mercoledì 11 giugno 2014

Leucemia: un nuovo trattamento promette efficacia e una significativa riduzione degli effetti collaterali


Ricercatori australiani trovano una nuova via per una più mirata terapia contro le cellule tumorali nei pazienti con leucemia. La promessa? Più efficacia e una riduzione degli effetti collaterali

Da un nuovo studio condotto dai ricercatori del the South Australian Health and Medical Research Institute (SAHMRI) e l’University of Adelaide Centre for Personalised Cancer Medicine, emerge un nuovo promettente approccio per sopprimere le cellule tumorali in pazienti con leucemia.
In questo lavoro, la dott.ssa Deborah White e colleghi, hanno scoperto che le cellule tumorali arrivano a decidere se vivere o morire dopo un breve periodo di intensa esposizione alla terapia mirata, al contrario di quanto avviene con i più lunghi e attuali trattamenti. Secondo i ricercatori, questa nuova strategia si tradurrà in una possibile maggiore efficacia e una significativa riduzione degli effetti collaterali per i pazienti.

«Questa scoperta è un cambiamento di paradigma – spiega la dott.ssa White, Direttore del SAHMRI e professore all’Università di Adelaide – I nostri risultati non sono solo applicabili alla terapia per la leucemia mieloide cronica (CML), ma a tutti i trattamenti antitumorali mirati».
«Nella nostra ricerca – aggiunge la White – stiamo cercando metodi che si traducano nell’induzione al suicidio della cellula tumorale. Ciò costituirebbe un trattamento migliore e ridurrebbe il rischio di recidiva di cancro».

Focalizzandosi su questo aspetto, Deborah White, Lisa Schafranek e colleghi hanno identificato un nuovo bersaglio nella malattia resistente e persistente. Essi mostrano che bloccando una proteina comune possono più efficacemente causare la morte delle cellule leucemiche.
Nello specifico, gli scienziati hanno indagato il ruolo di una proteina comune conosciuta come “STAT5”.

«L’attività di STAT5 sembra essere un fattore determinante nella decisione delle cellule tumorali se vivere o morire – sottolinea la prof.ssa Schafranek, della Leukaemia Foundation of Australia – La nostra ricerca ha scoperto che bloccando STAT5 in concomitanza con l’esposizione a un trattamento anticancro regolare, siamo stati in grado di colpire più efficacemente le cellule leucemiche. Ora noi siamo in grado anche di capire meglio la tempistica necessaria per combinare il trattamento in modo che sia efficace».
Lo studio è stato pubblicato sulla versione online della rivista Leukemia.

FONTE: lastampa.it

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