domenica 27 ottobre 2013

Da un antiossidante sintetico l’arma contro l’aviaria


Un additivo alimentare usato come conservante potrebbe essere in grado di bloccare il ceppo mortale dell’influenza aviaria, arrestando il rischio di pandemia

Si chiama terz-butil idrochinone, ed è un additivo largamente usato in ambito alimentare in qualità di antiossidante e conservante. Viene utilizzato per evitare l’irrancidimento di alcuni oli vegetali e, oggi, pare essere un’importante speranza nella lotta contro l’influenza aviaria.

E’ quanto suggeriscono i ricercatori del Chicago College of Medicine dell’Università dell’Illinois, i quali hanno pubblicato di recente i risultati del loro studio sulla rivista PLoS One. Qui si spiega come il composto, una volta legato a una parte del virus influenzale, possa permettere la remissione della malattia.
«La recente epidemia di H7N9, avvenuta in Cina lo scorso marzo, ha registrato un tasso di mortalità di oltre il 20 per cento», spiega Michael Caffrey, professore associato di biochimica e genetica molecolare presso l’Università dell’Illinois (UIC).

Il virus, purtroppo, sembra essere particolarmente insensibile alla maggior parte delle cure attualmente conosciute. Di conseguenza, «la necessità di sviluppare nuove terapie antivirali oggi è fondamentale», aggiunge Caffrey.

I virus influenzali entrano nelle cellule grazie a una “chiave” che permette loro di aprire i recettori della superficie cellulare, tale chiave si presenta sotto forma di una proteina chiamata emoagglutinina. Solo riuscendo a disattivare l’emoagglutinina può essere impedito al virus di infettare le cellule.
I ricercatori dell’UIC, coordinati da Caffrey, hanno scoperto che grazie a un additivo alimentare chiamato terz-butil idrochinone (TBHQ ) l’infezione cellulare può essere bloccata. Il terz-butil idrochinone, infatti, «fissa al “tallone di Achille” del virus, una porzione ad anello a forma di emoagglutinina necessaria per il legame con le cellule, rendendo impossibile l’infezione delle cellule».

Questa sarebbe un’importante svolta nella creazione dei farmaci, visto e considerato che quelli attuali sono (quasi) completamente inefficaci.
«Eventuali farmaci che si concentrano sul ciclo dell’emoagglutinina sarebbero totalmente nuovi per i virus influenzali, e quindi la resistenza, qualora venga sviluppata, sarebbe ancora molto lontana», scrivono gli autori.
L’Università stava effettuando diverse ricerche sui molteplici tipi di virus, quando si è verificata l’epidemia di Aviaria. È stata questa che ha permesso ulteriori studi in questa direzione.
«Il Terz-butil idrochinone è conosciuto per aver bloccato gli effetti di virus H3. Così, quando si è verificato il focolaio H7N9, abbiamo pensato di vedere se avesse qualche effetto anche su questo virus», spiegano i ricercatori.
Il gruppo di Caffrey ha svolto gli studi anche su virus meno pericolosi per valutarne gli effetti in tutta sicurezza. Per esempio, hanno testato l’additivo alimentare su virus dell’apparato respiratorio riuscendo a impedire l’infezione su cellule polmonari create in laboratorio.
A questo punto, il passo successivo, sarà quello di sviluppare un metodo per prevenire l’infezione, oltre che curarla. A tal proposito, i ricercatori avrebbero intenzione di testare il Terz-butil idrochinone con il mangime del pollame per evitare la trasmissione all’origine.
E’ bene comunque specificare che l’additivo alimentare sembra essere sicuro usato tal quale, ma non si hanno ancora sufficienti dati per giudicarlo tale anche in dosi elevate.

FONTE: lastampa.it

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