mercoledì 31 luglio 2013

Aria condizionata: al fresco senza rischi



Con l'innalzamento delle temperature si cerca a tutti i costi di rinfrescare gli ambienti con ventilatori e aria condizionata. Spesso, questa rincorsa disperata al fresco, induce a commettere quale piccolo errore da non sottovalutare.

L’utilizzo dei climatizzatori, non è una cattiva abitudine, ma bisogna fare molta attenzione al loro utilizzo per evitare che influiscano negativamente sulla nostra salute, specie in quella dei più piccoli. L'uso inadeguato di impianti di aria condizionata negli ambienti chiusi può favorire l'insorgenza di malattie da raffreddamento come mal di gola, tosse e rinite.

Prima di tutto, bisogna saper regolare gli impianti di casa e dell’auto ed evitare temperature polari. Per aiutare nel calcolo della temperatura da inserire all’interno delle vostre case, l’Associazione italiana condizionamento dell’aria, riscaldamento e refrigerazione (Aicarr) suggerisce una regola infallibile: dividere la temperatura esterna per due e aggiungere dieci. Il termostato, dunque, deve essere regolato con 3-4 gradi in meno rispetto alla temperatura esterna,

Seconda regola, ma non meno importante, è quella di deumidificare l’ambiente anziché condizionarlo, per avere la stanza non solo rinfrescata ma anche più salubre. Inoltre, bisognerebbe provvedere alla pulizia regolare o al cambio dei filtri degli apparecchi di condizionamento, onde evitare l’accumulo di microrganismi e insetti nocivi alla salute.


FONTE: ilmessaggero.it

venerdì 26 luglio 2013

Avocado, noci, banane: l'abbronzatura nel piatto




Per una pelle abbronzata e protetta le creme solari sono fondamentali. Ma c'è un aspetto che contribuisce ad avere una tintarella omogenea, il corpo idratato e capelli e unghie più forti per resistere ai raggi del sole: l'alimentazione. Per un colorito invidiabile e allo stesso tempo una pelle protetta, è importante portare a tavola un mix di verdura, cereali integrali, semi e frutta secca e fresca. Andiamo per ordine: la frutta e la verdura migliori per il sole sono di colore arancio e rosso come le fragole, ricche di vitamina C dall'azione antiossidante, e i pomodori, che contrastano i radicali liberi con il licopene. Ottimi i mirtilli per proteggere i capillari, l'avocado, che previene la comparsa di macchie cutanee, e le mandorle, che migliorano la compattezza della pelle.

Il corpo va idratato con la giusta quantità di liquidi, soprattutto quando rischia la disidratazione a causa dell'esposizione solare: il minimo di acqua da bere ogni giorno è un litro e mezzo, poi ci sono i cibi giusti. Lo yogurt probiotico contiene l'80% di liquidi, le albicocche e il mango con il betacarotene sostengono la rigenerazione dell'epidermide, le noci e il salmone, ricchi di omega 3, riducono le perdite d'acqua e rafforzano la membrana cellulare. Per capelli resistenti e brillanti sono fondamentali vitamine e calcio, di cui si può fare il pieno grazie alla bresaola (vitamina B5), al parmigiano (calcio), alle banane (B6), ai gamberetti e al mais (B3). Anche per le unghie, soggette a indebolimento a causa del sole e dell'uso degli smalti, sono importanti sali minerali e vitamine: con pane e riso integrali si reintegrano le vitamine del gruppo B, il tuorlo dell'uovo contiene la H, la rucola e il latte sono un'abbondante fonte di calcio.

FONTE: ilmessaggero.it

giovedì 25 luglio 2013

Ecco il cerotto che ci rende invisibili alle zanzare


Scienziati creano un adesivo che previene le punture di zanzara rendendo “invisibile” chi lo indossa o lo attacca semplicemente a vestiti o borse. Un passo avanti nella difesa dai fastidiosi insetti, compagni ormai di praticamente tutte le stagioni

Rendersi invisibili agli occhi – o meglio, al “naso” – delle zanzare per sfuggire alle loro punture: questa sarebbe davvero una bella soluzione per evitare di riempirsi di quelle fastidiose bolle, ora brucianti ora pruriginose, che compaiono dopo che siamo stati attaccati.

