lunedì 27 giugno 2011

Via libera all'astronave europea

Nel 2013 sarà pronto per il debutto spaziale

Dopo due anni di progettazione, ora il primo veicolo spaziale senza astronauti a bordo costruito dall’Agenzia spaziale europea Esa si avvia alla costruzione. La firma che concretizza il passaggio definitivo verso la realizzazione è stata posta qui al salone aerospaziale parigino, la più importante rassegna mondiale del settore che da un secolo è organizzata alla periferia di Parigi ogni due anni. Una curiosità è che avviene sull’aeroporto di Le Bourget, dove nel 1927 arrivò Charles Lindberg dopo la prima traversata atlantica.

XIV - Il nuovo veicolo spaziale europeo è stato battezzato Intermediate Experimental Vehicle (XIV). «Nel 2013 sarà pronto per il suo debutto spaziale», precisa Antonio Fabrizi, direttore dei lanciatori in Esa, «a bordo del nuovo razzo vettore Vega». «Stiamo lavorando per essere pronti all’appuntamento con ingegneri carichi di entusiasmo», nota Luigi Pasquali, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, la società che lo costruisce a Torino in collaborazione con altre società europee. Il nuovo veicolo spaziale sarà lanciato dalla Guyana francese in Sud America nel 2013 con il lanciatore Vega. Da qui compirà un volo suborbitale fino a una quota spaziale di 450 chilometri alla velocità di 7,5 chilometri al secondo rientrando poi nell’atmosfera e scendendo nell’oceano Pacifico appeso a un paracadute.

TEST - L’XIV è un veicolo cosmico concepito per collaudare i materiali capaci di resistere al rientro durante la fase di riscaldamento per impatto atmosferico e tutti i sistemi di navigazione e controllo necessari. «Per il primo aspetto effettueremo entro l’anno dei test nella galleria Scirocco», dice Ludovico Vecchioni, responsabile del programma nell’ambito del Cira, il centro di ricerche aerospaziali di Capua. «Essi riguardano gli aspetti del riscaldamento e dureranno complessivamente un paio di mesi. Inoltre svolgiamo un lavoro con l’Asi (Agenzia spaziale italiana) e con Thales Alenia Space concentrato in particolare sulle simulazioni aerotermodinamiche».

PROGRAMMA - L’XIV pesante due tonnellate ha dimensioni ridotte, meno di una decina di metri, e partirà racchiuso nell’ogiva del vettore, la quale poi si aprirà per consentire il suo distacco e la missione stabilita. Nel rientro raccoglierà dati importanti durante le fasi di volo supersonico e ipersonico (oltre 5 mila chilometri orari) tipici del rientro dal cosmo. Tutto ciò servirà per la progettazione dei futuri veicoli spaziali abitati che l’Europa potrà costruire da sola o in collaborazione con altre nazioni. E l’Italia in questo settore ha assunto attraverso l’Asi una rilevante posizione.

FONTE: Giovanni Caprara (corriere.it)

venerdì 17 giugno 2011

Curare l'infarto? Ora è possibile grazie alla pillola per il cuore


La compressa è in grado di far ringiovanire l'organo dopo un attacco cardiaco

Potrebbe mancare al massimo un decennio prima che sia disponibile sul mercato una pillola in grado di 'ringiovanire' il cuore dopo che ha subito un attacco cardiaco. Il farmaco, che solo 5 anni fa si pensava fosse impossibile da realizzare, è stato sviluppato da un gruppo di scienziati della University College di Londra che si sta occupando di perfezionarlo, come riporta un articolo pubblicato sulla rivista Nature.

Il funzionamento - Grazie a questa pillola i ricercatori sperano di poter ricostruire i muscoli e i vasi sanguigni intorno al cuore, in modo di ridurre significativamente i danni a lungo termine di un infarto e di conseguenza migliorare la qualità della vita di molti pazienti. La pillola indurrebbe le cellule che si trovano nel cuore a trasformarsi in cardiomiciti che vanno, quindi, a riparare i danni subiti dall’organo.

