’innovazione industriale, VisLab è ora diventato uno spin-off con l’obiettivo di trasferire nell’ambito industriale le tecnologie finora sviluppate. Oltre a lavorare con aziende del calibro di Caterpillar, Rockwell Collins, e TopCon, e diverse case automobilistiche, il VisLab ha lanciato alcuni progetti strategici interni che sono destinati a segnare il corso della storia nel campo dei trasporti intelligenti.

fonte agi e quotidiano.net


martedì 17 novembre 2009

SE IL CERVELLO FA CILECCA E' COLPA DEI DENTI, STUDIO


Un nuovo studio sembra suggerire che una buona cura dei denti (usare lo spazzolino dopo ogni pasto, visitare il dentista regolarmente), puo' aiutare gli adulti a mantenere intatte le loro abilita' mentali. Un gruppo di ricerca americano ha infatti scoperto che gli adulti di piu' di 60 anni con i livelli piu' alti del patogeno Porphyromonas gingivalis avevano tre volte piu' probabilita' di non riuscire a tenere a mente una sequenza di tre parole rispetto agli adulti con i livelli piu' bassi dello stesso patogeno. Il Porphyromonas gingivalis e' un microbo che causa infezioni e parodontiti. Il dottor James M. Noble del Columbia College of Physicians and Surgeons di New York City e i colleghi hanno anche scoperto che gli adulti con i piu' alti livelli di questo patogeno avevano il doppio delle probabilita' di sbagliare delle sottrazioni complesse. Questi risultati, pubblicati dalla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, si basano su oltre 2.300 uomini e donne sottoposti a test per vedere se soffrivano di periodontite e a cui e' stato chiesto di completare una serie di prove che misurano le abilita' mentali. I soggetti prendevano parte al piu' vasto studio chiamato National Health and Nutrition Examination Survey III, che ha avuto luogo tra il 1991 e il 1994. Nel complesso, il 5,7% degli adulti aveva problemi a completare alcuni test di memoria e il 6,5% non e' riuscito nelle sottrazioni complesse. I risultati a questi test erano scarsi soprattutto nelle persone con i piu' alti livelli di patogeni nella bocca. Gia' altre ricerche hanno stabilito una forte associazione tra la salute orale e le malattie di cuore, l'ictus e il diabete, nonche' l'Alzheimer. La malattia gengivale potrebbe influire sulla buona funzionalita' del cervello tramite diversi meccanismi, secondo l'equipe del dottor Noble; per esempio, scatenando uno stato di infiammazione in tutto il corpo. In un commento che accompagna la pubblicazione dello studio, il dottor Robert Stewart, del King's College London, afferma che "questa ricerca si unisce alle prove sempre piu' numerose che collegano la salute della bocca e dei denti alla funzionalita' cerebrale".

FONTE: agi.it

lunedì 16 novembre 2009

Voyager X-Drive, viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino


Viaggiare nel passato attraverso lo schermo di un telefonino Immaginiamo di camminare per i Fori Imperiali, passare davanti alle rovine della Basilica Emilia, inquadrarla con lo schermo del nostro telefonino e.. vederla esattamente come era nel 179 a.C. Non è uno scherzo, ma ciò che promette Voyager X-Drive, un’applicazione ideata da Illusionetwork, giovane società romana fondata nel 2005 da Fabrizio Terranova per la creazione di videogiochi e lo sviluppo di tecnologie per il 3D in tempo reale. Il software, che ancor prima di arrivare sul mercato già stuzzica l’interesse di aziende, università e amministrazioni pubbliche, si è guadagnato il primo premio dell’Innovation Day, evento dello Smau di Milano dedicato alle start-up italiane che abbiano saputo trasformare idee innovative in progetti di business concreti e promettenti. Facciamo due chiacchiere con Fabrizio per capirne un po’ di più.
Quando è nata l’idea di Voyager X-Drive?
Ho cominciato a pensare al progetto nel 2007. Mi chiedevo: come si possono migliorare i tradizionali sistemi di navigazione pensati per i turisti? Che tipo di servizio aggiungere? In che modo è possibile mutuare le tecnologie dei videogiochi per i sistemi di navigazione? La risposta a tutte queste domande è stata Voyager
Di cosa si tratta?
Voyager X-Drive è la prima applicazione 4D per dispositivi mobili in tempo reale dedicata al mondo dell’arte, dell’architettura e della storia. In altre parole, scaricando l’applicazione sul proprio telefonino, è possibile inquadrare un monumento antico e vederlo esattamente com’era nel passato. Questo il significato del termine 4D: il software combina la ricostruzione 3D con il fattore temporale, la quarta dimensione dell’applicazione È come essere risucchiati da un buco nero! Esatto. Naturalmente si tratta di una ricostruzione virtuale. Nessun viaggio nel tempo come in un film di fantascienza, ma grazie a Voyager il cellulare diventa una sorta di portale temporale che punta verso il passato. Ciò permette di fruire dei contenuti storici in tempo reale, mentre si è in loco, ed è questo è il carattere esclusivo dell’applicazione, la prima di questo genere
Come funziona?
Il sistema è molto semplice: basta un gps, una bussola elettronica e un accelerometro. Il software è un contenitore di scene 3D, ovvero le ricostruzioni tridimensionali dei monumenti. Ad ogni ricostruzione è associato un set di coordinate che ne individua la reale posizione nello spazio. Quando inquadro un monumento con lo schermo del mio telefonino, il software allinea le coordinate rilevate dal gps in quel luogo e momento con quelle associate alla sua ricostruzione virtuale. Il risultato è che sullo schermo non mi appare il monumento così com’è, ma com’era nel passato. Quindi, teoricamente, con lo stesso sistema è possibile anche guardare nel futuro Certamente. Pensiamo, ad esempio, ad una persona che voglia “vedere” come sarà la sua nuova casa in campagna. Basta sviluppare il progetto in 3D, definire le coordinate del luogo in cui saranno gettate le fondamenta, recarsi sul posto e inquadrarlo con il telefonino. La casa è pronta! Lo stesso può funzionare per immaginare come sarà l’effetto finale di una grande opera pubblica
Tornando al presente, cosa possiamo vedere oggi con Voyager X-Drive?
Per ora abbiamo “mappato” solo l’area dei Fori Imperiali a Roma. Ma il software è un contenitore vuoto, che potenzialmente possiamo riempire con tutti i contenuti che vogliamo. Penso alla Valle dei Templi, al Partenone o, perché no, alle rovine cambogiane di Angkor Vat. Voyager è una porta aperta sulla storia di tutto il Mondo
È già possibile scaricare l’applicazione?
Il software sarà disponibile tra circa un mese per l’iPhone 3GS e potrà essere acquistato sull’App Store al prezzo di 3,99 euro. Quindi, chi possiede un’iPhone 3GS potrà passeggiare ai Fori Imperiali e godersi la Roma del passato. Ma il nostro obiettivo è trasportare il software anche su altri sistemi operativi mobili, ad esempio Symbian o Windows mobile.

FONTE: ilmessaggero.it

domenica 15 novembre 2009

Razzi spaziali, occhi elettronici ecco le 50 migliori invenzioni


La rivista americana Time stila sua annuale lista e premia il vettore che riaprirà l'esplorazione nel cosmo. Tra le tante idee rivoluzionarie e curiose, due casi italiani. E c'è uno spazio riservato alle proposte peggiori


