martedì 23 luglio 2013

Cellule staminali: sempre più successi grazie al trapianto autologo



Grazie alla conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, che possono essere prelevate al momento del parto, sempre più bambini colpiti da patologie di diversa natura vengono sottoposti a terapie sperimentali che prevedono l’utilizzo delle loro stesse cellule. Il trapianto autologo delle staminali cordonali ha infatti buoni risultati nel trattamento di molte malattie, come l’anemia falciforme, patologia del sangue che costringe i pazienti a frequenti trasfusioni. Un ragazzino californiano colpito da questa malattia è stato sottoposto al trapianto autologo e i miglioramenti si sono visti già poco tempo dopo l’operazione: il giovane paziente ha ripreso a produrre cellule del sangue e le infusioni sono sempre meno frequenti.

 
Risultati positivi grazie all’utilizzo delle cellule cordonali sono stati raggiunti dagli esperti anche in pazienti colpiti da danni cerebrali, come quelli riportati da una bambina della Louisiana a seguito di una caduta rovinosa in piscina. Dopo l’incidente la piccola non era più in grado di comunicare verbalmente né di muoversi. Dopo il trapianto autologo delle staminali del cordone, effettuato da un gruppo di ricercatori americani, medici e genitori hanno parlato di notevoli miglioramenti nello stato della giovane paziente, che ha mostrato una ripresa delle capacità cerebrali.

Altro esempio dell’utilità delle cellule staminali del cordone è quello di Madeline, una bimba affetta dalla nascita da perdita dell’udito neuro sensoriale. La madre, che in gravidanza era stata messa al corrente del rischio che correva la figlia a causa della presenza di un virus, aveva saggiamente deciso di conservare le staminali al momento del parto. Le preziose cellule si sono infatti rivelate un’importante arma per combattere la malattia che ha colpito la piccola Madeline, che dopo il trapianto di staminali cordonali ha manifestato grandi progressi. I medici che hanno in cura la bambina si sono detti ottimisti riguardo a una possibilità che la giovanissima paziente possa tornare a sentire. Le storie di questi bambini danno coraggio a tutti coloro che si trovano a combattere contro la malattia e danno una speranza negli sviluppi della ricerca e nei nuovi studi.


 
FONTE: Ufficio Stampa Sorgente

                Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

Nessun commento: