martedì 14 ottobre 2014

Ebola, dipendente dell’Onu morto in Germania. L’Oms: 9 mila contagiati e 4.500 morti


Si aggrava il bilancio dell’epidemia.A Lipsia morto dipendente dell’Onu: aveva contratto la malattia in Africa. In Usa aumentano i controlli e si pensa ad un ministro ad hoc

Continuano i falsi allarmi: un aereo è dovuto atterrare a Fiumicino per il malore di due persone. Ma anche l’emergenza reale: il totale dei casi di Ebola è salito a 8.914 e raggiungerà i 9mila entro la settimana, mentre i decessi sono saliti a 4.447 con una mortalità che è sempre la stessa, attorno al 50%. 

PAZIENTE MORTO IN GERMANIA  
In Europa un contagiato di Ebola è morto la notte scorsa in Germania, segnando il primo decesso nel paese: si tratta di un dipendente africano dell’Onu portato a Lipsia dalla Liberia. L’uomo, di 56 anni, è deceduto in un ospedale della città dell’est della Germania. Escluso il contagio invece per il caso di Bruxelles che aveva fatto ieri preoccupare il Belgio.Del resto, come ha spiegato professor Robert Gallo, immunologo e virologo statunitense, noto soprattutto per aver scoperto nel 1983 il virus Hiv, «non ci sono al momento virus più potenti di Ebola in Africa e più pericolosi di questo». 

CONTINUANO I FALSI ALLARMI: I CASI DI FIUMICINO E BRUXELLES  
Un aereo della Turkish Airlines decollato da Istanbul e diretto a Pisa è atterrato a Roma Fiumicino dopo che due passeggere, una donna e la figlia di 4 anni, avevano accusato un malore. Attivate immediatamente le procedure per l’emergenza Ebola. Le due sono state trasferite all’ospedale Spallanzani e dai primi accertamenti non sarebbero stati riscontrati sintomi riconducibili all’Ebola. Per gli altri passeggeri dell’aereo non è scattato l’obbligo di quarantena ma a tutti quanti è stato fatto compilare un questionario con le loro dettagliate generalità. 

ALTA PREOCCUPAZIONE DA DALLAS A MADRID  
resta alta la preoccupazione anche per i ricoverati a Dallas e a Madrid. L’infermiera americana Nina Pham, 26 anni, rimasta contagiata dal virus dell’Ebola dopo essersi presa cura del paziente liberiano Eric Duncan poi morto, ha ricevuto una trasfusione di sangue dal Kent Brantly, il primo americano ad essere contagiato e sopravvissuto. Il medico, guarito grazie ad una cura sperimentale, ha donato il sangue a tre pazienti, inclusa l’infermiera. La giovane è in cura nel Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas ed è entrata in contatto con Duncan insieme ad almeno altre 70 persone. 

GLI USA PENSANO A UN MINISTRO AD HOC  
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu intanto si è riunito per discutere dell’emergenza e gli Usa stanno pensando ad uno “zar” dell’epidemia, un superministro “ad hoc” per affrontare l’emergenza. La sua nomina viene richiesta al presidente americano, Barack Obama, da più parti. In particolare dai repubblicani, che accusato l’amministrazione di agire in maniera abbastanza efficace. Le istituzioni di tutto il mondo ormai non hanno più pudori nel definire Ebola una emergenza prioritaria mondiale, i privati cominciano ad allentare i cordoni delle borse: Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan hanno donato 25 milioni di dollari al Center for Disease Control Foundation per combattere l’epidemia di Ebola. «Dobbiamo tenere il virus sotto controllo nel breve termine, in modo che non si diffonda ulteriormente e finisca per diventare una epidemia su larga scala che va avanti per decenni, come per l’Hiv o la polio», ha affermato il fondatore di Facebook. «Siamo fiduciosi - ha aggiunto - che questo aiuterà a salvare vite umane».  

A CACCIA DI FONDI  
Ogni guerra, anche quella contro le malattie, ha infatti bisogno di fondi, ed è quanto sta accadendo ad uno dei centri di ricerca più prestigiosi negli Usa, che tra le altre cose ha contribuito alla scoperta di ZMapp, il siero anti Ebola, lo Scripps Research Institute in California. Per trovare quelli necessari ad approfondire lo studio di una terapia contro il virus i ricercatori hanno lanciato una colletta on line attraverso un sito di crowfounding. L’obiettivo di Erica Ollmann Saphire, a capo del laboratorio che studia Ebola, è raccogliere attraverso il sito Crowdrise 100mila dollari per poter acquistare uno strumento fondamentale per il lavoro di ricerca. 

FONTE_ lastampa.it

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