Quarant'anni dopo l'atterraggio sulla Luna dell'Apollo 11, Time premia come invenzione del 2009 il nuovo razzo Ares I, chiamato al difficile compito di chiudere l'era dello shuttle e riaprire la strada all'esplorazione umana del cosmo. La tradizionale classifica stilata ogni anno dal magazine americano, elogia il nuovo vettore della Nasa su cui sono riposte le speranze di nuove missioni lunari e, in futuro, persino quelle legate a un viaggio verso Marte. Un prototipo dell'Ares I, il razzo più grande dai tempi del Saturn V, è stato lanciato per la prima volta a fine ottobre, ma senza "passeggeri". Nei piani dell'agenzia americana, infatti, all'Ares dovrà essere aggiunto un modulo di nome Orion in grado di trasportare un equipaggio di quattro astronauti, che garantirà ai viaggiatori una maggiore sicurezza rispetto allo shuttle. I tempi per la preparazione di una nuova spedizione sono ancora lunghi, così come le incognite, ma nei piani della Nasa l'Ares I potrebbe entrare in funzione a tutti gli effetti nel 2015. La selezione di un razzo come migliore invenzione dell'anno emerge quasi a sorpresa viste anche le abitudini diTime. Negli ultimi anni il magazine aveva sempre premiato gadget e applicazioni più vicine alle persone, premiando YouTube nel 2006, l'iPhone nel 2007 e iltest casalingo del Dna 23andMe nel 2008. Dietro l'Ares, nella classifica, si possono trovare molte invenzioni che hanno attirato l'attenzione dei media. All'ottavo posto si trova il vaccino sperimentale contro il virus Hiv, al quinto c'è Natal, il sistema di controllo per i videogame proposto da Microsoft che non prevede l'uso di periferiche o joypad, ma solo i movimenti del corpo e degli arti. Molta attenzione nell'elenco è però riservato ai prodotti "verdi": un pannello di controllo per verificare i consumi della casa, un'automobile elettrica accessibile anche al ceto medio, una lampadina a basso consumo energetico e di lunga durata, ma anche prototipi unici come la monoposto di Formula 3 realizzata con scarti e vegetali e i "muri viventi", veri giardini verticali realizzati dal botanico Patrick Blanc per rivestire le pareti di edifici e palazzi.
Le invenzioni più originali. In alcuni casi non è chiaro quale miglioramento certe idee possano portare all'umanità. Tra le scelte più curiose fatte dalla rivista c'è "il re del cielo", un aeroplanino di carta che ha battuto il record di permanenza in volo e si è per questo meritato, con il suo creatore, la quarantacinquesima posizione. Non è da meno "l'occhio da cyborg" al quarantatreesimo posto, una piccola telecamera nascosta in una protesi da un regista canadese, rimasto senza un occhio dall'età di 9 anni. Potrebbe invece cambiare la vita a chi è affetto da paralisi totale, il "tweet celebrale", un caschetto con elettrodi che registrano l'attività del cervello e attraverso cui un ricercatore del Wisconsin è riuscito a spedire un messaggio di 23 caratteri, semplicemente concentrandosi sulle lettere in uno schermo.
Le preferite dal web. Le scelte della redazione di Time non sembrano essere condivise dai lettori della sua versione online. Sul sito della rivista è possibile votare ogni invenzione e, guardando i risultati parziali del sondaggio, le gerarchie ne escono stravolte. Al primo posto della "vox populi" finisce l'occhio elettronico (decimo nella classifica ufficiale), un dispositivo sviluppato dal Mit di Boston che, attraverso un chip impiantato nell'occhio e collegato a una piccola telecamera, potrebbe permettere a chi è cieco di orientarsi in una stanza e riconoscere le facce. Fanalino di coda è "ThruYou", un album musicale realizzato mixando strumenti e video singoli presi da Youtube: esperimento curioso ma valutato come non abbastanza importante dai navigatori.

