lunedì 1 febbraio 2010

La Torre del clima italiana inizia le ricerche di fronte al Polo Nord


INIZIA LO STUDIO DEI DATI IN UNA REGIONE CHE VIENE CONSIDERATA UNA SPIA FONDAMENTALE SULLE TEMPERATURE

E’ l’avamposto più settentrionale sul fronte delle ricerche climatiche italiane, un particolare tipo di antenna che svetta per 34 metri nei pressi di Ny Alesund, la cittadina della scienza polare situata nell’isola di Spitzbergen (78° parallelo Nord). L’hanno battezzata “Amudsen-Nobile Climate Change Tower” e, in pratica, consiste in un traliccio d’alluminio che supporta una molteplicità di sensori per la misura di vari parametri fisico-chimici dell’atmosfera e di apparati radio per la trasmissione dei dati raccolti. «Dopo mesi di collaudo, calibrazione degli strumenti e trasmissione dati da Ny Alesund al centro operativo di Bologna, la nostra Torre del clima passa ora alla piena fase operativa, entrando a far parte di un progetto integrato di ricerca coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), con la partecipazione di numerosi enti di ricerca nazionali e internazionali», annuncia il professor Giuseppe Cavarretta, direttore del dipartimento Terra e Ambiente del CNR, a conclusione di un seminario italo-norvegese per la cooperazione scientifica nell’Artico che si è svolto questa settimana a Roma.
GLI STUDI - Dedicata al nome dei due grandi esploratori polari del secolo scorso, il norvegese Roald Amundesen, che morì nel tentativo di soccorrere il generale Umberto Nobile, precipitato sul pack col dirigibile “Italia” nel 1928, la Torre del clima ha il compito di studiare gli scambi di radiazioni termiche fra la terra e l’atmosfera in una regione che viene considerata una spia dei cambiamenti climatici. Spiega Cavarretta: «Nell’ultimo secolo le temperature medie del pianeta sono aumentate di circa 0,7° centigradi. Nel Polo Nord, invece, si è registrato un incremento delle temperature più che doppio, a causa del fatto che le regioni polari sono fra le più sensibili del pianeta. Il Climate Change Tower Integrated Project, avrà lo scopo di ottenere una completa descrizione del bilancio di energia alla superficie, acquisire una migliore comprensione dei numerosi e complessi processi che coinvolgono l'aria, la neve, il ghiaccio, il suolo, lo strato di terreno ghiacciato permanente (o permafrost), la vegetazione. Essa si aggiunge alla Base Dirigibile Italia gestita dal Cnr, già presente da anni a Ny Alesund».

I DATI - Nei prossimi mesi la Torre del clima raccoglierà anche dati relativi agli inquinanti presenti nell’atmosfera polare, aggiungendo così nuovi dati a un progetto già in corso per il monitoraggio di numerose sostanze nocive provenienti da varie aree del pianeta che, a causa della circolazione atmosferica, si accumulano al Polo, depositandosi nella neve e nel terreno. Alcuni di questi inquinanti hanno anche un effetto indiretto sul clima. “Molti sono gli eventi che possono portare a variazioni del clima e della qualità ambientale e possono essere sia di origine naturale che legati alle attività umane –spiegano Cavarretta e collaboratori- . Uno di questi è rappresentato dal “biomass burning” cioè l’incendio di foreste, boschi, savana, evento questo che provoca una trasformazione irreversibile del materiale organico in anidride carbonica, cioè in uno dei gas serra che determinano variazioni climatiche anche importanti, e immette nella circolazione atmosferica importanti quantità di particolato che agisce come nucleo di condensazione per le nuvole, spesso influenzando la qualità dell’aria a livello locale e regionale ma soprattutto assorbendo e riflettendo l’energia solare e quindi alterando il clima”. Nell’ambito dell’accordo italo-norvegese è stato stabilito uno scambio di dati: i ricercatori italiani forniranno ai colleghi norvegesi i dati raccolti dalla Torre del clima e quelli norvegesi ricambieranno con dati simili, raccolti dalle loro postazioni esistenti sul vicino Monte Zeppelin.

FONTE: Franco Foresta Martin (corriere.it)

Nessun commento: