domenica 9 dicembre 2012

Un test del respiro per diagnosticare il cancro


Un nuovo semplice test del respiro ideato da ricercatori italiani può rivelare la presenza del tumore del colon-retto, dimostrandosi un valido ausilio a una manovra tempestiva per il controllo e la cura dei tumori gastrointestinali

Diagnosticare per tempo un cancro spesso può fare la differenza nelle possibilità di trattamento e cura. Il disporre si nuovi, semplici ed efficaci test dev’essere pertanto accolto come un grande vantaggio sia per i medici che per i pazienti.
In quest’ottica si colloca un nuovo test del respiro ideato da ricercatori italiani che ha dimostrato, per la prima volta, di essere in grado di diagnosticare il tumore del colon-retto – ancora oggi, uno dei più diffusi.

A riportare la notizia di questa scoperta è la rivista scientifica British Journal of Surgery (BJS), su cui sono stati pubblicati i risultati ottenuti dai ricercatori dell’Università Aldo Moro di Bari, guidati dal dottor Donato F. Altomare del Dipartimento di Emergenza e Trapianti d’organo. Lo studio fa parte di un supplemento speciale della rivista dal titolo “Improving Outcomes in Gastrointestinal Cancer”.

Secondo i ricercatori, il tessuto interessato dal cancro possiede un metabolismo differente rispetto a quello con cellule sane. Questo processo genera alcune sostanze particolari che possono essere rilevate proprio nel respiro delle persone affette dal cancro.
I pionieri italiani hanno così trovato il modo di analizzare questi composti organici volatili (COV) presenti nel fiato, promuovendo un nuovo modo di eseguire lo screening dei tumori.

Per questo studio, gli scienziati hanno coinvolto 37 pazienti affetti da cancro del colon-retto e 41 soggetti sani, che facevano parte del gruppo di controllo. A tutti sarebbero stati analizzati i COV nel respiro per misurare la presenza del tumore.
Allo scopo di identificare il modello di COV e differenziarlo per i due gruppi, è stata utilizzata una Rete Neurale Probabilistica (PNN).
I risultati delle analisi hanno permesso ai ricercatori di scoprire che i due gruppi di partecipanti presentavano altrettanti diversi modelli selettivi di COV. Le differenze sono state rilevate e misurate in base all’osservazione di 15 dei 58 composti volatili specifici presenti nel respiro dei volontari.

Grazie alla PNN si è potuto distinguere i pazienti con cancro colorettale con una precisione che andava oltre il 75%.
«La tecnica di campionamento dell’aria espirata è molto semplice e non invasiva, anche se il metodo è ancora in fase iniziale di sviluppo – spiega Altomare nella nota Wiley – I risultati del nostro studio forniscono un ulteriore sostegno per il valore del test del respiro come strumento di screening».
[lm&sdp]

FONTE: lastampa.it

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