giovedì 9 dicembre 2010

Un nuovo test per la salute cardiovascolare

I livelli di troponina rivelabili con la nuova metodica sono associati a un rischio sette volte maggiore di morte cardiovascolare entro sei anni

Il test dei livelli di troponina T cardiaca (cTnT) viene comunemente utilizzato per diagnosticare un eventuale infarto cardiaco. Ora una versione più sofisticata può rivelare patologie cardiache ancora a livello subclinico che potrebbero sfociare in eventi cardiovascolari futuri, secondo una nuova ricerca dello UT Southwestern Medical Center coordinata da James de Lemos, professore associato di medicina interna della UT Southwestern.

Il lavoro è basato sui risultati del Dallas Heart Study in cui de Lemos e colleghi hanno preso in considerazione 6100 residenti della contea di Dallas. In tale progetto, si è verificato in particolare come il livello di cTnT potrebbe essere rivelato con una tecnologia standard nell'1 per cento della popolazione.

Per determinare se una tecnologia più accurata potesse rivelare il cTnT a più bassi livelli, i ricercatori hanno utilizzato la stessa popolazione di residenti. A partire dall'anno 2000, circa 3500 soggetti di età compresa tra 30 e 65 anni hanno fornito campioni ematici e sono stati sottoposti a scansioni a risonanza magnetica e a tomografia computerizzata per evidenziare eventuali patologie al cuore e agli altri organi. Gli stessi soggetti sono poi stati seguiti fino al 2007.

Secondo quanto riferito nell'articolo di resoconto pubblicato sulla versione onlinedel Journal of the American Medical Association (JAMA), i ricercatori hanno mostrato che il test può rivelare la proteina in circa il 25 per cento dei campioni di sangue. I livelli rivelabili di troponina sono associati a un rischio sette volte maggiore di morte cardiovascolare entro sei anni.

“Questo test è tra i più potenti predittori di mortalità individuati finora”, ha spiegato James de Lemos, professore associato di medicina interna della UT Southwestern e primo autore dello studio. “Sembra che quanto più sono alti i livelli di troponina T, tanto più è alto il rischio di avere problemi cardiaci, indipendentemente dagli altri fattori di rischio.”

FONTE: lescienze.espresso.repubblica.it

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