FONTE: MAURO MUNAFO' (repubblica.it)

sabato 14 novembre 2009

Nasa: "Trovata l'acqua sulla Luna"


Analizzati i dati forniti dalla sonda Lcross sui detriti sollevati da un'esplosione

Chissà che nel 2020, quando e se i primi uomini torneranno sulla Luna, non avranno anche borracce per fare scorta d’acqua lunare. Perchè un dato è certo: sulla Luna c’è l’acqua. Non minuscole molecole di ghiaccio come era stato accertato finora, ma «importanti quantita» di acqua ghiacciata. L’annuncio è stato fatto oggi negli Stati Uniti da alcuni scienziati della Nasa che lavorano al progetto L-CROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite). Si tratta del programma voluto dalla Nasa per verificare, appunto, se sul satellite esista l’acqua. Questa particolare missione si differenzia dalle precedenti perchè si basa su una speciale sonda messa a punto appositamente per ’aprirè i crateri sulla superficie lunare. L-CROSS è una sonda capace di ’bombardarè la superficie lunare, raccogliere i detriti conseguenti e inviare tutte le informazioni a terra, in modo che gli scienziati le possano esaminare. Oggi gli scienziati hanno confermato appunto che, proprio dopo aver esaminato i dati che L-CROSS ha inviato dal polo sud lunare, sono state rilevate «significative quantità d’acqua». «Non stiamo parlando solo di acqua sulla luna, ma di quantità rilevanti di acqua sulla luna» hanno precisato gli scienziati che hanno dato l’annuncio. «Oggi - afferma orgogliosamente l’agenzia spaziale americana nel dare l’annuncio ufficiale - la Nasa ha aperto un nuovo capitolo nella comprensione della Luna. I dati preliminari inviati da LCROSS indicano che la missione ha scoperto acqua il 9 ottobre scorso in seguito agli impatti provocati nella regione permanentemente in ombra del cratere Cabeus, vicino al polo sud lunare». Il 9 ottobre scorso L-CROSS ha ’bombardatò quel cratere, e ha poi raccolto due tipi di informazioni: quelle riguardanti la polvere di luna sollevata dalla ’bombà, e quelle riguardanti il materiale più pesante ricavato dal suolo. In quel materiale si trovavano le tracce di «rilevanti quantità di acqua». «Stiamo svelando i misteri del nostro vicino più prossimo e, per estensione, alcuni misteri del sistema solare - ha commentato al quartier generale della Nasa a Washington Michael Wargo, il capo degli scienziati lunari -. Ora è emerso che la Luna contiene molti segreti, e L-CROSS ci ha permesso di fare un nuovo passo nella nostra comprensione».
Quella polvere di Luna giaceva al polo sud della luna da miliardi di anni. La semplice possibilità di averla sollevata ha consentito all’uomo di alzare il velo a possibili scoperte riguardanti l’evoluzione del pianeta Terra. «Come nel campione di un ghiacciaio preso sulla terra sono conservate tracce antichissime, così nelle regioni sempre in ombra (della Luna) ci può essere la chiave della storia e dell’evoluzione del sistema solare» ha commentato la Nasa. «Senza contare - ha aggiunto - che la presenza di acqua e di altri componenti può rappresentare una potenziale risorsa per future esplorazioni». L-Cross rientra nell’ambito dei programmi Nasa per riportare l’uomo sula Luna entro il 2020. Chissà che non ci arrivi già dotato di apposite borracce.

