martedì 18 dicembre 2012

L'esercizio fisico sarà sempre più high tech


Scarpe che riducono il rischio di traumi e «materassini-allenatori» per fare sport divertendosi. In modalità 2.0

L'allenamento in palestra con i pesi o il materassino, la corsetta nel parco con un paio di vecchie scarpe da ginnastica qualunque? Roba da museo: lo sport sta diventando sempre più high-tech e a breve avremo a disposizione scarpe da jogging con sensori che ci aiuteranno a migliorare le prestazioni ma anche a non farci male. E per chi non ama correre arriverà il materassino intelligente, anche lui ben provvisto di sensori, per spronarci a non battere la fiacca e indicarci i movimenti da fare.

Sono le novità in arrivo da due progetti, entrambi coordinati da ricercatori europei, che promettono di rendere l'ora di attività fisica quasi roba da fantascienza. Il progetto RUNSAFER, condotto dall'Istituto di Biomeccanica dell'università spagnola di Valencia, è stato finanziato anche dalla Comunità Europea sulla base di un dato: la corsa oggi è uno degli sport più popolari e si stimano almeno 80 milioni di appassionati in Europa, ma il 38 per cento di questi sportivi ha avuto un trauma grande o piccolo correndo, il 37-56 per cento dei runner va incontro a piccoli incidenti ogni anno. Non pochi "effetti collaterali", quindi, così i ricercatori spagnoli hanno pensato di creare una scarpa ipertecnologica che aiuti chi corre a non farsi male e pure a migliorare le prestazioni. Il progetto non ha ancora partorito un oggetto reale, ma procede speditamente e si sono già messi a punto i microsensori che saranno inseriti nella scarpa. Il "cuore" della super-calzatura sarà infatti un sistema microelettronico di misurazione di parametri biomeccanici dell'atleta, dalla frequenza cardiaca al movimento del piede e la tecnica di corsa: questi dati saranno trasmessi wireless a un cellulare dove una specifica applicazione li raccoglierà e informerà il soggetto in tempo reale di come sta correndo, quale sia la sua prestazione, che cosa può fare per evitare traumi e migliorare la performance. Tutti i dati si potranno quindi scaricare su un portale web dove una specie di personal trainer virtuale, mettendo a confronto le prestazioni di ogni corsetta, darà indicazioni personalizzate per l'allenamento e la prevenzione dei traumi. E il training diventerà pure 2.0, perché le proprie informazioni saranno scambiate con altri appassionati ovunque nel mondo, per consigli di ogni genere.

Vi state stancando solo all'idea di correre con le scarpe che vi fanno da tutor? Potrete allenarvi in palestra con il materassino messo a punto dai ricercatori del Fraunhofer Institute di Monaco, in Germania: un sistema interattivo che, giurano gli ideatori, servirà a far smuovere dalla poltrona pure i più incalliti sedentari. Anche in questo caso ci sono sensori nel materassino, suddivisi in nove aree individuate da lettere e numeri: «Per crearlo ci siamo ispirati al gioco chiamato "campana" e infatti il materassino si chiama "Hopscotch" (campana in inglese, ndr) - spiega Martina Lucht, fra i responsabili del progetto -. Il materassino è connesso a un monitor attraverso un cavo e sul monitor l'"allenatore virtuale" indica che cosa si deve fare: comporre parole saltando sulle lettere, formare numeri e così via». Qualcosa che ricorda i giochi in cui si danza mettendo i piedi su grossi "pulsanti" colorati in una precisa sequenza, insomma. Il "giocatore" deve completare obiettivi man mano più complessi e i sensori sono la bocca della verità: sentono infatti se su questa sorta di "mattonelle" ci si salta davvero su o se invece ci si sta muovendo troppo lentamente, senza bruciare calorie, e in tal caso il monitor richiama all'ordine. «Chi usa il materassino infatti indossa alla cintura un altro piccolo sensore, chiamato ActiSENS, che misura l'attività fisica registrando i movimenti della persona e la loro intensità: non conta solo portare a termine l'obiettivo ma anche come lo si fa, quanto "impegno" fisico ci si mette - specifica Lucht -. Il risultato appare sullo schermo e in questi modo il sistema sprona a muoversi di più e meglio, in maniera divertente. Le possibili applicazioni sono tante: a scuola Hopscotch potrebbe aiutare a far muovere di più i bambini, che oggi talvolta non sono neppure in grado di camminare correttamente all'indietro o stare su una gamba sola da quanto sono poco abituati al movimento; in strutture riabilitative il materassino tecnologico potrebbe motivare i pazienti a muoversi, usandolo in parallelo alla terapia fisica standard». I sedentari cronici sono avvertiti: con materassini high-tech e scarpe-tutor sarà difficile sottrarsi alle fatiche dello sport. Anche se resta un dubbio: forse ci divertiremmo di più senza tutti questi aggeggi tecnologici, se riscoprissimo da soli il piacere dell'attività fisica. Fin da piccoli, magari giocando per davvero a campana, per strada o in cortile come si faceva fino a qualche anno fa.

FONTE: Elena Meli (corriere.it)

Nessun commento: