mercoledì 30 aprile 2014

Fecondazione eterologa, è boom di domande: 3.400 in 22 giorni

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Sono circa 3.500 i contatti e le richieste di coppie per accedere alla fecondazione eterologa in soli 22 giorni, ovvero dallo scorso 9 aprile quando la Consulta ha dichiarato incostituzionale il divieto di eterologa della legge 40. 
Lo ha detto all'ANSA la presidente dell'associazione dei centri di fecondazione Cecos Italia, Elisabetta Coccia.

«Si sta registrando un 'boom' delle richieste per interventi di fecondazione eterologa - sottolinea Coccia, presidente dell'associazione che riunisce i centri di studio e conservazione ovociti e sperma umani, privati e convenzionati - ma è necessario che il ministero della Salute dia delle indicazioni chiare attraverso delle linee guida; ad oggi, però, non abbiamo avuto alcuna risposta rispetto alla richiesta avanzata di istituire un tavolo tecnico di confronto».

Il punto è che, anche se i Centri sarebbero «tecnicamente» pronti ad effettuare questo tipo di interventi, sottolinea l'esperta, «non potremo partire se il ministero non darà indicazioni per chiarire il quadro di riferimento».

Ogni anno, sono circa 2.500-2.700 le coppie italiane che si recano all'estero per poter effettuare un intervento di fecondazione eterologa. È questa l'ultima stima disponibile dell'Osservatorio sul turismo procreativo. «Circa 4-5000 coppie italiane l'anno, ma secondo altre stime si tratterebbe del doppio - spiega il presidente dell'Osservatorio, Andrea Borini - si recano all'estero per effettuare trattamenti per la procreazione assistita: oltre la metà di queste sceglie di espatriare per poter ricorrere alla fecondazione eterologa». La Spagna è la meta preferita per le coppie infertili italiane: secondo un'indagine condotta dall'Osservatorio, nel 2011 sono stati circa 950 i pazienti italiani che si sono rivolti a 8 centri spagnoli che hanno risposto ad un questionario dell'associazione. La Spagna è una delle destinazioni privilegiate anche perchè adotta una legge che consente la fecondazione assistita per le donne single, l'ovodonazione, l'embrio-donazione, nonchè l'anonimato dei donatori. In seconda posizione si colloca la Svizzera, con un flusso di circa 630 italiani sempre nel 2011. La Repubblica Ceca è il terzo paese più frequentato dalle coppie italiane. Considerando che, complessivamente, le coppie protagoniste del cosiddetto 'turismo procreativò sono almeno 4000, sono due su tre quelle che per tentare la fecondazione eterologa si rivolgono dunque a centri di procreazione stranieri. I costi dipendono dalle attrezzature e dall'assistenza offerte dai centri, ma anche dalla speculazione, e variano dai 2.500-3.000 euro dell'Ucraina ai 7.000- 8.000 della Spagna. 

Secondo le stime, nel nostro Paese i bambini nati da fecondazione eterologa - prima che questa fosse vietata con la legge 40 del 2004 (divieto dichiarato poi incostituzionale dalla Consulta con la sentenza dello scorso 9 aprile) - sono qualche migliaio. «Se almeno la metà delle coppie che vanno all'estero lo fa per ottenere i trattamenti per l'eterologa - conclude Borini - il restante 50% prende tale decisione perchè ritiene i centri esteri di eccellenza, ma anche perchè in vari casi ignora la possibilità di poter effettuare gli stessi trattamenti anche in Italia, come ad esempio la crioconservazione degli embrioni per effetto del pronunciamento della Consulta nel 2009».


FONTE: ilmessaggero.it

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