FONTE: lastampa.it

giovedì 5 novembre 2009

In arrivo la bici a idrogeno


Avrà un'autonomia 150 km, un pieno costerà 18 euro e si ricaricherà in 15 minuti

La bici a idrogeno arriverà presto sul mercato italiano. Il prototipo è stato messo a punto dall’Itae-Cnr di Messina. Si tratta di una bicicletta elettrica a pedalata assistita alimentata con il gas non inquinante. La due ruote, pulitissima, ha un’autonomia di 150 km e si ricarica in circa 15 minuti. La presentazione è avvenuta nel corso di H2Roma Energy&Mobility show, in programma fino a giovedì. La ricerca è stata condotta assieme alla Tozzi Renewable Energy - Tre, società con la quale il Cnr svolge attività di ricerca e sviluppo in diversi ambiti. «La bicicletta è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato solido in grado di fornire un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro», spiega Giorgio Dispenza dell’Itae-Cnr, responsabile della ricerca. «Il prototipo sviluppato è parte integrante di un ambizioso progetto, condotto dal laboratorio congiunto Cnr-Itae/Tre, che prevede la possibilità di creare flotte di bici», aggiunge Vincenzo Antonucci, coordinatore del gruppo dei sistemi dell’Itae-Cnr. «Le flotte avranno un sistema di rifornimento idrogeno composto da una fonte di energia rinnovabile (solare fotovoltaico) e un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo - spiega - abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero». Quali i vantaggi della bici a pedalata assistita. «Rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali - afferma Dispenza - si ha una maggior autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale». Un aspetto, questo, particolarmente vantaggioso nella gestione di flotte, poiché consente di ridurre il numero di mezzi per garantire la continuità del servizio. Il progetto bici è inserito nell’attività gruppo sistemi dell’Itae-Cnr che attualmente è impegnato con riferimento alla mobilità nello sviluppo di un bus elettrico-ibrido a idrogeno (Hbus), di mini veicoli a fuel cell (progetto Meccano ind. 2015 coord Cr Fiat) e allo sviluppo di un trattore ad idrogeno ottenuto da biomasse o rinnovabili (HyTractor).

FONTE: lastampa.it

mercoledì 4 novembre 2009

Neurologi californiani 'leggono' la mente Una macchina fotografa i pensieri


Jack Gallant e Shinji Nishimoto hanno realizzato un'apparecchiatura che permette di convertire in immagini l'attività cerebrale di una persona

Riprodurre le immagini approssimative di ciò a cui si sta pensando, o dei ricordi, è diventato una realtà grazie a un’apparecchiatura messa a punto da Jack Gallant e Shinji Nishimoto, due neurologi dell’Università di California.
Gli scienziati sono riusciti a convertire in immagini l’attività cerebrale di una persona rilevata grazie alla risonanza magnetica, attraverso un computer che collega determinati schemi di attività con figure specifiche. Ad ogni schema, corrisponde un’immagine particolare, che il computer rileva su uno schermo. Inizialmente le immagini erano fisse, ora gli scienziati sono riusciti a riprodurle anche in movimento.

FONTE: quotidiano.net

martedì 3 novembre 2009

In vacanza tra le stelle dal 2012 l'hotel Galactic


Il progetto di un architetto spagnolo. Una permanenza di tre giorni costerà 3 milioni di euro. Per i super-ricchi che si sono prenotati un training di tre mesi ai Caraibi


