mercoledì 26 novembre 2014

Esplora il significato del termine: Tumore alla prostata: l’attività sessuale diminuisce il rischioTumore alla prostata: l’attività sessuale diminuisce il rischio

 

Il numero di rapporti sessuali sembrerebbe correlarsi con una riduzione di cancro alla ghiandola maschile. Ma più ancora valgono dieta e stile di vita come prevenzione

La notizia è di quelle che vanno «interpretate», ma ha un suo razionale scientifico ed è pubblicata su una rivista accreditata, l’americano Cancer Epidemiology . Secondo gli studiosi che hanno analizzato i dati di oltre 3.200 uomini alla ricerca di un legame fra il tumore alla prostata e l’attività sessuale o le infezioni sessualmente trasmissibili però la conclusione è piuttosto evidente: i maschi che hanno avuto rapporti con oltre 20 donne nella loro vita hanno un rischio di ammalarsi più basso rispetto ai monogami. Rischi più alti per etero monogami e omosessuali. 
Per giungere a questa conclusione i ricercatori canadesi dell’Università di Montreal e dell’Institut Armand-Frappier del Québec hanno valutato le risposte date a questionari somministrati a 3.208 uomini (nell’ambito di uno studio scientifico detto PROtEuS, Prostate Cancer & Environment Study) che rispondevano, fra l’altro, a domande sulla propria vita sessuale. A 1.590 soggetti fra i partecipanti era stato diagnosticato un carcinoma prostatico fra il 2005 e il 2009, gli altri erano invece privi di malattia oncologica. Dalle conclusioni dell’indagine è emerso che, in generale, quelli con un tumore avevano il doppio delle possibilità di avere almeno un parente con il cancro. E che chi aveva fatto sesso con 20 o più compagne risultava avere il 28 per cento in meno di probabilità di ammalarsi di una neoplasia alla prostata. Al contrario, il rischio appare duplice in chi ha avuto 20 o più partner maschili rispetto a chi non ha mai avuto un rapporto omosessuale.

Rimozione agenti cancerogeni
Fare sesso regolarmente fa bene alla prostata «Una possibile spiegazione sta nel fatto che aver avuto molte donne equivalga a una più elevata frequenza dell’eiaculazione, che è già stato dimostrato essere un fattore protettivo verso questa forma di cancro» spiega uno degli autori, Marie-Elise Parent. Infatti, precedenti ricerche avevano messo in luce che frequenti eiaculazioni possono ridurre la concentrazione di sostanze potenzialmente dannose e cancerogene presenti nel fluido prostatico. «Se praticata con regolarità l’attività sessuale ha effetti benefici – conferma Michele Gallucci, responsabile dell’Urologia all’Istituto Regina Elena di Roma e vicepresidente dell’Associazione Urologi Italiani (Auro) -. L’astinenza prolungata, infatti, provoca il ristagno delle secrezioni nella ghiandola prostatica favorendone la congestione e quindi la possibile infezione e infiammazione. Per lo stesso motivo sarebbe meglio evitare il “coitus interruptus”, perché lo stimolo all’eiaculazione va assecondato, mentre interromperlo frequentemente può causare congestione prostatica». Niente pericoli per gli omosessuali con un solo partner



Infezioni e tumore
Nessun legame chiaro è emerso fra cancro e infezioni sessualmente trasmesse, ma i ricercatori ipotizzano che queste possano avere un ruolo quando si arrivano ad esaminare i dati sui rapporti omosessuali. Se infatti il pericolo di cancro alla prostata non aumenta fra i maschi che hanno avuto un unico partner dello stesso sesso, i rischi salgono parecchio in chi ha avuto più compagni. Ma su questo gli studiosi canadesi non possono che avanzare «vaghe ipotesi – dicono -. Potrebbe essere che il rapporto anale comporti traumi o cambiamenti a livello prostatico. Oppure potrebbero avere un ruolo le infezioni sessuali», come avviene con i condilomi e lesioni precancerose causate dal Papillomavirus (o Hpv), che sono fra i responsabili ad esempio dei tumori di ano e pene. Consigli preventivi: sfuggire le infiammazioni croniche

La dieta
«Quello che però è certo, ad oggi, è cosa quello che tutti gli uomini possono fare per favorire la salute prostatica in chiave preventiva e limitare le pericolose infiammazioni croniche – conclude Gallucci -: limitare i grassi saturi da carni rosse cotte alla griglia, formaggi e fritti perché, come per altri tumori c’è una correlazione tra dieta ricca di grassi e cancro. Per lo stesso motivo vanno bandite le sigarette e limitati gli alcolici: al massimo 1-2 bicchieri di vino ai pasti, lasciando i superalcolici a occasioni davvero speciali. Vale sempre il consiglio di una dieta variegata e bilanciata, ricca in frutta, verdura, pesce, con tanta acqua che contribuisce a ridurre il peso specifico delle urine e a evitare le infezioni urinarie (disturbi frequenti che, a loro volta, causano infiammazione prostatica). Infine, fare attività fisica, i cui benefici consistono anche in un incremento della circolazione pelvica con effetto antinfimmatorio».
 
FONTE: lastampa.it

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non so che cosa avrebbe pensato (il casto e puro!!?) Mahatma Gandhi, se avesse letto questo articolo