mercoledì 7 marzo 2012

Arriva la pillola della dieta dice al cervello di dimagrire


Dopo la bocciatura di due anni fa l'azienda farmaceutica che produce il Qnexa ha accettato che sia somministrata solo su ricetta medica. Presto il sì della Food and Drug Administration


Ci abbiamo messo milioni di anni per allenare il nostro corpo a non soccombere alla fame. Ma abbiamo impiegato l'ultimo secolo per abbattere quella difesa che l'evoluzione - troppa grazia - ci aveva regalato: il grasso. L'attesa è finita: arriva la prima pillola che ci renderà più leggeri. Addio obesità. L'annuncio è più che storico. Il mondo aveva davvero bisogno di quest'attesissima pasticca dimagrante. Non solo perché soltanto in America gli obesi sono il 35 per cento e i sovrappeso il 33. Ma anche perché l'unica pillola finora approvata dalla sanità Usa ha il poco simpatico effetto collaterale di stimolare i rumori di fondo. E qualcosa di più: vi sembra così strano che Xenical, l'unica pillola finora autorizzata, non sia riuscita a fare breccia nei tormentati dalla ciccia?

Intendiamoci: gli scaffali di farmacie e perfino supermercati sono pieni di pasticche che in realtà non sono altro che aiutini per la dieta. Ma qui parliamo invece della pillola anti-obesità vera e propria. Che per la prima volta in un decennio - Xenical fu approvata nel 2007 - sembra a portata di mano. I saggi della Food and Drug Administration hanno dato in questi giorni il via libera all'attesissima Qnexa. Il sì definitivo è atteso per metà aprile. Ma l'istituto ha quasi sempre vidimato il parere dei suoi saggi. Che appena due anni fa avevano peraltro bocciato la stessa pillola. Accusata di provocare pensieri suicidi, pericolosissime palpitazioni al cuore, perdita della memoria e perfino rischi di deformazione per i neonati. Com'è riuscita Vivus, la piccola compagnia di Mountain View, la città nella Silicon Valley dove è di casa Google, a fare cambiare idea ai saggi? Si è impegnata a fare nuove ricerche, ad accettare che la pillola sia somministrata solo su ricetta medica, a sconsigliarla alle donne incinta o che pensano di restarci. Ma soprattutto ha colto l'attimo: la giuria degli esperti ha giustificato il cambiamento di opinione sostenendo che l'obesità, con tutti i disturbi che comporta dal diabete al cuore, è un pericolo peggiore dei rischi della pillola. Non è neppure un caso che Qnexa sia solo la prima di altre due pasticche in attesa di giudizio: l'emergenza grasso è ormai troppo grossa, la pasticca non può più attendere. Ma come funziona?

David Katz della Yale University ricorda all'Associated Press che l'uomo "non ha difese naturali contro l'ingrassamento perché nella nostra storia evolutiva non ne avevamo mai avuto bisogno: avevamo dovuto lottare invece col problema opposto - la difficoltà di trovare da nutrirsi - ed è per questo che abbiamo sviluppato difese naturali contro la fame". Per milioni di anni, insomma, il corpo umano è stato programmato per immagazzinare l'energia preziosa delle calorie nei grassi: è solo nell'ultimo secolo e mezzo che l'Occidente ha scoperto il problema contrario.

Le prime pillole per dimagrire hanno così cercato di velocizzare il metabolismo: cioè la capacità di bruciare le calorie e quindi il peso. Il dinitrophenol era un ritrovato chimico utilizzato negli anni '30, ma causava febbre ed era anche tossico, e proprio il suo boom portò gli Usa a inventare la Food and drug administration. Gli anni '50 hanno visto l'esplosione delle anfetamine, che acceleravano il metabolismo e toglievano l'appetito, però aumentavano pericolosamente la pressione e in più producevano dipendenza: per questo oggi sono usate solo per periodi non più lunghi di 12 settimane.

La rumorosissima Xenical, invece, è basata sull'orlistat, un farmaco ottenuto dal lipstatin, che è un potente inibitore naturale: la pillola infatti agisce bloccando l'assorbimento del grasso. Ma la nuova frontiera della medicina punta dritto al nostro centro di comando: il cervello.

La nuova Qnexa è la combinazione di due vecchi farmaci. Proprio un'anfetamina, il phentermine, che è già approvata per la perdita di peso per brevi periodi, e il topiramato, che viene usato come antiepilettico: l'anfetamina sopprime l'appetito mentre l'antiepilettico agirebbe sul cervello dando un senso di sazietà. Domanda: ma se tutto dipende dal cervello, non basterebbe un po' più di volontà? Assolutamente sì. Peccato che il grasso, in tutti noi, è solo lì che non cola.

FONTE: Angelo AQUARO (repubblica.it)

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