Se questo è il desiderio, forse la soluzione c’è davvero. E l’avrebbero trovata gli scienziati del Olfactor Laboratories in collaborazione con l’Università della California a Riverside, i quali avrebbero ideato e creato un prodotto repellente che, finalmente, non dovremo spalmarci sulla pelle. Si tratterebbe di un adesivo che si può attaccare sui vestiti o sulle borse e che tiene lontane le zanzare bloccando la capacità di queste di intercettare l’essere umano attraverso l’anidride carbonica emessa dal corpo.

Il cerotto adesivo è stato denominato “Kite Patch”, e fa parte di un progetto finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation e il National Institutes of Health. Secondo i creatori del Kite Patch questo prodotto è innovativo perché permette di ottenere ottimi risultati senza l’uso di sostanze tossiche che possono essere inalate o assorbite dalla pelle. Secondo le promesse dovrebbe essere durevole e di facile utilizzo: i materiali con cui è prodotto sono sia leggeri che flessibili per potersi adattare alle varie superfici d’attacco.

L’adesivo antizanzare si pone così come alternativa ai prodotti chimici e per tutti coloro che non vogliono utilizzarli per diversi motivi, tra cui anche la possibilità di allergie o intolleranze.

E ora speriamo davvero che le zanzare non ci trovino più.

FONTE: lastampa.it





mercoledì 24 luglio 2013

Ecco il bisturi intelligente che fiuta i tumori



Progettato da un ricercatore ungherese evita ai chirurghi di lasciare tessuti malati sul malato

Ci mette appena tre secondi a riconoscere le cellule tumorali e a comunicarlo al chirurgo. E lo fa con un'accuratezza del 100%. È stato battezzato «iKnife», il «l'elettrobisturi intelligente». Lavora più o meno come fanno i segugi e scova il tumore del tessuto «cattivo» che via via polverizza con il calore. Un aiuto non da poco per i chirurgi perché la rimozione chirurgica di un tumore è un processo molto delicato e il rischio che parte del tessuto malato non venga asportato e possa quindi provocare una nuova diffusione è reale. Lo strumento, dotato di uno spettometro di massa, è stato ideato da un chimico ungherese, Zoltan Takats dell'Imperial College di Londra.

LA SPERIMENTAZIONE - L'annuncio è stato pubblicato qualche giorno fa sulla rivista Science Translational Medicine. Le prime sperimentazioni su 91 pazienti hanno dato esito positivo e partiranno adesso altri test che coinvolgeranno pazienti in tre ospedali londinesi, il St Mary, l'Hammersmith e il Charing Cross. Il bisturi intelligente è capace di riconoscere se si tratta di tessuto benigno o no, eliminando in molti casi il passaggio della biopsia per l'analisi dei tessuti, perdendo così ulteriore tempo nella diagnosi e nella cura.

FONTE: corriere.it





martedì 23 luglio 2013

Cellule staminali: sempre più successi grazie al trapianto autologo



Grazie alla conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, che possono essere prelevate al momento del parto, sempre più bambini colpiti da patologie di diversa natura vengono sottoposti a terapie sperimentali che prevedono l’utilizzo delle loro stesse cellule. Il trapianto autologo delle staminali cordonali ha infatti buoni risultati nel trattamento di molte malattie, come l’anemia falciforme, patologia del sangue che costringe i pazienti a frequenti trasfusioni. Un ragazzino californiano colpito da questa malattia è stato sottoposto al trapianto autologo e i miglioramenti si sono visti già poco tempo dopo l’operazione: il giovane paziente ha ripreso a produrre cellule del sangue e le infusioni sono sempre meno frequenti.

 
Risultati positivi grazie all’utilizzo delle cellule cordonali sono stati raggiunti dagli esperti anche in pazienti colpiti da danni cerebrali, come quelli riportati da una bambina della Louisiana a seguito di una caduta rovinosa in piscina. Dopo l’incidente la piccola non era più in grado di comunicare verbalmente né di muoversi. Dopo il trapianto autologo delle staminali del cordone, effettuato da un gruppo di ricercatori americani, medici e genitori hanno parlato di notevoli miglioramenti nello stato della giovane paziente, che ha mostrato una ripresa delle capacità cerebrali.

Altro esempio dell’utilità delle cellule staminali del cordone è quello di Madeline, una bimba affetta dalla nascita da perdita dell’udito neuro sensoriale. La madre, che in gravidanza era stata messa al corrente del rischio che correva la figlia a causa della presenza di un virus, aveva saggiamente deciso di conservare le staminali al momento del parto. Le preziose cellule si sono infatti rivelate un’importante arma per combattere la malattia che ha colpito la piccola Madeline, che dopo il trapianto di staminali cordonali ha manifestato grandi progressi. I medici che hanno in cura la bambina si sono detti ottimisti riguardo a una possibilità che la giovanissima paziente possa tornare a sentire. Le storie di questi bambini danno coraggio a tutti coloro che si trovano a combattere contro la malattia e danno una speranza negli sviluppi della ricerca e nei nuovi studi.


 
FONTE: Ufficio Stampa Sorgente

                Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

venerdì 5 luglio 2013

Farmaci introvabili, sotto accusa



Carenza di medicinali, anche salva-vita, sugli scaffali a causa del commercio, legale, dall'Italia verso i Paesi del Nord

Medicinali introvabili sugli scaffali delle farmacie. E non medicinali qualunque: si va da quello utilizzato per trattare il dolore neuropatico e il disturbo d’ansia generalizzata, ad alcuni antidepressivi, antiepilettici fino a medicinali fondamentali per la cura di malattie degenerative, come il morbo di Parkinson. La loro carenza costringe i farmacisti a penose quanto inutili "cacce al tesoro". E lo stesso vale per i malati, che poi ovviamente riversano la loro (giusta) ira sui professionisti. Un problema ben noto a tutti i livelli della sanità italiana, ma finora rimasto senza soluzioni. La situazione è diventata però insostenibile a tal punto da spingere questa mattina Federfarma Roma a presentare un esposto alla. Procura della Repubblica proprio per denunciare «le gravi carenze sul territorio», se non addirittura «l'irreperibilità per lunghi periodi (più di 20 giorni) di alcuni farmaci», in particolar modo quelli innovativi, ad elevato valore terapeutico, ad alto costo e senza un equivalente alternativo.

LA LETTERA DEL FARMACISTA - Lasciamo spiegare quanto sta accadendo a Paolo Borasi, titolare di una farmacia a Milano, che si è rivolto al Corriere della Sera: «Da un po' di tempo assisto, umiliato come professionista, a questo grave fenomeno: farmaci anche essenziali che sono assenti ("la ditta non consegna") o "contingentati", cioè ne consegnano un pezzo ogni tanto. Così farmaci antitrombotici o antiparkinsoniani, "salvavita" e così via non possono aiutare i pazienti, che affrontano un vero calvario per reperire quanto prescritto. Indagando, salta fuori la verità: i farmaci suddetti, dal momento che all'estero costano molto di più, vengono dalle ditte, dai grossisti o da farmacisti stessi, "accaparrati", ceduti al miglior acquirente. La politica dei prezzi in Italia è sbagliata (una scatola di un cortisonico costa meno di un caffè, per esempio), ma uno scandalo del genere sulla pelle della gente non va passato sotto silenzio. Oltretutto pare che alle grandi catene di farmacie questi farmaci arrivino con una certa regolarità. E allora la capillarità? Le piccole farmacie devono farsi un autodafè?».

