sabato 17 gennaio 2015

Creati primi muscoli in provetta


Si contraggono come quelli naturali, saranno utilizzabili per testare l’efficacia dei medicinali

Scienziati americani della Duke University sono riusciti per la prima volta a “coltivare” in laboratorio muscoli scheletrici umani, dimostrando che sono in grado di contrarsi esattamente come quelli ”naturali” in risposta a stimoli elettrici, biochimici o ai farmaci.  

Lo studio, pubblicato sulla rivista eLife e sostenuto anche da fondi Nih (National Institutes of Health), è coordinato da Nenad Bursac e Lauran Madden. 

I muscoli “in provetta” sono stati ottenuti partendo da cellule umane chiamate precursori miogenici, ricavati a loro volta da staminali e fatti moltiplicare più di mille volte, quindi sistemati su un supporto tridimensionale riempito di gel composto da sostanze nutritive. I nuovi muscoli, spiegano gli autori del lavoro, possono essere utilizzati per testare l’efficacia di vari medicinali senza agire direttamente sul paziente, ma ottenendo gli stessi risultati.  

«Uno dei nostri obiettivi - spiega Bursac - è usare questo metodo per offrire ai pazienti terapie personalizzate». L’idea, cioè, è quella di «prelevare da ogni malato una piccola biopsia, far cresce in laboratorio nuovi muscoli e usare questi campioni per valutare il farmaco migliore per il singolo caso».  

Uno studio in questo senso è già partito, ma il team Usa sta anche cercando di coltivare muscoli scheletrici umani funzionali partendo da staminali pluripotenti indotte (“ringiovanite”´ da cellule adulte), invece che da biopsie.  

«Vi sono infatti alcune patologie, per esempio la distrofia muscolare di Duchenne - precisa la scienziata - che rendono la biopsia particolarmente difficile. Se riuscissimo ad avere successo anche usando staminali pluripotenti indotte, ci basterebbe un piccolo campione di pelle o di sangue del paziente» per ottenere in provetta il suo muscolo “tester”.

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