martedì 3 dicembre 2013

Una schiuma può impedire la rottura di un aneurisma


Scienziati statunitensi sviluppano una schiuma polimerica a memoria di forma che potrebbe aiutare a curare gli aneurismi, stabilizzandoli ed evitando così la rottura: un evento che in molti casi è causa di morte

Una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Biomedical Materials Research apre le porte a una cura degli aneurismi, una condizione silente che può tuttavia esordire all’improvviso ed essere causa di invalidità o morte.

L’aneurisma è una malformazione che interessa i vasi sanguigni, in particolare le arterie. Si presenta come una dilatazione, o rigonfiamento, che dilata le pareti della vena rendendole più fragili e a rischio rottura. I più comuni aneurismi, ma anche i più pericolosi, sono quelli dell’aorta addominale e cerebrali che possono rispettivamente essere causa di morte rapida per emorragia interna e ictus. Da tutto questo si comprende come una cura o comunque un rimedio che possa stabilizzare l’aneurisma, impedendone la rottura, sia di fondamentale importanza.
Ed è proprio ciò che hanno cercato di fare i ricercatori del Dipartimento di Bioingegneria del National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering con sede in Texas, sviluppando una schiuma a base di poliuretano chiamata “SMP” (Shape Memory Polymer), che sarebbe una sorta di memory foam, o a memoria di forma.


Lo studio, condotto dal prof. Duncan Maitland e colleghi, si è avvalso di modelli animali suini, per via della somiglianza degli organi interni con quelli umani, al fine di valutare la biocompatibilità della SMP in un aneurisma. La schiuma è stata impiantata chirurgicamente negli aneurismi dei modelli, ed è risultata minimamente invasiva, riempiendo la dilatazione e stabilizzandosi in breve tempo.

I risultati dello studio hanno mostrato che già dopo 30 giorni dall’impianto della SMP si era ottenuta una guarigione parziale dell’aneurisma. Guarigione che è divenuta quasi completa dopo 90 giorni. La risposta infiammatoria è risultata minima e la guarigione è stata del tutto naturale, cosa che dimostra una sostanziale differenza con i metodi utilizzati fino a oggi. A differenza di altri materiali, questa schiuma contiene piccoli compartimenti che provocano lo sviluppo di una matrice di coaguli di sangue, i quali stabilizzano ulteriormente la struttura e promuovono la crescita di nuove cellule tra l’SMP e la parete del vaso sanguigno danneggiato.
Una scoperta importante che si spera possa presto essere applicata sugli esseri umani.

FONTE: lastampa.it

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