lunedì 21 ottobre 2013

Dieta Dash: con poco sale e proteine e molta frutta e verdura si riducono i rischi cardiovascolari


Che un'alimentazione sana aiuti a tenere sotto controllo la pressione non è un mistero. Ma una nuova conferma arriva da una ricerca americana. Una dieta a basso contenuto di sodio non solo tiene a bada la pressione ma riduce il rischio cardiovascolare, primo fra tutti quello di insufficienza cardiaca. Ma attenzione, non basta stare attenti al sale: occorre mettere in tavola frutta e verdura, proteine in quantità moderata, pochi grassi.
Lo studio dell'Università del Michigan ha mostrato che la dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension) a basso contenuto di sodio migliora la funzione cardiaca e abbassa la pressione sanguigna. La dieta può infatti ridurre drasticamente l'ipertensione e migliorare la funzionalità cardiaca nei pazienti che hanno un comune tipo di insufficienza cardiaca, secondo lo studio presentato durante il meeting della Heart Failure Society of America di Orlando, Florida.
Dopo un periodo di 21 giorni con dieta Dash, i pazienti hanno registrato un calo della pressione arteriosa simile a quello che si ha assumendo farmaci anti-ipertensione. In particolare, ottimi risultati sono stati riportati nei casi di "insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata", detta anche diastolica, che si verifica quando il cuore diventa rigido e non pompa abbastanza sangue. I pasti inclusi nella dieta Dash hanno alto contenuto di potassio, magnesio, calcio e antiossidanti.
Già in passato una ricerca pubblicata sugli Archives of Internal Medicine aveva rilevato i benefici di questo tipo di alimentazione. I ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston avevano analizzato i dati di oltre 36 mila donne fra 48 e 83 anni. Attraverso l'uso di questionari hanno indagato gli stili di vita del campione. Alla fine si è scoperto che le donne con un'alimentazione il più possibile simile alla dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) avevano quasi il 40 per cento di rischio in meno di andare incontro a scompenso cardiaco rispetto a quelle che più si discostavano da questo tipodi alimentazione, ideata per essere un regime "abbassa-pressione"".
FONTE: Adele sarno (huffingtonpost.it)

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