sabato 25 gennaio 2014

Con le stoviglie autopulenti in nanocellulosa i piatti non si laveranno più

Il prototipo dei piatti autopulenti in nanocellulosa (da Tomarrowmachine.se)

Con risparmio di acqua ed energia e senza immettere detersivi nell’ambiente

Chi ama lavare i piatti alzi la mano, tutti gli altri possono invece cominciare a sperare di non dover più affrontare questa faccenda domestica tra qualche anno. Lo studio di design svedese Tomorrow Machine ha infatti realizzato, insieme alla società di ricerca Innventia, un prototipo di stoviglie autopulenti o meglio che non necessitano di essere lavate, una volta usate. Le due socie di Tomorrow Machine, Hanna Billqvist e Anna Glansén, sono specializzate nella creazione di packaging alimentari, o per altri tipi di oggetti, realizzati con materiali intelligenti e sfruttando le più nuove tecnologie. Così l’Associazione federale forestale svedese si è rivolta anche a loro per il progetto Ekoportal 2035 chiedendo lo sviluppo di tre prodotti a base di cellulosa.  

NANOCELLULOSA - Oltre ai piatti e alle tazze, il team di Tomorrow Machine ha progettato oggetti di plastica stampabili in 3D e un touch screen trasparente a base di nanocellulosa che può essere utilizzato per scattare fotografie. Studiando questa materia le designer di Tomorrow Machine hanno scoperto che, oltre a essere dura come la ceramica, ma al tempo stesso infrangibile in caso di caduta, la cellulosa può essere resa idrorepellente grazie a un rivestimento idrofobico – a base di cera sciolta ad alta temperatura e pressione – che respinge le molecole dei liquidi.

PROTOTIPI - Il piatto e la tazza, che sono stati realizzati come prototipi grazie al Kth (Istituto reale di tecnologia di Stoccolma), si comportano come le foglie di loto che fanno scivolare le gocce di acqua: allo stesso modo per pulire queste stoviglie basta inclinarle senza dover usare acqua né detersivi. L’innovazione non faciliterebbe solo la vita delle persone, ma sarebbe anche di aiuto per l’ambiente perché eviterebbe il consumo di una grande quantità d’acqua e di energia (per riscaldare la temperatura dell’acqua) e l’inquinamento da parte dei detersivi. «Questa tecnologia è stata sviluppata per essere il più sostenibile e priva di sostanze chimiche possibile», ha detto Hannah Billqvist. Il materiale è attualmente in attesa dell’approvazione necessaria per essere utilizzato con il cibo, infatti già alcuni tessuti e vernici funzionano nello stesso modo, ma per la prima volta un materiale di questo tipo verrebbe a contatto con cibi e bevande.
 
FONTE: corriere.it

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