lunedì 22 settembre 2014

Ecco la super-proteina che blocca le metastasi (per ora nei topi)

La proteina funziona come un’«esca avvelenata». Nei topi ha ridotto fino al 90% le neoplasie secondarie. A breve i test sull’uomo

Scienziati dell’università americana di Stanford hanno fabbricato in laboratorio una «super proteina» in grado di bloccare all’origine il processo che permette a un tumore di entrare nel sangue per invadere altri organi del corpo, dando origine cioè a delle metastasi. Si tratta di una proteina ingegnerizzata, versione modificata della proteina naturale Axl, che funziona come una specie di «esca avvelenata»: agganciandosi a un’altra proteina denominata Gas6, le impedisce di innescare il meccanismo attraverso il quale la neoplasia può viaggiare da un tessuto all’altro. Somministrata per via intravenosa in topi con tumori mammari e ovarici, la nuova proteina ha ridotto le metastasi rispettivamente del 78% e del 90% rispetto al gruppo di roditori controllo, non trattati con la sostanza.

Terapia promettente

Lo studio è pubblicato su Nature Chemical Biology. «Si tratta di una terapia molto promettente che dagli studi preclinici sembra efficace e non tossica. Potrebbe aprire a un nuovo approccio al trattamento del cancro», spiega Amato J. Giaccia, uno degli autori. «La maggior parte dei pazienti che muoiono per un cancro sono colpiti da forme metastatiche della malattia», sottolinea Jennifer Cochran del team di ricerca. Per cercare di rallentare o bloccare le metastasi oggi si utilizza infatti la chemioterapia, che non sempre funziona e in più è gravata da pesanti effetti collaterali.

Come funziona

Gli scienziati di Stanford hanno tentato un’altra via: cercare di impedire l’interazione fra le due proteine (Axl che si trova sulle cellule tumorali e la sua controparte circolante Gas6) che scatena la diffusione del tumore dando origine a metastasi. Quando infatti due Gas6 si agganciano a due Axl, si genera un segnale che permette al cancro di viaggiare da un organo o da un tessuto a un altro attraverso il sangue. I ricercatori hanno prodotto in laboratorio una versione alterata di Axl, che proprio come un’esca «pesca» Gas6 nel circolo sanguigno e gli impedisce di legare e attivare le proteine Axl presenti come setole sulla superficie delle cellule malate. La «super proteina» è già avviata allo sviluppo industriale grazie a Ruga Corporation, start-up biotech di Palo Alto in California, di cui Giaccia e Cochran sono consulenti scientifici. La società ha preso in licenza la proteina ingegnerizzata e procederà a ulteriori test preclinici per verificare se la sua somministrazione possa essere sicura e potenzialmente efficace anche nell’uomo.

FONTE: corriere.it

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