I test - La sperimentazione umana, hanno riferito i ricercatori, potrebbe iniziare fra pochi anni. Per il momento i test sui topolini hanno dimostrato che il farmaco migliora del 25 per cento le prestazioni del cuore. Qualche anno fa non si pensava che il cuore avesse la capacità di autoriparare i danni. Questo significava che quando qualcuno aveva un infarto era costretto a convivere con i danni e con una qualità della vita molto ridotta. Circa il 40 per cento dei pazienti colpiti muore entro un anno dalla diagnosi. "Questo studio - ha commentato Jeremy Pearson della British Heart Foundation - dimostra che i cuori degli adulti contengono delle cellule che, con lo stimolo giusto, sono in grado di mobilitarsi e trasformarsi in cellule del cuore nuove che possono riparare un cuore danneggiato".

FONTE: libero-news.it

lunedì 13 giugno 2011

CHIRURGIA PLASTICA: ARRIVA IN ITALIA IL LASER 'SCACCIA CICCIA'


Addio lunghe degenze e fastidiose cicatrici sul corpo. Se e' vero che per essere belli e' necessario soffrire un po', le nuove tecniche di chirurgia estetica si stanno evolvendo sempre piu' nella direzione di una progressiva riduzione dei traumi post operatori. Ne e' un esempio l'innovativa tecnica della liposuzione laser assistita - MLS che debutta anche in Italia e che promette di liberare dei fastidiosi cuscinetti adiposi in maniera piu' semplice, veloce e soprattutto senza lasciare cicatrici. La MLS sfrutta in una prima fase l'effetto del laser sul tessuto adiposo per poi procedere con la normale aspirazione con cannula, come accadeva per il passato. Il laser impiegato in questo caso non sfrutta effetti termici (provoca lo svuotamento degli adipociti) ed e' stato recentemente approvato dalla FDA americana nella terapia del dolore.
Il trattamento consiste nel modellare il tessuto adiposo del corpo (addome, fianchi superiori/inferiori, dorso, doppio mento e guance) non piu' con la tecnica della lipoaspirazione tradizionale o ultrasonica, ma con un fascio luminoso laser che delinea alla perfezione il contorno corporeo rimuovendo in maniera selettiva le cellule grasse (adipociti). "Grazie a questa innovativa tecnica non sono piu' necessari i punti e non si vedra' nemmeno l'incisione; si avra' cosi' un edema notevolmente ridotto rispetto alla lipoaspirazione tradizionale e un recupero cutaneo eccellente grazie al recupero della lassita' dei tessuti che vengono rimodellati", dichiara il dottor Marco Vigano', chirurgo plastico e socio SICPRE - Societa' Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica.
Il principio fisico su cui poggia la laser lipolisi e' quello della foto termolisi: i fotoni colpiscono il cromoforo determinando un cambio strutturale e lasciando al contempo intatti gli altri tessuti.
"I vantaggi principali di questa tecnica di laser lipolisi sono rappresentati dalla minore traumaticita' per il paziente, da una minore invasivita' e pertanto di tempi nettamente ridotti sia di guarigione che di convalescenza (3/4 giorni per tornare ad un'attivita' pressoche' normale)", conclude il dottor Vigano'.
Con questa tecnica, inoltre, si favorisce il compattamento tissurale e la successiva tetrazione cutanea grazie agli effetti cicatriziali sul tessuto connettivo. Si possono cosi' trattare particolari aree, quali interno cosce, braccia e glutei, ottenendo un importante recupero cutaneo non realizzabile con altre tecniche di liposuzione.

FONTE: agi.it

mercoledì 8 giugno 2011

L' FBI ci crede: gli alieni sono tra noi. Trovati 3 corpi.

Il "Salt lake tribuna" scova dei documenti degli anni '40: almeno due avvistamenti, a Roswell extraterrestri alti 1 metro

Gli alieni sono tra noi. Parola dell'Fbi, almeno dell'Fbi degli anni '40: lo dimostrano le carte riservate che sono state pubblicate sul sito del Bureau. Il giornale Salt Lake Tribuna ha infatti scovato dei documenti che riferiscono di almeno due avvistamenti, uno nello Utah e uno nel New Mexico, dove si consumò il celeberrimo incidente di Roswell, la 'mecca' degli ufologi di tutto il pianeta.

