mercoledì 5 novembre 2014

Una proteina estratta dagli scorpioni gialli illumina il tumore a beneficio del chirurgo


La tecnica con l’utilizzo della Tumor Paint BLZ-100, permette di rendere visibili i tessuti cerebrali malati rendendoli più individuabili rispetto a quelli sani

Partirà nel dicembre del 2015 il primo trial clinico su pazienti con gliomi cerebrali per la valutazione di Tumor Paint, la molecola in grado di legarsi alle cellule tumorali e di illuminarle, rendendole così distinguibili dal tessuto sano. Il via libera alla sperimentazione è appena arrivato dalla Food and Drug Administration (FDA), l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. 

La proteina si chiama Tumor Paint BLZ-100 ed è stata sintetizzata a partire da una clorotossina (la clorotossina Cy5.5) estratta dal veleno del pericolosissimo Scorpione Giallo (Leiurus quinquestriatus) da un gruppo di ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, del Seattle Children’s Hospital e della University of Washington. L'idea di legare la clorotossina, che supera la barriera ematoencefalica e si fissa alle cellule malate, ad un colorante verde fluorescente che emette nel vicino infrarosso, è venuta al neuroncologo pediatrico Jim Olson del Fred Hutchinson Cancer Research Center, uno dei fondatori della società oggi produttrice di Tumor Paint.

La possibilità di vedere le cellule tumorali significherebbe un enorme progresso nel trattamento chirurgico dei tumori cerebrali, spesso altamente infiltranti in aree critiche (“eloquenti”) per il movimento, il linguaggio e altre funzioni cognitive complesse. Le cellule malate sono, infatti,  difficilmente distinguibili ad occhio nudo dal tessuto sano. Per risolvere l’eterno dilemma tra estirpare il tumore, asportando grandi porzioni di massa cerebrale e rischiando così di causare lesioni al tessuto sano circostante, oppure adottare una strategia più conservativa, per non compromettere le funzioni cerebrali fondamentali, oggi il neurochirurgo ha a disposizione alcuni strumenti come la localizzazione pre-operatoria delle aree con risonanza magnetica funzionale e la stimolazione corticale diretta, durante operazioni neurochirurgiche a paziente sveglio (awake surgery), per il mappaggio delle funzioni e il controllo in diretta delle aree su cui intervenire.

L’illuminazione delle cellule tumorali con Tumor Paint consentirebbe una precisa resezione del tumore. Infatti, la sensibilità di rilevazione della molecola è così elevata da permetterci di distinguere tumori delle dimensioni di 1 millimetro di diametro. Intanto, gli scienziati stanno lavorando anche alpotenziamento della tecnologia di imaging nell’infrarosso vicino, ottimizzandone il funzionamento a bassi livelli di agente fluorescente.

In Italia, l’incidenza annuale dei gliomi è di 6-7 ogni 100.000 abitanti e i tumori del cervello sono la prima causa di morte per cancro nei bambini, dopo le leucemie. La sperimentazione, che partirà nel dicembre 2015, coinvolgerà 21 pazienti con glioblastoma e di età compresa tra i 18 e i  75 anni, nel centro Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles e in Australia, presso la NEWRO Foundation di Brisbane. I ricercatori sperano di poter presto estendere la sperimentazione ad altri tipi di neoplasie, come il cancro al seno, pelle, prostata e colon. 

FONTE: Nicla Panciera (lastampa.it)

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