domenica 16 marzo 2014

La crisi raddoppia lo stress: sonno difficile per 12 milioni di italiani



Più colpiti la fascia di età tra i 35 e i 54 anni, chi vive nel Lazio e al Sud, i diplomati e i membri di famiglie numerose. Oltre a chi non ha un lavoro

Sonni difficili per gli italiani: dodici milioni di adulti tra i 18 e i 70 anni (tre su dieci) vivono in deficit cronico di sonno: dormono poco e male, si svegliano spesso, non riescono a riposare bene. In occasione del World Sleep Day (14 marzo), a fare il punto sul rapporto tra gli italiani è il sonno è un’indagine di AstraRicerche condotta nel 2012. Dei dodici milioni, il 50% dice di svegliarsi spesso nel cuore della notte, mentre il 45% non riposa abbastanza perché si addormenta tardi e si sveglia presto la mattina. Oltre il 40% di chi non chiude occhio o passa notti agitate dà la colpa a preoccupazioni e stress in privato o sul lavoro, mentre il 16% sente la pressione delle scadenze: troppe cose da fare in poco tempo. In particolare le donne, costrette a dividersi faticosamente tra lavoro e famiglia. Negli ultimi anni il numero degli insonni è in crescita. «A causa della crisi economica lo stress dichiarato dagli italiani è raddoppiato (+118% negli ultimi 6 anni), con conseguenze negative anche sul riposo notturno - spiega Enrico Finzi, presidente di AstraRicerche -. Il fenomeno colpisce maggiormente le donne, la fascia di età tra i 35 e i 54 anni, i residenti nel Lazio e al Sud, i diplomati e i membri di famiglie numerose. Con un’aggiunta interessante: non lavorare diminuisce la quantità e peggiora la qualità del sonno». Dormire male significa vivere peggio. Sei intervistati su 10 definiscono «compromesso» il proprio benessere mentale e fisico e riconoscono che la carenza di sonno riduce le prestazioni professionali e pesa sui rapporti familiari. L’11% degli intervistati lamenta «un notevole impatto sulla qualità della propria vita». In questa quota spiccano imprenditori, dirigenti e professionisti.

Sonno riposante, buon respiro, corpo sano

La Giornata mondiale del sonno si svolge ogni anno, dal 2008, il venerdì prima dell’equinozio di primavera: quest’anno cade il 14 marzo e lo slogan scelto è «Sonno riposante, buon respiro, corpo sano». L’attività informativa si svolge prevalentemente sul sito www.worldsleepday.org, con la presenza di video e materiale educativo. Un’iniziativa importante perché la maggior parte dei disturbi del sonno sono prevenibili o curabili, ma nonostante questo meno di un terzo dei soggetti con queste patologie si rivolge a uno specialista. I disturbi del sonno colpiscono almeno il 45% della popolazione mondiale, con rischi per la salute e la qualità della vita. Lo slogan di quest’anno pone l’accento sul «buon respiro», una merce preziosa. I disturbi respiratori in sonno e la sleep apnea possono infatti portare vari problemi: ipertensione, patologie cardiache, ictus e diabete. Quando respirare è faticoso, la qualità del sonno si riduce. Ci sono fattori di rischio su cui si può intervenire. I soggetti in sovrappeso possono avere un accumulo di grasso nelle vie aeree superiori che, assieme a una lingua ingrandita, ostacola un buon passaggio di aria. Un addome voluminoso interferisce con l’azione di pompa del diaframma. I bambini con tonsille ingrandite o infiammate possono avere un’ostruzione delle vie aeree e una sleep apnea significativa. La sleep apnea nei bambini può ritardare la crescita mentale e fisica; la tonsillectomia può essere risolutiva. Alcune medicine infine riducono l’attività dei centri respiratori e possono aggravare la sleep apnea: tra queste i sedativi e gli ipnotici. Medicine contenenti codeina (antidolorifici, sedativi della tosse) possono diminuire la forza di contrazione dei muscoli respiratori durante il sonno e peggiorare la sleep apnea. L’altra parte dello slogan è dedicata al «corpo sano»: è la premessa che conduce a un sonno ristoratore. Durante le malattie non si dorme bene; curare le malattie ed evitare abitudini di vita a rischio contribuisce a migliorare la qualità del sonno.


I numeri dei disturbi del sonno

Questi i numeri dei principali disturbi del sonno nel mondo. Il 35% delle persone riferisce di non dormire a sufficienza, con impatto negativo sia sulla salute fisica che mentale. L’insonnia colpisce tra il 30 e il 45% della popolazione adulta. La sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno (OSAS) colpisce approssimativamente il 4% degli uomini e il 2% delle donne della popolazione adulta. Se non trattata correttamente, l’OSAS può portare a un peggioramento significativo del benessere e della salute delle persone. L’insonnia primaria (non dovuta ad altre patologie) colpisce l’1-10% della popolazione generale, aumentando fino al 25% nei soggetti anziani. La sindrome delle gambe senza riposo colpisce il 3-10% della popolazione, sebbene la percentuale di soggetti affetti e le gravità di malattia differisca nei diversi Paesi.

FONTE: corriere.it

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