giovedì 11 aprile 2013

Dentisti, è Bologna la città più cara a Napoli si risparmia fino al 20%


Inchiesta di Altroconsumo su sei città e sette prestazioni base. Con la crisi, le famiglie hanno tagliato le visite di controllo, rischiando di andare a pagare di più alla fine. Ecco i dati e i prezzi medi. Il consiglio: chiedere preventivi a diversi studi

MAL DI DENTI? Per curarsi spendendo poco converrebbe andare a Napoli, dove si paga un bel venti per cento in meno di media rispetto a Bologna e Milano. A fare una mappa di prestazioni e costi nell'Italia della crisi, dove cura e prevenzione dentistica sono una delle prime spese che saltano per arrivare a fine mese, è Altroconsumo. L'associazione in difesa dei consumatori ha battuto a tappeto 145 studi in sei citta: Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Bari, coinvolgendo sia quelli tradizionali che le cliniche universitarie e le catene in franchising, i cosidetti dentisti low cost.

Crisi, un italiano su rinuncia a visite. Considerano che a causa della crisi ormai solo un italiano su due va dal dentista una volta l'anno (nel 2011 era il 38% la percentuale di quelli che limitavano le visite per ragioni economiche), Altroconsumo è andata a caccia di buoni prezzi e di qualità. Per farlo ha verificato il costo al pubblico di un pacchetto di 7 prestazioni odontoiatriche frequenti (prima visita, pulizia dei denti, otturazione, devitalizzazione, corona, ponte e impianto). E qui sono arrivate le sorprese, regionali, e il consiglio fondamentale di chiedere preventivi, anche perché nella maggior parte dei casi i dentisti non si fanno pagare la prima visita.

Prezzi bassi a Napoli, a Roma 8% in più. Ma vediamo i risultati. I prezzi cambiano da città a città e a seconda della prestazione, ma per i 7 interventi complessivi non si va sotto i 2.082 euro. Così se i dentisti di Napoli si fanno pagare meno, per una pulizia dei denti anche nella stessa città i prezzi sono molto variabili. C'è chi se la fa pagare 50 euro e chi chiede il triplo, una seduta di igiene orale costa di più a Milano e Bologna (in media 95 euro), meno a Napoli (75 euro in media). Il 46% dei dentisti intervistati per devitalizzare un dente chiede un compenso tra 250 e 350 euro. Per un ponte a tre elementi, in media nelle sei città dell'inchiesta 1.767 euro, mentre Bologna e Milano sono le più care con circa 2.350 euro.

Bologna maglia nera. Nel dettaglio ecco i costi delle prestazioni rilevati dall'associazione che tutela i consumatori. Per la prima visita: il 61,4% non la fa pagare, tra coloro che la fanno pagare il prezzo medio è 71€. Sulla pulizia dei denti: in media costa 86€, il prezzo va da 50€ a 150€. In quasi tutte le città c'è almeno uno studio che offre la prestazione a 50€: Bologna più cara con 70€. Otturazione molare: i prezzi variano in modo ampio - in media si pagano 124€; si va dai 70€ di Milano fino ai 270€ della città più cara, ancora Bologna. Devitalizzazione molare: qui si va addirittura da 150€ fino a 650€ Bologna e a Torino le più care anche se in quasi tutte le città c'è almeno un dentista che eroga la prestazione a 150€. Il prezzo di una corona in lega nobile e ceramica varia da 400€ a 1200€ con un prezzo medio pari a 708€. A Bologna in media si spendono 200€ in più che a Napoli.

Studi tradizionali o franchising? Dall'analisi di Altroconsumo emerge che le catene sono molto competitive per le prestazioni di base: come pulizia dei denti o otturazione mentre per le operazioni più difficili e complesse invece si allineano ai prezzi degli studi tradizionali. Così nelle catene per la pulizia dei denti: 42 euro di media contro gli 86 degli studi privati, l'otturazione in media 87 euro, mentre gli studi privati 124; la devitalizzazione 185 euro rispetto ai 277 degli studi odontoiatrici.

Ma oltre a chiedere preventivi e magari spostarsi di città a caccia di sconti, quello che consigliano gli esperti alla fine del lungo viaggio per l'Italia tra un molare e una corona è che appena i conti e il bilancio familiare lo permettono, è bene continuare a fare visite di controllo: così si evitano in futuro spese ben più ingenti, interventi ben più complessi ed invasivi.

FONTE: Caterina Pasolini (repubblica.it)

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