giovedì 14 novembre 2013

La pizza? Non va demonizzata

Per chi invece è a dieta la pizza rappresenta lo «strappo» concesso non più di una volta alla settimana dai nutrizionisti

Storicamente era un alimento “povero”, composto soltanto da pochi ingredienti: farina, passata di pomodoro e mozzarella. Nel tempo, invece, le ricette più complesse e un aumento della facilità di consumo hanno portato molti ad associarla al junk food. Ma la pizza, nonostante il suo corposo carico di chilocalorie, rimane un alimento sano e da non demonizzare.

PASTO PER TUTTI? - Chi ama la pizza e pratica un’attività fisica costante fa bene a non porsi troppi scrupoli. Il problema, invece, emerge quando si è a dieta. Per i nutrizionisti che redigono schemi alimentari controllati, la pizza rappresenta lo “strappo” concesso non più di una volta alla settimana. «Una margherita garantisce un apporto energetico, di poco superiore a quello di un piatto di pasta condito, di norma compreso tra 600 e 700 chilocalorie - spiega Andrea Ghiselli, medico nutrizionista e dirigente di ricerca del Cra-Nut, Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione -. Chi ha un fabbisogno di 2.200-2.300 chilocalorie al giorno può mangiare anche una margherita al giorno, mentre chi segue un regime dietetico ipocalorico da 1.400 chilocalorie deve sicuramente consumarla con minor frequenza. Ma non è possibile dare un’indicazione valida su larga scala».

I NUTRIENTI - Carboidrati, innanzitutto: per una quota prossima al 70%. Poi grassi (20%) e proteine (10%). Pur con la dovuta variabilità, una pizza margherita è sbilanciata in favore degli zuccheri complessi. Non per questo, però, va demonizzata. «Ciò che conta è il bilancio giornaliero, non quello di un singolo pasto - prosegue Ghiselli -. L’importante, quando si opta per una buona pizza, è rinunciare al pane e bilanciare gli altri nutrienti nei pasti successivi». Una margherita, che in peso può oscillare tra 300 e 600 grammi, apporta quote non trascurabili di sale: 1,5 grammi, pari al 25% del fabbisogno giornaliero raccomandato. E poi: modeste quantità di vitamina A, vitamina C, ferro e calcio, grazie al pomodoro e al formaggio utilizzato.

LA PIZZA EQUILIBRATA - Il frequente accostamento della pizza al “cibo spazzatura” ha portato un gruppo di nutrizionisti dell’università di Glasgow a renderla più equilibrata senza alterarne il sapore. In uno studio apparso su Public Health Nutrition, i ricercatori hanno analizzato le proprietà nutrizionali di 25 pizze margherita surgelate. Estremamente variabili i dati riscontrati, con apporti calorici compresi tra 250 e 600 chilocalorie. Così, in collaborazione con la start-up Eatbalanced.com, gli studiosi hanno provveduto alla formulazione di una pietanza più equilibrata: con meno sale, più farina integrale, un maggior apporto di micronutrienti (vitamina A, B12, C, ferro e iodio) e fibre e un miglior equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi. È così venuta fuori la margherita ideale, in grado di apportare meno di 600 chilocalorie e con una più equa ripartizione dei nutrienti. Quanto al gusto, nessun problema: un gruppo di assaggiatori, composto da adulti e bambini, ha dato l’ok all’esperimento e si è dichiarato disponibile a spendere qualche centesimo in più per mangiare una margherita più “sana”. «Molte pizze commerciali, per migliorare la conservazione del prodotto, hanno una quota eccessiva di sale e grassi - affermano gli autori della pubblicazione -. Questo studio dimostra come, con qualche accortezza in più, sia possibile mangiare in maniera corretta anche quando si consuma un alimento già pronto».

FONTE: corriere.it

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