ESPORTAZIONE PARALLELA - Il nodo della questione sembra avere un nome preciso dunque: parallel trade, commercio parallelo o, in linguaggio tecnico, arbitraggio. «ll vantaggio per chi opera nel mercato parallelo - spiega il presidente di Federfarma Roma, Franco Caprino - è solamente economico e dettato dalla plusvalenza, visto che l'esportazione avverrà solo per quei farmaci che in Italia hanno un prezzo al pubblico/farmacia inferiore rispetto a quello di altri Paesi». Tanto per fare un esempio, un farmaco molto utilizzato per la malattia del Parkinson, costa alla farmacia in Italia 53,10 euro contro gli oltre 270 della farmacia in Germania. Evidente il tornaconto economico. «Di fronte a tale situazione le aziende produttrici contingentano i farmaci distribuiti, inviandone solo il quantitativo ritenuto sufficiente a soddisfare le richieste di mercato, ma considerata la difficoltà di individuare chi esporta, molti di questi farmaci vengono "distratti" e destinati all’esportazione parallela, causando così gravi carenze sul territorio», specifica Caprino. E «anche i servizi di urgenza attivati dalle aziende, che consentono di consegnare 1 o 2 pezzi a farmacia per richiesta, sono assolutamente insufficienti per coprire il fabbisogno dei cittadini». Un fenomeno «sicuramente allarmante», dunque, come confermato anche dalla stessa Agenzia italiana del farmaco. «Devono essere presi urgenti provvedimenti - conclude Caprino -, il fenomeno non riguarda solo Roma ma tutta Italia e il nostro governo non può permettere che nel nostro Paese vengano a mancare i farmaci necessari per la cura dei cittadini, mettendo a serio rischio la loro salute».

IL RUOLO DI AIFA - Federfarma Roma ha segnalato il problema all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) «che ha risposto confermando l'esistenza del fenomeno e la rarefazione di medicinali importanti – dice il presidente Franco Caprino -. Mercoledì l'associazione ha inviato un fax a numerosissime farmacie per sapere se mancavano i prodotti considerati carenti ricevendo centinaia di risposte, tutte allarmate». Segnalazioni sono arrivate anche da Federfarma Salerno, Federfarma Veneto e Federfarma Napoli che per voce del presidente Michele Di Iorio, che ha chiesto all’Aifa una maggiore attenzione a un tema per ora troppo trascurato, un’informativa più aggiornata sull’elenco dei farmaci carenti e un intervento più incisivo sull’esportazione parallela su tali farmaci. Dal canto suo, l’Aifa replica chiamando in causa il parallel trade: «L’ipotesi - si legge in una lettera dell’Agenzia a Federfarma nazionale - è che nel fenomeno della carenza dei medicinali possa avere un peso determinante l'esportazione parallela, come anche dichiarato da alcune delle ditte interpellate in merito alle criticità segnalate». Difficile dunque mettere in campo contromisure, «perché la normativa comunitaria consente l'esportazione parallela e finora non sono stati individuati accorgimenti tecnici a livello internazionale che possano impedire il fenomeno». In ogni caso, ricorda ancora l’Aifa, tutte le volte in cui «si sono verificate segnalazioni precise di contingentamento o mancanza dì fornitura da parte dei titolari di Aic (Autorizzazione all’immissione in commercio, necessaria per la commercializzazione di un farmaco, ndr), l’Agenzia è sempre intervenuta, anche con diffide formali, per garantire il corretto approvvigionamento». L’Ufficio qualità dei prodotti dell’Aifa in effetti prende in carico e verifica tutte le segnalazioni di carenza, pubblicando sul sito istituzionale web dell’Agenzia, alla pagina dedicata, un "Elenco dei medicinali attualmente carenti" che riporta tutte le carenze accertate e che è tenuto regolarmente».