IL CASO ROSWELL - Dell'incidente di Rosewell si dice tutto e il contrario di tutto da decenni. Ma chi crede all'esistenza degli ufo, ora, ha ragioni più concrete per crederci. Secondo il rapporto dell'Fbi del 22 marzo 1950, che cita una fonte dell'aviazione militare americana, tre dischi volanti, del diametro di circa 16 metri, sono effettivamente stati ritrovati in New Mexico. "Ogni disco - recita il rapporto - era occupato da tre corpi di forma umanoide alti meno di un metro, vestiti con tessuto metallico a trama molto fitta. Ogni corpo era avvolto in una specie di bendaggio simile alle tute anti gravità usate dai piloti collaudatori". Il rapporto dell'agente Guy Hottel si conclude sottolineando come i dischi potrebbero essere precipitati per le interferenze elettroniche causate dai radar militari di grande potenza che si trovavano nella zona del ritrovamento.

ESPLOSIONE NELLO UTAH -
Il secondo avvistamento, invece, risale al 2 aprile del 1949: degli agenti dell'Fbi, nello stato dello Utah, spedirono un cablogramma "urgente" al direttore del Bureau, J. Edgar Hoover. Il dispaccio riferiva che una guardia armata di un negozio, un poliziotto della città di Logan e poi un agente della polizia stradale avevano avvistato un ufo che era poi esploso. Nel cablogramma si può leggere: "Un oggetto di colore argenteo che si stava avvicinando alle montaghe del Sardine Canyon è sembrato esplodere in un'eruzione di fuoco. Diversi cittadini di Trenton dissero di aver visto quella che sembrò essere una doppia esplosione aerea seguita da oggetti cadenti". Il dispaccio, così come altri documenti, rivelava come l'Fbi cercasse di capire se gli alieni, effettivamente, avessero raggiunto il pianeta Terra.

FONTE: libero-news.it

martedì 7 giugno 2011

Bioenergie. Primi passi per mercato biocombustibili da alghe

Potenziale crescerà a 1,3 miliardi nel 2020

Tra le varie alternative per la possibile produzione di biocombustibili, le alghe si presentano in prospettiva come una delle opzioni più promettenti. Secondo un'analisi svolta da Pike Research, il potenziale di mercato connesso a questa produzione crescerà fino ad un valore di 1,3 miliardi di dollari l'anno nel 2020. La produzione attuale è estremamente limitata e per una crescita significativa saranno necessarie innovazioni tecnologiche nella coltivazione e nella estrazione di olio dalle alghe concepite nell'ambito di progetti di produzione su larga scala. Tuttavia le prospettive si presentano interessanti a fronte di una domanda che si sta espandendo e che ha tra i suoi protagonisti anche l'aviazione militare. A favore dei biocombustibili prodotti dalle alghe pesano non solo considerazioni di ordine economico, che rendono attraenti gli investimenti nel settore, ma anche valutazioni di ordine ambientale. La produzione presenta infatti alcuni vantaggi importanti sul piano dell'impatto ambientale rispetto ad altri carburanti di nuova generazione e di origine vegetale. Le alghe, infatti, possono essere coltivate in aree non diversamente sfruttabili, con fonti fisse di emissione di anidride carbonica e utilizzando una grande varietà di risorse tra acque marine e acque reflue. Proprio nella consapevolezza degli sviluppi del settore, diverse imprese stanno facendo sforzi importanti per ottimizzare le rese e per ridurre i costi associati alla produzione del biocombustibile.Secondo le valutazioni di Pike Research saranno soprattutto le microalghe a dominare il futuro mercato, che avrà nel Nord America e nell'area dell'Asia-Pacifico le principali aree di produzione. Copyright TM News(c) 2011

FONTE: lastampa.it

lunedì 6 giugno 2011

Melanoma, attenzione alla tintarella perché le creme solari non bastano

Con l'arrivo dell'estate, occhio al sole che, avvertono gli specialisti, si conferma uno dei fattori di rischio per il tumore della pelle, il melanoma. A rinnovare il consiglio è il direttore del dipartimento di oncologia e immunoterapia del policlinico di Siena, Michele Maio, che sottolinea: «le creme solari vanno bene, ma non bastano».

