giovedì 24 aprile 2014

Stratobus, l’era dei dirigibili ricomincia dalla stratosfera

La storia dei dirigibili si è interrotta ma non è finita. Un progetto italo-francese sta per riportarli in alto, a 20 mila metri

Il disastro dell’Hindenburg ne ha sancito la fine come mezzo di trasporto commerciale nel 1937, ma presto i dirigibili potrebbero tornare fortemente in auge. Secondo un report commissionato dal sito di vacanze britannico Thompson Holydays, nel 2030, a quasi cento anni dal drammatico incidente, gigantesche navi galleggianti potrebbero essere utilizzate come resort per il turismo di lusso. Il loro utilizzo per fini scientifici e tecnologici inizierà, però, molto prima, già nel 2019, quando il prototipo del progetto italo-francese Stratobus effettuerà il suo primo volo di prova.

Stratobus
Frutto di una joint venture tra Thales Alenia Space (partecipata da Finmeccanica), Airbus Defence and Space, Zodiac Marine e Cea-Liten, Stratobus è un progetto «stratosferico», in senso letterale. Quando arriverà a regime sarà composto da una flotta di dirigibili stazionari e completamente autonomi. Osserveranno la Terra da un’altezza di circa 20 mila metri, il limite inferiore della stratosfera, ben al di sopra di qualsiasi volo commerciale o privato. Simile concettualmente al progetto Loon di Google, con cui il gigante del web vuole portare l’accesso a internet anche alle aree più remote del mondo, lo Stratobus sarà uno strumento a metà tra un drone e un satellite. Come gli aerei teleguidati, osserverà la superficie prestando supporto agli operatori terrestri in caso di emergenze, scrutando i confini nazionali e identificando prontamente situazioni critiche come fuoriuscite di petrolio in mare o attacchi di navi pirata. Come un satellite, potrà essere utilizzato per le telecomunicazioni e per fornire informazioni in tempo reale su condizioni climatiche e ambientali, disastri naturali, incendi oppure sul traffico marino e terrestre, a supporto della rete Gps.

Tecnica
Il dirigibile stesso, che avrà un ciclo vitale di almeno cinque anni, sarà lungo tra 70 e 100 metri, con un diametro massimo di 20-30 metri. Per alimentarsi catturerà l’energia solare, che verrà amplificata e immagazzinata attraverso un sistema di fuel-cell ad alta efficienza brevettato da Thales Alenia. Due motori laterali permetteranno allo Stratobus di restare in posizione geostazionaria per oltre un anno, contrastando venti di oltre 90 km/h e trasmettendo tutte le informazioni raccolte a un mezzo leggero sulla Terra. Il tutto a costi estremamente ridotti e con una semplicità d’utilizzo senza pari.

I blimps
Il disastro Hindenburg, in cui l’idrogeno contenuto nel dirigibile di tipo Zeppelin (che è stato il più importante produttore di dirigibili commerciali con struttura interna rigida in metallo pesante) prese fuoco all’atterraggio in New Jersey, uccidendo più di 30 persone a bordo, ha scatenato una reazione psicologica irrazionale che, unita ad altri fattori, tra cui la seconda guerra mondiale alle porte, ha fatto in modo che per gli ultimi 75 anni gli unici dirigibili che abbiano regolarmente solcato i cieli siano stati quelli pubblicitari della Goodyear. Proprio Goodyear ha però annunciato che rimpiazzerà la sua flotta di blimps (dirigibili a struttura gonfiabile) con nuovi Zeppelin NT (i dirigibili rigidi di metallo come quelli del secolo scorso) rilanciando lapartnership sospesa oltre sette decenni fa.

Dragon Dream
Intanto la società Worlwide Aeros Corporation ha effettuato con successo il primo volo del suo gigantesco Dragon Dream, prototipo di un dirigibile da utilizzare per il trasporto merci. Il primo modello definitivo, l’ML866, sarà lungo 169 metri e potrà trasportare fino a 66 tonnellate di merce con una velocità di crociera di 120 nodi (222 km all’ora). Il modello ML868 che arriverà più avanti sarà lungo ben 230 metri e potrà trasportare fino a 200 tonnellate. Essendo più leggeri dell’aria, i nuovi dirigibili potranno galleggiare nell’aria da fermi, anche a pieno carico, sulla terra o sull’acqua. E chissà che per attraccarli non vengano usati i giganteschi grattacieli che stanno sorgendo un tutto il mondo. Il cielo risulterebbe piuttosto trafficato ma sarebbe uno scenario da fantascienza, degno di un universo parallelo.

FONTE: Davide Sher (corriere.it)

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