martedì 23 febbraio 2010

ARRIVA IL “NAVIGATORE” DEI PRODOTTI TIPICI DELLA MONTAGNA


Con l’Applicazione WebGIS è possibile muoversi in un database di oltre 4400 prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni italiane. Il servizio è uno dei punti qualificanti del progetto FIMONT, che mira a recuperare e valorizzare le produzioni tipiche della nostra penisola. Un aiuto concreto per i produttori e per i turisti. La presentazione il 24 febbraio a Roma - Sala delle Conferenze a Palazzo Marini.

Un navigatore satellitare dei prodotti tipici italiani, per orientarsi tra le migliaia di offerte che le regioni presentano ai turisti e agli addetti ai lavori. E’ l’ambizioso progetto ‘WebGIS’, che permette la consultazione geografica di quasi 4500 prodotti tradizionali della montagna e non, censiti nell’ambito del progetto FIMONT - Metodi e sistemi per aumentare il valore aggiunto degli alimenti tradizionali ed a vocazione territoriale delle zone montane. Si tratta di una ricerca che mira alla messa a punto di metodi, strumenti e tecnologie per il recupero e la valorizzazione di produzioni tradizionali e tipiche per promuoverne lo sviluppo. I risultati di tre anni di lavoro saranno presentati mercoledì 24 febbraio dalle 9.30 alle 13.30 presso la Sala delle Conferenze - Palazzo Marini a Roma, in occasione del convegno FIMONT “Salviamo una montagna di sapori”, organizzato dall’Ente Italiano della Montagna (EIM). Il database dei circa 4500 prodotti tradizionali si accompagna all’applicazione WebGIS, che permette la consultazione geografica dei prodotti censiti attraverso il computer. Accanto alla ricerca di un monumento o di un ristorante si può così consultare la rete per conoscere, acquistare ed apprezzare le peculiarità del territorio, soprattutto di tipo gastronomico. L’idea infatti è di caratterizzare geograficamente, attraverso la creazione di mappe dinamiche, ogni singolo prodotto del territorio interessato. Sono stati poi individuati cinque casi studio (oggetto del convegno), rappresentativi di cinque filiere alimentari, diversi per collocazione geografica e contesto socio-produttivo: Piante officinali della Valle Camonica, Toma della Valsesia, Pecora Sopravissana, Pane con le patate della Garfagnana, Noce di Montagna. ‹‹Siamo solo all’inizio di un lungo percorso, che punta alla valorizzazione delle attività tradizionali agricole di montagna e delle imprese agroalimentari. Come Ente desideriamo che la valorizzazione di un prodotto tradizionale possa ‘catalizzare’ processi di sviluppo di ampio respiro›› commenta Massimo Romagnoli, Presidente EIM. Relatori del Convegno: Massimo Romagnoli e Anna Giorgi, rispettivamente Presidente e Direttore Generale EIM, i Ministri Raffaele Fitto (Rapporti con le Regioni) e Mariastella Gelmini (Istruzione, Università e Ricerca), Giacomo Elias (coordinatore scientifico progetto), Rosanna Farina (responsabile EIM del progetto e coordinatrice delle Unità Operative) e i referenti delle ricerche condotte all’interno dei cinque casi studio. La ricerca ha fatto ricorso a competenze fortemente interdisciplinari; i partner coinvolti sono: l’Ente Italiano della Montagna, capofila, l’Istituto di Biologia Agro-ambientale e Forestale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Dipartimento di Ingegneria Agraria dell’Università degli Studi di Milano, il Polo per la Qualificazione del Sistema Agroindustriale e la Fondazione IARD.

Ufficio Stampa Globalnewsmedia

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