Una delle cause del melanoma, spiega l'esperto dal congresso della Società americana di oncologia (Asco), «è infatti rappresentata dalle ustioni da sole ripetute in età adolescenziale, che aumentano notevolmente il rischio di sviluppare questa forma di cancro in età adulta». Anche se oggi, complici pure i cambiamenti degli stili di vita, avverte Maio, «l'età di insorgenza del melanoma si sta abbassando in modo drastico».

Quali sono dunque i consigli per prevenire questa pericolosa forma di tumore? «Innanzitutto evitare di esporsi al sole nelle ore più calde e non usare le lampade solari. Ma bisogna anche - afferma Maio - fare attenzione alle creme protettive: la convinzione, infatti, e che mettendo le creme solari ci si possa esporre al sole tranquillamente, ma non è così». Le creme, spiega l'esperto, «eliminano infatti il segnale che ci stiamo scottando, e così si è portati ad aumentare il tempo di esposizione al sole e ai raggi uv. Ma questo - ha detto Maio - è molto pericoloso».

Le creme solari anche ad altra protezione, da sole, dunque, non sono sufficienti a prevenire i rischi del sole: «un dato questo - afferma Maio - sottolineato anche nell'editoriale recente di una prestigiosa rivista scientifica come il Journal Of Clinical Oncology». Il consiglio fondamentale quindi - conclude Maio -. è uno: «con il sole non bisogna mai esagerare».

FONTE: ilmessaggero.it

venerdì 3 giugno 2011

Batterio killer, oltre 2.000 casi in Europa L'Oms: «Variante altamente tossica»

Le sequenze genetiche mostrano che si tratta di una forma mutante di E.Coli. Morte sospetta in Francia

L'Organizzazione mondiale della Sanità afferma che la variante di E.Coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati «non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione». Esperti cinesi che hanno analizzato i geni del ceppo di Escherichia Coli tedesco affermano che il gruppo «è nuovo e altamente tossico».

L'ESPERTA - «Questo è un ceppo unico che non è mai stato isolato prima da pazienti e presenta diverse caratteristiche che lo rendono più virulento e capace di produrre maggiori tossine» ha spiegato Hilde Kruse, esperta di sicurezza alimentare all'Oms. Le sequenze genetiche preliminari mostrano che il ceppo è una forma mutante di due diversi batteri dell'E. coli, i cui geni letali spiegano perché l'epidemia scoppiata in Europa sia così estesa e pericolosa. Finora in Europa sono morte 18 persone (17 in Germania e una in Svezia) e oltre 2.000 si sono ammalate, comprese 470 che hanno sviluppato la rara sindrome emolitico-uremica, una particolare complicazione ai reni: oltre alla Germania e la Svezia sono state colpite Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Spagna. Nelle ultime ore è stato accertato un caso in Repubblica Ceca e si stanno facendo accertamenti su altri nove pazienti sospetti. Tutti i contagiati erano rientrati da viaggi in Germania. «Si potrebbe pensare che l'epidemia generata dal batterio dell'E. coli provenga da una fonte animale» ha aggiunto Hilde Kruse. «Molti animali - ha spiegato Kruse - sono spesso ospiti di vari tipi di batteri dell'E. coli che producono tossine». Sono diversi gli scienziati a sospettare che il batterio possa provenire da letame contaminato usato per fertilizzare i vegetali da cui è partita l'epidemia. In precedenza, i contagi dovuti al batterio hanno colpito soprattutto bambini e anziani, ma l'epidemia scoppiata in Europa ha interessato gli adulti in maniera sproporzionata, in particolar modo le donne.

Intanto anche in Francia si diffonde l'allarme: i primi risultati dell'autopsia sull'uomo morto a Saint-Diè, nella Francia orientale, dopo aver mangiato un panino con insalata e pomodori, «non hanno per ora consentito di individuare la causa del decesso». Lo ha riferito il sostituto procuratore di Epinal, Jean Richert, incaricato delle indagini preliminari sulla vicenda. «Per il momento - ha precisato - non abbiamo alcuna ragione di credere che si tratti del batterio killer che imperversa in Germania, ma non siamo nemmeno in grado di escluderlo». L'unica cosa certa, ha sottolineato, è che la morte non è dovuta nè a cause traumatiche, come un infarto o un ictus, nè ad anomalie fisiche, e che non è stata procurata da terzi.

FONTE: corriere.it