lunedì 15 dicembre 2014

Le dieci più importanti scoperte

 
 Chi c’è, chi non c’è. Perché questo sì e quello, che è più importante, no. Sono state molte le scoperte scientifiche del 2014, la redazione Scienze di Corriere.it ha scelto quelle che, a suo parere, sono le più importanti dell’anno. E che qui vengono presentate in ordine di importanza. Un ordine che i lettori possono capovolgere votando quelle che ritengono più meritevoli.
 
È stato costruito in laboratorio il primo cromosoma sintetico di un organismo complesso. «Syn III» è pienamente funzionante quando inserito nel Saccharomyces cerevisiae, microrganismo meglio noto con il nome di «lievito di birra»: sostituisce efficacemente il terzo dei sedici cromosomi che lo formano. Lo straordinario risultato è opera dei ricercatori delle università americane di New York e Johns Hopkins ed è stato coordinato da Jef Boeke: pubblicato il 27 marzo su Science, è un passo decisivo per trasformare in realtà la vita artificiale, con organismi progettati su misura per compiti specifici come produrre farmaci o biocarburanti.

Un passo atteso
«È un grande passo, molto atteso, che apre la strada alla realizzazione di qualsiasi tipo di cellula artificiale che possieda specifici geni», ha commentato il genetista Edoardo Boncinelli, dell’Università Vita e Salute di Milano. «Per la prima volta, nel campo della vita artificiale, si passa da un regno a un altro: da quello degli organismi più semplici, come i batteri, a quello degli eucarioti, le cui cellule hanno un nucleo come quelle dell’uomo».
 
Poteva essere questa la scoperta al primo posto della classifica, invece...
Alle 16 ora italiana di
lunedì 17 marzo una conferenza stampa scuote il mondo della fisica: «Sono state raccolte le prove che l’universo, 14 miliardi di anni fa, dopo la sua nascita con il Big Bang, ha subìto una repentina dilatazione, la cosiddetta inflazione, che durò soltanto una piccolissima frazione di secondo. Per la prima volta, il segnale dell’inflazione cosmica è stato registrato grazie agli strumenti di un telescopio a microonde chiamato Bicep2». Una scoperta da Nobel assicurato.

Bicep2
Nell’aula delle conferenze del Centro di astrofisica dell’università di Harvard, John Kovac e Chao-Lin Kuo, i due leader di un vasto gruppo di ricerca, annunciano una delle più grandi scoperte della cosmologia degli ultimi anni. Le prove sono state raccolte con un telescopio speciale che si trova al Polo Sud e che non capta luce visibile, ma microonde: Bicep2, dalle iniziali di Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization. Gli scienziati di Bicep2 effettuano una rivelazione indiretta delle onde gravitazionali che si generarono durante l’inflazione cosmica. Come uno tsunami gravitazionale queste onde, partite una minuscola frazione di secondo dopo il Big Bang, hanno attraversato la radiazione fossile, lasciando impresso in essa un segnale particolare, chiamato «polarizzazione di modo B».

Importanza
Finora l’inflazione cosmica era soltanto un’ipotesi necessaria per giustificare la geometria e la struttura dell’universo come oggi lo vediamo, dove tutta la materia, da un capo all’altro di uno spazio sterminato, si organizza obbedendo alle stesse leggi. Solo una dilatazione esponenziale dello spazio-tempo, a partire dalle dimensioni di una biglia che contiene tutto: energia, materia elementare, spazio e tempo, avrebbe potuto spiegare la sorprendente omogeneità del cosmo.

Dubbi
Ma molti scienziati sollevano subito dubbi sui risultati di Bicep2. Secondo alcuni ricercatori, gli scopritori non hanno tenuto conto di certi fattori, per esempio la polvere cosmica, e hanno scambiato i risultati per la polarizzazione di modo B. Dopo l'estate un nuovo studio chiarisce definitivamente: c'erano errori nello studio Bicep2. Discorso chiuso e Nobel rimandato (per ora).
 
Una proteina chiave, l'osteopontina, normalmente presente al di fuori delle cellule, viene prodotta anche dalle cellule tumorali e ne assicura la loro sopravvivenza in ambiente ostile. Lo scoprono i ricercatori dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano che pubblicano lo studio il 2 settembre sulla rivista Cancer Research.
Osteopontina
L’osteopontina ha una doppia personalità: viene prodotta sia dalle cellule tumorali e ne assicura la loro sopravvivenza in ambiente ostile, sia dalle cellule mieloidi del sistema immunitario, globuli bianchi (difese che dovrebbero attaccare il tumore) che non la rilasciano all’esterno ma la trattengono. Ed ecco che l’osteopontina protegge le cellule tumorali che stanno formando le metastasi dall’attacco delle cellule di difesa.
 
FONTE: Paolo Virtuani (corriere.it)

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