mercoledì 15 gennaio 2014

Un robot per curare il tumore alla prostata


Il cancro di questo tipo colpisce ogni anno 25.000 uomini. Il punto sulle tecniche più avanzate per curarlo

Colpisce ogni anno in Italia 25.000 uomini. Nella maggior parte dei casi non è una forma aggressiva e raramente, se presa per tempo, dà luogo a metastasi. Ma il tumore alla prostata, può lasciare strascichi tutt'altro che piacevoli, in particolare come conseguenza degli interventi chirurgici. Fra le tecniche più avanzate per curarlo c'è la chirurgia robotica. Una tecnica minimamente invasiva con la quale è possibile effettuare manovre di altissima precisione, che non traumatizzano la muscolatura del paziente. Un metodo consolidato negli Stati Uniti, in Europa e in Asia e uno dei settori in cui il nostro paese ha un ruolo-guida.

Con il passare degli anni a causa di alcune patologie la prostata può ingrossarsi fino a dare disturbi soprattutto di tipo urinario. Ma poiché si tratta di una situazione che spesso si manifesta dopo i 50 anni, si tende a procrastinarne i controlli che ne rallentano la prevenzione. Parliamo di una ghiandola molto sensibile all'azione ormonale , in particolare di quelli maschili, come il testosterone, che ne influenzano la crescita. Il tumore della prostata ha origine proprio dalle cellule presenti all'interno della ghiandola che cominciano a crescere in maniera incontrollata.

Quasi tutti i tumori prostatici diagnosticati originano dalle cellule della ghiandola e sono chiamati adenocarcinomi. Molto più comuni sono invece le patologie benigne che colpiscono la prostata, soprattutto dopo i 50 anni, e che talvolta provocano sintomi che potrebbero essere confusi con quelli del tumore. Nell'iperplasia prostatica benigna la porzione centrale della prostata si ingrossa e la crescita eccessiva di questo tessuto comprime l'uretra - canale che trasporta l'urina dalla vescica all'esterno attraversando la prostata che, compressa, crea problemi nel passaggio dell'urina

Ma quali sono i vantaggi dell'intervento con l'aiuto del robot? "La chirurgia robotica- spiega Claudio Anceschi, primario dell'Unità Operativa di Urologia dell'Ospedale San Camillo, che da pochi mesi ha ripreso questa tecnica - rappresenta presente e futuro in campo oncologico, ma è l'Urologia che vede il più vasto campo di applicazione dei robot. Inoltre la chirurgia robot assistita è indicata nel trattamento del carcinoma della prostata e nei tumori del rene, specialmente nei casi in cui si intende asportare solo la lesione e non l'intero organo".

Secondo molti esperti con questa tecnica il paziente torna a casa prima e c'è un minor rischio di incontinenza. "Le condizioni del paziente nel post operatorio, sono migliori rispetto ad interventi con chirurgia tradizionale, con un recupero molto più rapido - aggiunge Anceschi - . Ma c'è bisogno di un sostegno economico da parte delle amministrazioni delle strutture sanitarie, come nel nostro caso, con degli investimenti per l'utilizzo di macchinari all'avanguardia. Si rilancia così l'eccellenza nel settore pubblico nell'interesse del cittadino".

Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l'età: le possibilità di ammalarsi sono molto scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa due tumori su tre vengono diagnosticati in persone con più di 65 anni. I ricercatori hanno dimostrato che moltissimi (tra il 70 e il 90 per cento) uomini oltre gli 80 anni hanno una lesione prostatica , anche se nella maggior parte dei casi la malattia non dà sintomatologia.

L'80% degli italiani con oltre 60 anni soffre di una patologia urologica. Non solo tumore della prostata, la neoplasia maschile piu' diffusa per la quale si registra un boom di incidenza del 53% negli ultimi dieci anni, ma anche incontinenza urinaria, neoplasia del rene, disfunzione erettile. Patologie che colpiscono sempre di più anche i giovani, se si considera che il tumore del testicolo ha fatto registrare un aumento del 45% negli ultimi 30 anni tra i ragazzi tra i 16 e i 24 anni. Ma i disturbi vengono troppo spesso sottovalutati.

FONTE: repubblica.it

Nessun commento: