lunedì 11 febbraio 2013

Scoperto un materiale “intelligente” per rilascio controllato dei farmaci



Si presta ad applicazioni sottocutanee e ad alcuni interventi chirurgici

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze e del Cnr ha scoperto un nuovo materiale “intelligente”, potenzialmente capace di rilasciare un farmaco in una superficie di pochi nanometri, nella misura e nella concentrazione desiderata e nei tempi prestabiliti.

Il materiale funziona come una sorta di spugna, grande pochi nanometri (nano-spugna), in grado di essere caricata di sostanze farmacologicamente attive. Al suo interno vengono disperse nano-particelle d’oro che, sollecitate da impulsi di luce ad opera di un laser, aumentano localmente la temperatura provocando il rilascio controllato della molecola farmaco.

La ricerca è stata oggetto di un articolo (“Light-responsive nanocomposite sponges for on demand chemical release with high spatial and dosage control”) della rivista Journal of Materials Chemistry B, in uscita il prossimo 28 febbraio, che dedicherà allo studio anche la copertina.

L’equipe di ricerca è guidata da Luigi Dei, Direttore del Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” dell’Università di Firenze, e da Paolo Matteini e Roberto Pini, dell’Istituto di Fisica Applicata ”Nello Carrara” del Cnr (Ifac-Cnr). «La ricerca ha richiesto un approccio multidisciplinare e un anno e mezzo di lavoro - spiegano i coordinatori - cercavamo un materiale che avesse alcune specifiche proprietà chimico fisiche e simulasse l’azione della spugna. Oggi abbiamo individuato un biopolimero poroso capace di inglobare nano-particelle d’oro in grado di catturare la luce laser. Una volta intriso del principio attivo, il biopolimero poroso riesce poi a spremerlo fuori nel punto, nei tempi e nella quantità programmati, grazie agli incrementi di temperatura originati dagli impulsi di luce. Ora che abbiamo trovato il materiale ci concentreremo sulle prove in vivo - proseguono i ricercatori - poi tutto dovrà essere miniaturizzato e ingegnerizzato fino ad arrivare al prototipo».

La ricerca si presta ad applicazioni sottocutanee, ma anche per interventi chirurgici o azioni che possano richiedere un’azione immediata e spazialmente controllata.

FONTE: lastampa.it



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