martedì 20 aprile 2010

Premio Pulitzer, per la prima volta vince un sito internet

Ad aggiudicarselo, per il giornalismo investigativo, è la testata online no-profit 'Propublica', che ha pubblicato un'inchiesta sul lavoro dei medici di New Orleans dopo l'uragano Katrina

Uno dei più prestigiosi tra i premi per la carta stampata, quello per il giornalismo investigativo, è stato assegnato per la prima volta a una testata online e non profit, Propublica, in collaborazione con il magazine del New York Times. Il tema dell’inchiesta il lavoro dei medici di un ospedale di New Orleans, isolato dall’alluvione provocata dall’uragano Katrina. Missione dei segugi di Propublica, guidati dall’ex direttore del Wall Street Journal, Paul Steiger, e finanziati dai milioni dei filantropi californiani Herbert e Marion Sandler, e’ di mettere i loro scoop gratis al servizio dei giornali - nel caso specifico il servizio su Katrina fu pubblicato dal Magazine del New York Times in grado di dar loro la massima cassa di risonanza. Niente da fare per il National Enquirer, il tabloid `spazzatura’ che ha pizzicato l’ex candidato alla presidenza John Edwards a tradire la moglie ammalata di cancro. Il bottino dei premi Pulitzer, assegnati oggi a New York, è andato ai soliti noti: quattro premi al Washington Post e tre al New York Times. Il Pulitzer nel settore dell’impegno civico è andato invece a un minuscolo quotidiano della Virginia, il Bristol Herald Courier, con una tiratura di 29 mila copie. Premiata, in questo caso, la copertura dei mancati pagamenti di numerose industrie del settore energetico per l’esplorazione di terreni di proprietà di privati. I quattro premi per Washington Post? Kathleen Parker, un’editorialista conservatrice, è stata premiata per i suoi fondi su temi di cronaca politica; Sarah Kaufman nel settore della critica, per i suoi articoli sulla danza; Antony Shadid per la copertura delle conseguenze della guerra in Iraq, nel settore degli esteri; Gene Weingarten ha vinto per una cover story sui genitori che ucciso i figli dimenticandoli in macchina sotto il sole.

FONTE: quotidiano.net

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