UNA PROCEDURA LEGALE - Insomma alla base di tutto c’è un paradosso: lo stesso medicinale, grazie alla capacità virtuosa della nostra Agenzia del farmaco, riesce ad essere venduto in Italia a prezzi decisamente più contenuti. La normativa europea sul libero scambio, però, consente la creazione di un "doppio binario" sul quale quei farmaci corrono poi da noi verso il Nord Europa dove sono rivenduti anche al quintuplo. Ma è tutto nella norma? «Assolutamente sì - risponde Fabrizio Gianfrate, docente di Economia sanitaria alla Luiss di Roma e studioso del fenomeno parallel trade -. L’importazione parallela di un medicinale in Europa è una forma di scambio in seno al mercato interno fondata sull’articolo 28 del trattato CE del 1957. Il mercato delle importazioni parallele dei farmaci è stimato rappresentare circa il 7% del mercato farmaceutico europeo, pari a circa 14 miliardi di euro. Non solo. All’interno dell’Unione molti governi incentivano la pratica dell’importazione parallela, perché vedono in essa la prospettiva di una riduzione consistente della spesa farmaceutica». Secondo l’esperto, tuttavia, la causa principale del fenomeno non va ricercata nell’esportazione parallela in sé, quanto piuttosto nell’effetto distorsivo causato dal contingentamento dei farmaci più costosi da parte delle aziende produttrici. «In realtà - aggiunge Gianfrate -, il paradosso è ancora più marcato: si vogliono cioè applicare le leggi del libero mercato a un settore, quello farmaceutico, che è tra i più regolamentati e rigidi in Europa. Un po’ come trovare la quadratura del cerchio».

COME USCIRNE? - Secondo Aifa, il fenomeno delle carenze di farmaci nel circuito distributivo può essere risolto solo con «il coinvolgimento delle istituzioni e di tutti gli operatori coinvolti nella filiera». Nel frattempo, i titolari che dovessero fronteggiare episodi di irreperibilità hanno sempre dalla loro l’articolo 105, comma 4, del d.lgs 219/06, che «obbliga i titolari di Aic a evadere direttamente gli ordinativi alle farmacie richiedenti senza nessuna specifica restrizione». Così l’Agenzia scrive in una lettera di risposta a Federfarma. Da parte sua Federfarma ha avviato da tempo una serie di azioni. «Abbiamo provveduto a sensibilizzare le Regioni perché facessero verifiche sulle Autorizzazioni all’immissione in commercio - racconta Annalisa Racca, presidente di Federfarma -. A giugno, abbiamo costituito con Aifa un tavolo di lavoro allargato a tutta la filiera per cercare di risolvere la questione che non riguarda solo l’Italia ma tutta l’Europa. Infatti l’argomento è stato al centro della riunione del Comitato Ue per i farmaci (GPUE, ndr)». Le soluzioni? «I farmaci dovrebbero avere lo stesso prezzo in tutta Europa - risponde -; occorre un maggiore controllo sulle Aic e attuare quella che chiamiamo "tolleranza zero": in Italia sono i cittadini italiani a dovere avere i farmaci per primi». Federfarma ha anche proposto il doppio prezzo per contrastare le esportazioni parallele. «È una buona idea - commenta Fabrizio Gianfrate -. Penso a un doppio prezzo applicato non direttamente ma sotto forma di pay-back: le aziende farmaceutiche vendono a prezzo pieno sul mercato nazionale e su quello estero, poi sui medicinali acquistati dal Servizio sanitario nazionale praticano uno sconto che corrisponde alla differenza tra prezzo pieno e prezzo d’acquisto concertato con le autorità sanitarie».

FONTE: Ruggiero Corcella (corriere.it)





giovedì 4 luglio 2013

I radar «verdi» che non emettono onde magnetiche


Per funzionare usano i segnali già presenti nell’ambiente

Quando si è iscritto a ingegneria delle telecomunicazioni all’Università di Pisa non aveva in testa un percorso preciso. Poi ha incrociato il professor Fabrizio Berizzi e si è accesa la lampadina. Affascinato dallo studio sui radar passivi, ha chiesto di poter svolgere la tesi con il gruppo del suo Laboratorio radar, ha proseguito con il dottorato, concluso in aprile, e ora ha conquistato un assegno di ricerca.