A conti fatti si può parlare di concorrenza di mercato e di prezzi al ribasso. Chi ha prenotato all'Hotel Galactic Suite, il primo albergo dello spazio, ha ottenuto un prezzo migliore del pioniere dei viaggi turistici tra le stelle, il multimilionario Dennis Tito, che nel 2002 ha speso oltre 20 milioni di euro per stare sette giorni a bordo della stazione spaziale internazionale. Passare quattro giorni nell'hotel in orbita intorno alla Terra costerà invece soltanto tre milioni di euro, una cifra che già 38 persone si sono prenotate per sborsare. Sia chiaro, l'hotel non c'è ancora e si parla di un progetto, ma il suo coordinatore, l'architetto spagnolo Xavier Claramunt, è sicuro che il primo albergo a 450 chilometri di altezza dal pianeta sarà funzionante, e al completo, nel 2012.
Le prenotazioni hanno cominciato ad arrivare già dal gennaio 2008 sul sito del progetto e Claramunt, architetto che ha legato il suo nome a molti edifici in Spagna e Cina, si lascia scappare che tra i prossimi villeggianti dello spazio ci sono artisti e vip. Soltanto quattro spagnoli, nonostante la società Galactic Suite abbia sede a Barcellona, poi americani, cinesi, gli immancabili residenti negli Emirati Arabi Uniti e nella Russia degli eccessi. Tutti pronti al sacrificio, prima di partire per l'hotel orbitante, di restare per tre mesi in un'isola dei Caraibi per prepararsi al soggiorno spaziale. "La Galactic Suite è concepita per offrire un'esperienza emozionante e trascendentale - spiega Claramunt - Lo spazio è di certo il mistero più profondo e più attraente per gli esseri umani, perché fa nascere interrogativi sulle nostre origini e sul nostro futuro. È per questo che il turismo spaziale avrà uno sviluppo enorme nei prossimi anni". Un viaggio in avanti, ma anche una regressione al periodo prenatale, perché Claramunt ha pensato le stanze senza angoli ispirandosi al ventre materno. Soltanto quattro ospiti per volta troveranno posto nella suite galattica, accuditi da due membri dell'equipaggio. L'hotel in sé sarà fatto di moduli prefabbricati preparati interamente a Terra e poi assemblati nello spazio e avrà una hall, una stanza di lavoro per gli esercizi fisici, ma soprattutto una zona di osservazione e riflessione per potersi "affacciare sulla Terra, la visione più impressionante che si possa immaginare". Dalla grande finestra sul mondo gli ospiti della Galactic Suite durante il loro soggiorno vedranno 15 albe e ogni 80 minuti potranno ripassare sopra casa loro, perché tanto sarà necessario all'hotel per compiere un'orbita intorno al pianeta. Claramunt di tanto in tanto aggiunge nuovi particolari alla sua creazione: l'ultimo in ordine di tempo è l'ideazione di una vasca idromassaggio. Durante l'allenamento ai tropici il turista imparerà anche a giocare con l'acqua in assenza di gravità e nell'hotel spaziale entrerà in una sfera trasparente piena di bollicine, che potrà giocare a dividere e ricomporre in un'unica grande goccia, all'infinito. Tutte queste meraviglie saranno contenute in una struttura a forma di grappolo d'uva, perché "dalle piante impariamo la configurazione centrifuga che permette da un nucleo centrale di avere accesso a ogni parte".

FONTE: Cristina Nadotti (repubblica.it)

lunedì 2 novembre 2009

DALLE RAGNATELE UNA COLLA PER RICHIUDERE LE FERITE


SVELATI I SEGRETI GENETICI DELLA SOSTANZA CHE USANO I RAGNI


Adesivi chirurgici biocompatibili di alta potenza, sintetizzati a partire dalla seta delle ragnatele. E' quanto sperano di ottenere Omer Choresh e i suoi colleghi dell'Universita' del Wyoming di Laramie (Stati Uniti), che hanno svelato i segreti genetici della supercolla che i ragni utilizzano per intrappolare le prede nella loro tela. "Questa colla, dalle proprieta' appiccicose potentissime, ha una complessa struttura di polimeri di zucchero, chiamata glicoproteina", ha detto Choresh, a capo dello studio pubblicato sulla rivista Biomacromolecules. "Tuttavia, nessuno sapeva come questa glicoproteina funzionava, e quali geni la sintetizzavano". Utilizzando le ghiandole della seta di alcuni ragni, i ricercatori hanno estratto l'Rna messaggero, che i geni inviano alle cellule per la sintesi delle proteine. "Dall'Rna abbiamo quindi ricostruito il Dna complementare, e individuato la posizione dei geni", ha detto Choresh. "La glicoproteina e' formata da due proteine separate, sintetizzate dai due filamenti opposti della stessa sequenza di Dna. Ora che lo sappiamo, potremo sviluppare e sintetizzare una nuova classe di colle biocompatibili, da utilizzare per le operazioni e i trattamenti chirurgici", ha concluso.

FONTE: agi.it