venerdì 27 febbraio 2015

Influenza, quasi cinque milioni di italiani a letto

La stagione si conferma tra le più pesanti degli ultimi anni.

Una stagione più «cattiva» del previsto, con oltre cinque milioni di persone a letto e un vero e proprio boom tra gli anziani dovuto quasi sicuramente all«effetto Fluad’, con un calo generalizzato delle vaccinazioni. Passato il picco ormai da qualche settimana è il momento di trarre le prime somme sulla stagione dell’influenza,che tra ceppi sbagliati e vaccini ritirati quest’anno ha fatto parlare di sé andrà più del solito. 

«All’inizio, sulla base della composizione dei ceppi circolanti, ci aspettavamo una stagione intermedia - spiega Giancarlo Icardi, direttore dell’Istituto di Igiene dell’Università di Genova -, mentre si è rivelata di intensità più alta del previsto, una delle più alte degli ultimi anni. Ormai però il picco è passato da un po’, probabilmente tra un paio di settimane potremo dichiarare conclusa l’epidemia, con un numero di casi che supererà di poco i cinque milioni». 

Per la settimana fino al 22 febbraio l’osservatori Influnet ha registrato un numero di casi stimati pari a circa 390.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 4.754.000 casi. Il livello di incidenza finora raggiunto, scrivono anche gli esperti della rete nel bollettino, è di media/alta entità e la curva epidemica è sovrapponibile a quella osservata nella stagione post pandemica del 2010-2011. Per quanto riguarda le fasce d’età più colpite, in quella tra 0 e 4 anni l’incidenza è pari a 13,45 casi per mille assistiti, tra 5 e 14 anni a 11,08, tra 15 e 64 a 5,99 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 2,82 casi per mille assistiti. Le regioni più colpite restano, come nelle precedenti fasi dell’epidemia, Marche, Basilicata, Sardegna, Lazio, Campania, Piemonte ed Emilia Romagna. 

Analizzando le cifre più nel dettaglio, spiega Icardi, si può notare il cosiddetto “effetto Fluad”. «Nel periodo di picco tra gli over 65 abbiamo visto valori di incidenza superiori a 4 ogni mille assistiti, che sono particolarmente alti - sottolinea l’esperto - questo è sicuramente attribuibile al calo delle vaccinazioni, che ad esempio qui in Liguria è stato dell’8% ma che in alcune zone ha toccato valori molto più alti». A differenza degli altri paesi, a partire dagli Usa, quest’anno almeno l’Italia non ha avuto a che fare con il ceppo “modificato” di influenza, che le mutazioni hanno reso immune al vaccino e che è invece circolato intensamente anche nel nord Europa. «La composizione del vaccino è sempre una corsa contro il tempo - spiega Icardi - in cui si valutano le segnalazioni provenienti da tutto il mondo. Per il nuovo ceppo l’Oms ha già deciso che sarà contenuto nel vaccino della prossima stagione». 

FONTE: lastampa.it

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