AVANGUARDIA - Il trentenne Michele Conti non ambisce neppure, come molti ricercatori suoi coetanei, a trovare uno sbocco magari più remunerato all’estero: «Ho avuto la possibilita di girare in Europa per conferenze e seminari e mi sono reso conto che il mio gruppo è assolutamente all’avanguardia in questo campo. In un colpo solo sono riuscito a restare vicino a casa, la mia Livorno, e ad avere grandi gratificazioni professionali».

RADAR PASSIVI - I radar verdi o passivi, messi a punto dai ricercatori dell’Università di Pisa assieme al Laboratorio nazionale radar e sistemi di sorveglianza del Cnit, non emettono onde elettromagnetiche, non inquinano e per funzionare usano i segnali già presenti nell’ambiente. Gli impieghi potenziali sono vari: il progetto Habitat, che si concluderà a fine 2013, ha per esempio l’obiettivo di migliorare i sistemi di controllo del traffico portuale e costiero. «La totale assenza di emissioni radio che caratterizza la famiglia dei radar passivi», ha spiegato il coordinatore scientifico Fabrizio Berizzi, «dà la possibilità di realizzare un sistema integrato per il monitoraggio del territorio estremamente compatibile con l’ambiente. Il principio base, infatti, è quello di riutilizzare le onde radio già presenti per altri scopi e riciclarle al fine di realizzare la funzionalità radar».

SORVEGLIANZA - Questo genere di sistema di sorveglianza è in grado di offrire tutti i vantaggi caratteristici dei radar convenzionali, quindi una capacità costante di monitoraggio, sia di giorno che di notte e indipendentemente dalle condizioni meteo. I segnali tipici da sfruttare sono quelli della televisione digitale terrestre (Dvb-T), della telefonia mobile (3G-Umts) oppure quelli delle trasmissioni televisive satellitari (Dvb-S).

FONTE: Sara Gandolfi (corriere.it)





martedì 2 luglio 2013

Grande caldo, 10 regole del Ministero della Salute



Temperatura oltre i 35 gradi. Afa, tasso di umidità che in certe ore sfiora l'80%. Il Sistema di previsione segnala la possibilità dell'arrivo, nei prossimi giorni, di situazioni meteo che possono avere effetti negativi sulla salute. Soprattutto nei gruppi della popolazione a rischio: anziani soli, malati cronici, neonati e bambini molto piccoli, donne in gravidanza. 
Ecco dieci semplici consigli del Ministero della Salute per proteggersi nei giorni più caldi:

1) Uscire di casa nelle ore meno calde 
Evitare di uscire all'aria aperta nelle ore più calde, cioè dalle 10 alle 18. Se si deve uscire è importante proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole. Inoltre è opportuno proteggere le parti del corpo esposte al sole con creme solari se si ha la pelle delicata.

2) Indossare un abbigliamento adeguato
Sia in casa che all'aperto, è opportuno indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute.

3) Rinfrescare l'ambiente

Utilizzare schermature, tapparelle e persiane chiuse alle finestre esposte al sole. Chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata per consentire il ricambio dell'aria interna con aria esterna.
Se si ha l'aria condizionata, ricordarsi che questo strumento va utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze sulla salute e eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di utilizzare l'aria solo in presenza di elevate temperature ambientali, di mantenere la temperatura tra i 24° e i 26°, evitando grandi sbalzi rispetto all'esterno. E' importante coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno freddo. Infine si raccomanda di evitare l'uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia e di non trascurare la manutenzione dell'impianto e la pulizia regolare dei filtri.

4) Ridurre la temperatura corporea

Fare bagni e docce con acqua tiepida o bagnarsi viso e braccia con acqua fresca, può essere utile anche porre un panno bagnato sulla nuca.

5) Ridurre l'attività fisica
Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all'aperto attività fisica intensa o lavori pesanti.

6) Bere con regolarità
Quando fa molto caldo si perdono liquidi e sali minerali con la sudorazione intensa, per questo motivo occorre bere almeno due litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani ed i bambini sono particolarmente a rischio di disidratazione. Evitare di bere alcolici e limitare l'assunzione di bevande con gas o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e con alto contenuto di acqua (insalata o frutta). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all'aperto per più di due ore.

7) Conservare i farmaci in modo corretto
Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci e conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30 gradi.

8) Adottare precauzioni in macchina
Quando si deve entrare in un'auto parcheggiata al sole è necessario aprire i finestrini e gli sportelli prima di sedersi nella vettura, quindi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificare che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell'abitacolo.

9) Adottare precauzioni particolari
Quando arriva il gran caldo, le persone anziane, con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete etc) e le persone che assumono farmaci, devono osservare alcune precauzioni particolari.

10) Sorvegliare le persone più fragili
Nei periodi prolungati di caldo intenso, prestare attenzione a familiari o vicini di casa molto anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmaci etc. Segnalare ai servizi sociali eventuali situazioni che necessitano di un intervento.

FONTE: ilmessaggero.it

lunedì 1 luglio 2013

Sequestrati 25mila farmaci illegali

Prodotti non controllati e potenzialmente pericolosi per la cura di tumori, disfunzioni sessuali, perdita di peso

Medicinali per la cura delle disfunzioni erettili, antitumorali, ma anche finti prodotti naturali per la perdita di peso o a base di sostanze dopanti: questi i principali tipi di prodotti farmaceutici o parafarmaceutici sequestrati alle frontiere italiane a seguito dei controlli effettuati nell’ultima settimana nell’ambito dell’operazione "Pangea VI". Operazione effettuata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dal Ministero della Salute, dall’Agenzia delle dogane, dai carabinieri del Nas e dall’Istituto Superiore di Sanità. Un lavoro d’équipe degli specialisti di varie autorità e di varie nazioni. "Pangea" è, infatti, internazionale. Coordinata da Interpol e Organizzazione mondiale delle dogane (Wco), ha coinvolto oltre 100 Paesi e ha portato al sequestro di circa 9 milioni di unità di prodotti illegali e potenzialmente nocivi. Il risultato per l’Italia: sequestrate 25mila unità di prodotti farmaceutici diversi, come fiale, compresse e creme. Con altrettante diverse indicazioni, dalla perdita di peso alle performance sessuali o sportive, ma tutte accomunate dalla totale assenza di sicurezza.
CAMPIONI - Prodotti che "viaggiano" in pacchetti postali di piccole dimensioni, che spesso dichiarano tutt’altro contenuto, o nei bagagli di passeggeri provenienti soprattutto da Paesi extra europei. In ogni caso è difficile risalire con esattezza a chi li ha realmente fabbricati e, soprattutto, con quali ingredienti, quali processi produttivi, quali garanzie dal punto di vista della conservazione. In alcuni casi i pacchetti postali anonimi arrivano da acquisti online, sul web. Da mercanti "virtuali" di integratori e farmaci. Nel corso dei controlli sono stati prelevati numerosi campioni sospetti: saranno oggetto di accertamenti nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità per sapere che cosa contengano e in quali proporzioni. Negli Stati Uniti, di recente, l’autorità americana dei farmaci (Fda) ha scoperto sostanze vietate in integratori venduti regolarmente: anfetamine in quelli per dimagrire, steroidi in quelli per gli sportivi.
DOMANDA - «L’Italia - spiega Luca Pani, direttore generale dell’Aifa - aderisce ormai da diversi anni a questa iniziativa che in concreto consiste nel controllare tutte le spedizioni di farmaci, o che si presume contengano farmaci, dirette in Italia e provenienti da rotte "sospette"». Il numero di unità sequestrate, oltre 25mila, conferma comunque l’esistenza di una "domanda" non trascurabile. «È vero - dice Pani -: c’è una parte di popolazione inconsapevole dei rischi che le istituzioni hanno il dovere di sensibilizzare con azioni mirate». Conclude il generale Cosimo Piccino, comandante dei carabinieri del Nas: «Il nostro obiettivo è anche quello di prevenire il fenomeno, cercando di anticiparne le evoluzioni».