mercoledì 23 novembre 2011

Ecco il materiale più leggero del mondo un italiano nell'équipe che lo ha realizzato


E’ cento volte più leggero del polistirolo e mille volte più leggero dell’acqua. E’ resistente agli urti, capace di assorbire i rumori, elastico. La sua struttura a microreticolo è composta al 99.9% d’aria. E’ un nuovo materiale, presentato al mondo da tre grandi gruppi di ricerca che hanno collaborato al progetto. Il California Institute of Technology e l’Università di California di Irvine hanno lavorato sotto la guida dei laboratori privati HRL (che a loro volta sono finanziati dal Defense Advanced Research Projects Agency, l’ente federale che finanzia le ricerce di nuove tecnologie militari). Uno degli scienziati che ha preso parte a questa storica scoperta è un giovane italiano, il triestino Lorenzo Valdevit.

Il prodotto e' stato rivelato al pubblico nel corso di una conferenza stampa seguita alla pubblicazione della ricerca sul nuovo numero di Science. Il plauso del mondo scientifico e' stato generale. Nella blogosfera si è contemporaneamente scatenata la fantasia dei ”fantascientifici” che hanno immaginato tutto un mondo alla "Star Trek" fatto di aerei superleggeri, costruzioni resistenti ai terremoti, veicoli in grado di comprimersi e riprendere la forma originale anche dopo scontri frontali.

Dalla California, il professor Valdevit spiega per i nostri lettori i vantaggi del nuovo materiale in termini più ufficiali e scientifici: «Per quanto riguarda le possibili applicazioni, materiali ultraleggeri con ottime qualità di resistenza e rigidità sono sempre di grandissimo interesse per l'industria aerospaziale, dove spesso risparmiare un chilo ha enormi ricadute sulle prestazioni dei veicoli».

Valdevit è uno dei tanti cervelli italiani che hanno trovato la propria realizzazione all’estero:dopo la laurea in ingegneria dei materiali a Trieste, nel 2000, Valdevit ha preso un dottorato di ricerca a Princeton, passando anche da Harvard per un paio di anni di ricerca. E oggi è docente all’Università della California a Irvine, dove insegna presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale. Nel descrivere il materiale, il professore ha anche aggiunto che «le proprietà uniche di assorbimento di energia rendono questo materiale molto interessante per lo smorzamento di onde acustiche, di vibrazioni e resistenza all'impatto». Infine, va aggiunto che il laboratorio HRL sta investigando anche possibili usi per la fabbricazione di elettrodi per batterie.

Chi volesse apprezzare le eccezionali caratteristiche di questo materiale dovrebbe vedere ilbreve filmato che la rivista Science ha messo a disposizione su YouTube.

Inoltre, per capire le dimensioni del campione, bisogna ricordare che il reticolo è formato di tubi cavi che hanno uno spessore 1000 volte più sottile di quello di un capello umano. Il 99,9 del campione è formato di aria, il rimanente 0,01 per cento di nickel. Sotto pressione, il materiale si rivela in grado di tornare alla forma originaria dopo una deformazione da compressione di oltre il 50 per cento. E’ una struttura così impalpabile, che può posarsi sopra un soffione e neanche schiacciarne un pistillo. Come dice Bill Carter, manager del progetto a HRL, «è così leggero che se lo si lasciasse cadere dall’altezza delle spalle, impiegherebbe dieci secondi a volteggiare fino a terra, come fosse una piuma».

FONTE: Anna Guaita (ilmessaggero.it)

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