giovedì 21 gennaio 2010

Molecole biotech riparano le arterie


Aderiscono alla membrana interna e rilasciano un farmaco che bersaglia le cellule danneggiate, innescando una nuova rapida crescita di tessuto

Minuscole molecole biotech capaci, una volta iniettate nelle arterie, di trovare le aree irrigidite e ripararle evitando così possibili ostruzioni e il conseguente attacco cardiaco. Sembra fantascienza ma non lo è: il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (Mit) ha messo a punto delle nanomolecole capaci di aderire alle pareti dei vasi sanguigni più a rischio e di rilasciare, esclusivamente in loco, i farmaci giusti. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, potrebbe in un prossimo futuro rivoluzionarie il trattamento delle patologie cardiache: oggi per contrastare l’irrigidimento delle arterie si usano minuscoli palloncini per dilatare forzatamente i vasi arteriosi, per poi infilarvi un tubicino chiamato stent per tenerli aperti. Ma spesso il processo innesca una nuova rapida crescita di tessuto attorno allo stent che può portare nuovamente al blocco delle arterie. Mentre la novità del Mit consiste nella sicurezza della terapia e nella assenza di possibili rischi. Le nanomolecole messe a punto dagli scienziati Usa sono rivestite di proteine che possono aderire esclusivamente a una parte della parete interna delle arterie, la membrana basale, quella che si danneggia. Una volta aderito, avviene una reazione per cui le nanomolecole rilasciano un farmaco per un lungo periodo, fino a 12 giorni. «È un esempio molto eccitante - spiega il professor Robert Langer, uno degli autori della ricerca - nel campo delle nanotecnologie e del "targeting" delle cellule in azione». Una tecnologia, aggiunge l’esperto, che potrebbe funzionare in qualsiasi patologia dove la parete cellulare risulta compromessa, inclusi certi tipi di tumori e altre malattie infiammatorie. Tuttavia, avvertono gli esperti, la strada è ancora lunga prima di un effettivo utilizzo sull’uomo: le nanomolecole «ripara-arterie» non saranno disponibili prima di diversi anni.

FONTE: lastampa.it

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