domenica 16 novembre 2014

Diabete, oggi la Giornata Mondiale: in aumento il numero di bambini malati


L’analisi del dottor Scaramuzza della clinica pediatrica presso l’ospedale Sacco di Milano. “L’Italia è passata da 6-10 a 15-20 nuovi casi all’anno”. 

Un italiano su dodici. Cinque milioni di cittadini, di cui circa un milione non sa di averlo. È questa la stima dei malati di diabete nel nostro paese. La giornata mondiale, istituita dalla Federazione Internazionale Diabete e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevede numerose iniziative informative nel corso di tutto il fine settimana. Perché combattere l’ignoranza che ancora esiste su questa patologia cronica aiuta la vita dei malati, in particolare dei bambini.

La forma più grave e meno diffusa, il 5% di tutti i casi, è il diabete di tipo 1, patologia autoimmune che distrugge progressivamente le cellule del pancreas  che producono l’insulina, condizione che si traduce in uno stato di iperglicemia e nell’impossibilità di utilizzare gli zuccheri come fonte di energia.

I bambini. Il diabete di tipo 1 colpisce soprattutto i giovani e non è prevenibile con l’adozione di uno stile di vita sano. Oggi in Italia i malati sono 150mila, di cui 20-25mila hanno meno di 18 anni. L’incidenza è andata aumentando soprattutto in quelle aree e fasce di età dove prima il diabete era meno diffuso. Nei bambini fino a sei anni, l’aumento è stato del 20% negli ultimi dieci anni. «Non conosciamo le ragioni del fenomeno, ma i dati sono chiari» spiega Andrea Scaramuzza, responsabile del servizio di diabetologia della Clinica Pediatrica dell’Università di Milano presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. «Guardando ai bambini con meno di 14 anni, i paesi scandinavi e la Sardegna – da sempre ad alta incidenza di diabete - si mantengono stabili con 40-50 nuovi casi all’anno ogni 100mila bambini, mentre l’Italia peninsulare è passata da 6-10 a 15-20 nuovi casi».

Il rischio emarginazione. Convivere con questa malattia cronica è possibile. Il bambino deve essere seguito da un’equipe composta da diabetologo, dietologo e psicologo, figura questa importantissima per sostenere sia i genitori che i bambini, ma spesso non ancora presente in tutti i centri. Da uno studio per la rilevazione del disagio che il piccolo e la famiglia si trovano a vivere dopo la diagnosi, cui anche il Servizio di Diabetologia dell’ospedale Sacco ha contribuito, è emerso che i più allarmati sono i genitori, preoccupati sia per la gestione della malattia, che richiede monitoraggio del glucosio ematico e iniezioni di insulina più volte al giorno, sia per le eventuali complicanze future che i figli potrebbero affrontare. I bambini, dal canto loro, sembrano soffrire di più per aspetti relazionali, come l’esclusione dal gruppo dei pari. «L’emarginazione e la discriminazione cui possono andare incontro i piccoli diabetici è frutto di ignoranza sulla patologia e l’arma vincente è l’informazione, cui punta la Giornata Mondiale di oggi».   

Rivolta non solo ai cittadini ma anche ai medici di base. «Oggi il 30% di nuovi esordi è di chetoacidosi, una condizione molto grave dovuta ad uno squilibrio insulinico elevato; sono 7 su 10 i bambini con meno di 6 anni che scoprono così di avere il diabete. Spesso tuttavia vi sono dei sintomi premonitori della malattia, come bere e urinare molto e perdere peso o avere difficoltà a crescere, ed è auspicabile una maggior allerta e prontezza nel riconoscerli immediatamente per evitare di arrivare a degli stadi così avanzati», spiega il pediatra, che parteciperà oggi all’iniziativa dedicata ai bambini in programma aMilano. Perché «i mezzi per compensare il disturbo dell’insulina esistono. I bambini possono condurre una vita normale e vivere i momenti importanti con i loro amici. Ci vorrebbe però più informazione».

FONTE: Nicla Panciera (lastampa.it)

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