martedì 2 febbraio 2010

Ecosia, il motore di ricerca ecologico per salvare l'Amazzonia con il Wwf


Con ogni click si salvano due metri quadrati di foresta pluviale attraverso i link sponsorizzati di Yahoo e Bing


Navigazione consapevole. Ricerche a basso impatto ambientale. Con Ecosia (www.ecosia.org), il nuovo motore di ricerca ecologico, basta un click per salvare, ad ogni ricerca, due metri quadrati di foresta pluviale. Il nuovo progetto, supportato da Yahoo e Bing, è stato presentato a Berlino in concomitanza con il vertice sull’ambiente di Copenaghen, con l’ambizione di sottrarre progressivamente utenza aGoogle. Obiettivo finanziare un progetto del Wwf in Amazzonia.
Link sponsorizzati. Come? La logica è la stessa utilizzata dal colosso statunitense: la pubblicità. Yahoo e Bing forniscono al nuovo motore di ricerca i link sponsorizzati, mentre Ecosia dona l’80% degli introiti al Wwf, finanziando la tutela della foresta pluviale nella regione di Amazonas, in Brasile.
«Grazie ai link sponsorizzati, i motori di ricerca guadagnano miliardi ogni anno - afferma Christian Kroll, uno dei fondatori del motore di ricerca - Ecosia crede che esista un modo più ecologico per usare questi enormi profitti e ritiene che questi soldi potrebbero servire a combattere il riscaldamento climatico».
Si stima infatti che Google, grazie agli sponsor, guadagni un centesimo di dollaro per ogni ricerca in rete esclusivamente negli Stati Uniti. Se si considera che l’utente medio di internet effettua circa mille ricerche all’anno, «scegliendo Ecosia lo stesso utente medio potrebbe salvare ogni anno due mila metri quadrati di foresta». Una superficie che corrisponde alla grandezza di un campo da Hockey. Su scala globale, secondo i calcoli di Kroll, se solo l'1% degli utenti di internet usasse Ecosia, ogni anno si potrebbe salvare una porzione di foresta pluviale grande quanto la Svizzera.
Energia verde. Tenendo conto del fatto che i server di Ecosia funzionano ad energia verde, limitando al minimo le emissioni di Co2. «Alcuni esperti – continua Kroll – sostengono che una ricerca su Google produca le stesse emissioni di una lampadina in un’ora intera. Con Ecosia tutto questo viene evitato».
Il concetto della tutela della privacy. «Alcuni motori di ricerca – conclude Kroll - conservano le ricerche per alcuni mesi e le analizzano per creare un profilo dell’utente da utilizzare successivamente per scopi pubblicitari. Mentre Ecosia cancella tutti i dati nell’arco delle 48 ore successive alla ricerca, senza analizzarli».
Dieci milioni di ricerche. L’iniziativa, per ora, sembra aver riscosso un discreto successo. Considerando che l’unico strumento di marketing utilizzato per lanciare la nuova creatura è stato il passaparola (tramite mail, o suoi social network) Ecosia nei giorni scorsi ha superato la soglia dei 10 milioni di ricerche, salvando 21 milioni di mq² di foresta amazzonica. Per concorrere alla salvaguardia del pianeta non resta altro che connettersi a Ecosia: una volta scaricato il programma, al termine di ogni ricerca sarà possibile controllare la percentuale di territorio tutelato.

FONTE: ilmessaggero.it

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