martedì 4 maggio 2010

La navicella spaziale a energia solare


La Nasa avrebbe abbandonato l'idea perché considerata inefficiente

Sarà la prima navicella spaziale a navigare nello spazio sfruttando esclusivamente l'energia solare. L'hanno chiamata Ikaros, come il personaggio della mitologia greca che con ali artificiali tentò inutilmente di avvicinarsi al sole (in realtà è anche l'acronimo di Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation of the Sun), ma i suoi ideatori sono certi che avrà maggiore successo del temerario predecessore. Progettata dagli scienziati della Jaxa, l'agenzia spaziale giapponese, sarà lanciata in orbita il prossimo 18 maggio dal centro spaziale nipponico che si trova sull’isola di Tanegashima.

PROGETTO – La navicella, costata circa 13 milioni di euro, sarà trasportata nello spazio da un razzo. Una volta superata l'orbita terrestre Ikaros, che ha la forma di una sottilissima vela quadrata (lo spessore è inferiore a quello di un capello umano), si sgancerà dal razzo e comincerà a incamerare energia grazie ai pannelli solari che ricoprono la sua superficie. Proprio come una barca sfrutta il vento per navigare sul mare, così Ikaros userà l'energia del sole per muoversi. Se tutto andrà come sperano gli scienziati, nei prossimi sei mesi, Ikaros porterà a termine il suo viaggio intorno al pianeta Venere e gli scienziati guideranno il tragitto della navicella direttamente dalla Terra regolando gli angoli delle vele per permettere di incamerare il massimo della luce solare.

VIAGGI INTERPLANETARI - A detta degli scienziati che hanno ideato il progetto, questa nuova missione potrebbe rivoluzionare i viaggi nello spazio: «Si tratta di una tecnologia ibrida che sfrutta energia elettrica e pressione», ha dichiarato Yuichi Tsuda dell'Agenzia spaziale giapponese. «Quella delle vele solari sarà la tecnologia che permetterà lunghi viaggi interplanetari senza carburante e sfruttando unicamente l'energia del Sole. La disponibilità di energia elettrica ci consentirà di navigare più lontano e più efficacemente nel sistema solare». Sebbene non manchino gli scettici (la Nasa avrebbe abbandonato questo tipo di tecnologia perché giudicata inefficiente) gli scienziati giapponesi restano ottimisti e guardano al futuro. Gli studiosi hanno già ideato una nuova navicella spaziale che potrebbe raggiungere Giove sfruttando vele solari che dovrebbero avere una superficie doppia di quelle presenti su Ikaros

FONTE: Francesco Tortora (corriere.it)

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