mercoledì 28 aprile 2010

Foreste: in 5 anni scomparso più di 1 milione di chilometri quadrati


Una superficie estesa più di tre volte l'Italia. La maggiore perdita nelle foreste boreali del Nord America

Tra il 2000 e il 2005 sono spariti 1.011.000 chilometri quadrati di foreste, pari al 3,1% del patrimonio forestale mondiale. Una superficie di oltre tre volte più grande dell'Italia. Lo afferma uno studio basato sulle immagini satellitari e pubblicato dalla rivista Pnas (Proceedings of the National Accademy of Sciences of the United States). I ricercatori delle università del Sud Dakota e di Syracuse (New York) hanno esaminato le immagini di diversi satelliti nel periodo considerato, elaborando un sistema matematico per stimare la variazione della superficie delle foreste.

PERDITE - La perdita maggiore si è riscontrata nelle foreste boreali, nel nord del pianeta, che secondo lo studio hanno perso il 4% della loro superficie: per i due terzi a causa di incendi naturali. È scomparso il 3,5% delle foreste delle zone temperate, le foreste tropicali in zone aridesono diminuite del 2,9%, mentre le foreste tropicali umide, che rappresentano la più grande superficie boschiva del pianeta, hanno perso il 2,4% della loro estensione.

CONTINENTI - Il Nord America è il continente che ha subito le maggiori perdite - il 5,1% del proprio patrimonio boschivo, corrispondente al 29,2% delle perdite forestali su scala mondiale - seguito da Asia e Sud America. In Europa è scomparso il 2,8% del patrimonio di alberi, corrispondente a 86 mila chilometri quadrati.

NAZIONI - A livello di singole nazioni, il Brasile ha perso 165 mila chilometri quadrati, seguito dal Canada con 160 mila. Gli Usa sono quarti nella classifica delle superfici, ma sono lo Stato che ha perso in percentuale più foreste rispetto alla propria superficie boschiva: il 6%. «I nostri risultati confermano che in tutto il pianeta si stanno perdendo grandi quantità di foreste», scrivono gli autori dello studio. «Bisogna dire però che questo metodo non distingue fra le perdite naturali e quelle dovute all'uomo».

FONTE: corriere.it

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