venerdì 16 agosto 2013

In arrivo dai laboratori i nuovi supermateriali


Il liquido che non cristallizza mai - con lo «zampino» di scienziati italiani, e la polvere più assorbente

Oltre la natura. Dai laboratori scientifici stanno uscendo nuovi tecnomateriali che superano in qualità e prestazioni quelli che si rinvengono in natura. Gli ultimi arrivati sono il liquido che non cristallizza mai e il materiale più assorbente del mondo. Il primo, inoltre, vede lo «zampino» di ricercatori italiani dell'Università La Sapienza di Roma.
IL LIQUIDO CHE NON CRISTALLIZZA - Appartiene al mondo della materia soffice - composto da sostanze come i gel, i colloidi, le schiume o le creme che sono troppo dense per essere liquide e troppo morbide per essere solide - e servirà a realizzare materiali innovativi con proprietà elettriche, meccaniche e ottiche controllabili. Si tratta di un nuovo colloide che non cristallizza mai, realizzato da Frank Smallenburg e Francesco Sciortino del dipartimento di fisica di Sapienza, che hanno annunciato la scoperta su Nature Physics. I colloidi sono soluzioni di particelle, della dimensione da 10-20 nanometri fino al micron, disperse in un liquido o in un gas. I ricercatori della Sapienza sono arrivati a generare liquidi che rimangono tali a tutte le temperature, più stabili dei solidi. Serviranno a produrre gel e vetri di ultima generazione destinati ad avere applicazioni in numerosi campi: da quello medico (gel per lenti a contatto o biocompatibili per la ricostruzione di cartilagini ossee), a quello agricolo (gel repellente degli insetti o come sostituto della terra per piante in vaso) a quello ambientale (vetri molecolari con particolari proprietà isolanti). «Le molecole colloidali saranno fondamentali nella realizzazione di materiali in grado di influenzare le tecnologie future in modi che ancora non riusciamo a immaginare e probabilmente il loro uso rivoluzionerà la nostra vita come circa un secolo fa fece la plastica», ha spiegato Sciortino.
PER CASO - Invece la scoperta del materiale più assorbente è avvenuta per caso da parte di ricercatori dell'Università di Uppsala, in Svezia: per errore hanno lasciato acceso un reattore durante tutto il fine settimana. Quando sono tornati in laboratorio il lunedì mattina hanno trovato l'upsalite. Si tratta di un carbonato di magnesio (MgCO3) che ha la caratteristica di essere il migliore assorbente esistente di acqua. Un solo grammo di upsalite, una polvere bianca, possiede una straordinaria porosità, pari a una superficie di 800 metri quadri, grazie a un reticolo di micropori interni al materiale stesso. «Le possibili applicazioni sono in ambito industriale», ha spiegato Maria Stromme, professoressa di nanotecnologie a Uppsala. In particolare può essere interessante come assorbitore di sostanze tossiche. L'unico problema è che, al momento, i costi di produzione sono altissimi e non competitivi.
BICOCCA - Comunque l'upsalite è ben lontana dalle proprietà del nanomateriale scoperto lo scorso anno all'Università di Milano-Bicocca. Un grammo di H2-Ecomat, ricavato dalla soia dal gruppo di ricerca del professor Piero Sozzani, docente di chimica industriale al dipartimento di scienza dei materiali, ha una superficie interna di ben 5 mila metri quadri, ed è in grado di assorbire elevate quantità di gas, in particolare idrogeno, metano e anidride carbonica. E a produrlo costa anche molto meno.
FONTE:  corriere.it

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