lunedì 10 marzo 2014

Esplora il significato del termine: Ecco il Li-Fi, il Wi-fi che usa la luceEcco il Li-Fi, il Wi-fi che usa la luce

Uno nuovo studio permette in teoria di creare dispositivi 50 volte più veloci di quelli esistenti e concorrenziali con la tecnologia che usa le onde radio

In molti hanno avuto modo di utilizzare il wi-fi, la tecnologia di trasmissione di dati attraverso le onde radio che sta crescendo enormemente nelle case e negli uffici, attraverso la diffusione di internet. In pochi sanno però che c’è chi sta pensando allo sviluppo di una tecnologia alternativa che possa subentrare una volta che in un prossimo futuro lo spettro delle comunicazioni radio diventi completamente saturo. L’alternativa si chiama Li-fi, una sigla che indica il wi-fi ottico, in cui le informazioni vengono trasmesse attraverso la luce. Fatta conoscere al grande pubblico da Harald Haas docente di comunicazioni mobili all’Università di Edinburgo durante il Technology Entertainment Design del 2011 che si teneva nella città scozzese, questa tecnologia funziona un po’ come il vecchio codice Morse. Con gli zero e gli uno che sono alla base del contenuto informativo che vengono trasmessi da speciali led mediante impulsi di luce.
VANTAGGI
Il Li-fi è considerato particolarmente appetibile dall’industria perché, almeno sulla carta, risolve molti problemi delle normali trasmissioni radio come la disponibilità di frequenze libere (lo spettro luce è circa 10 mila volte più grande di quello radio) oltre ai problemi d’interferenza che ne limitano l’uso in luoghi quali aerei e ospedali. Si risolverebbero anche problemi correlati alle infrastrutture radio, come la scarsa efficienza energetica delle stazioni base, il cui raffreddamento comporta grandi costi in termini di consumo energetico. L’utilizzo di una comunicazione Li-Fi implica anche una sicurezza maggiore dal momento che il segnale luminoso può essere facilmente indirizzato con precisione.
LIMITE
Ma finora, anche a livello sperimentale, il Li-fi si è imbattuto in un limite significativo. Al momento infatti, la velocità massima raggiunta è di 3,5 gigabit al secondo su una distanza di 5 centimetri contro i circa 100 di una trasmissione Wi-Fi, su una distanza analoga. Si pensa che ragionevolmente si potrebbe raggiungere una velocità trasmissiva potenziale di 100 megabit al secondo entro un raggio di 20 metri. Che potrebbero sembrare sufficienti per un uso comune, ma che non lo sono per rendere concorrenziale questa tecnologia alternativa. Un recente studio pubblicato su Nature Nanotechnology, finanziato in parte dalla Marina militare statunitense (le onde radio hanno difficoltà di diffusione all’interno dei sottomarini ad esempio), consente di sperare in un significativo passo in avanti sulla velocità di trasmissione dati del Li-fi. I quattro ricercatori , Dylan Lu, Jimmy J. Kan, Eric E. Fullerton e Zhaowei Liu hanno dimostrato come modificando i led utilizzati per la trasmissione con metamateriali (strati di silice e argento di dimensione nanometrica) è possibile incrementare la velocità di trasmissione di circa 50 volte. Un risultato che ne avvicinerebbe di molto la convenienza per il passaggio dalla fase sperimentale a quella dei prototipi e infine a quella industriale.

FONTE: corriere.it

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