mercoledì 18 marzo 2015

Così si convince il cancro ad autodistruggersi

L’approccio nella cura di alcune leucemie. Pilotare il tumore a diventare qualcos’altro, ossia parte delle cellule del sistema immunitario

Nella lotta al cancro non esiste una sola strategia vincente: il tumore va attaccato su più fronti. Gli oncologi su questo punto sono concordi. Come ampiamente esposto nei più importanti congressi mondiali dedicati alla lotta al cancro, la malattia si può combattere unendo chirurgia, radioterapia, chemio e immunoterapia. Validi approcci a cui forse, per alcune leucemie come la linfoblastica acuta, potrà essere affiancata un’altra strategia: anziché distruggere il tumore, pilotare le cellule cancerose a diventare altro. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Pnas ad opera dei ricercatori della statunitense Stanford University School of Medicine.

METAMORFOSI DELLE CELLULE
Il singolare approccio è nato osservando le cellule tumorali di alcuni pazienti coltivate in laboratorio. Materiale proveniente da persone colpite da leucemia linfoblastica acuta e in particolare dalla forma causata dalla fusione di due cromosomi –il 9 e 21- noto anche come “cromosoma Philadelphia”. Alcune di queste cellule, per motivi ancora poco chiari, si trasformavano in macrofagi, particolari componenti del sistema immunitario. Una “metamorfosi” che è possibile indurre –e nello studio gli scienziati statunitensi sono riusciti in questo intento- esponendo le cellule tumorali ad alcuni fattori di trascrizione che permettono la trasformazione.

IL CANCRO CHE SI DISTRUGGE DA SOLO
Secondo gli autorid ella ricerca la speranza è che il tumore “trasformato” diventi innocuo. Non solo, come spiega il professor Ravi Majeti «poiché i macrofagi originano dalle cellule tumorali è probabile che contengano tutte le informazioni necessarie a riconoscere e attaccare il cancro». Il prossimo passo sarà ora quello di individuare molecole in grado di mimare gli effetti dei fattori utilizzati in laboratorio per pilotare la trasformazione.

UN SUCCESSO
La speranza è quella di replicare il successo ottenuto per un'altra malattia del sangue, la leucemia promielocitica acuta. Anche questo caso prevede la trasformazione delle cellule cancerose in cellule del sistema immunitario. Una metamorfosi possibile grazie alla somministrazione di acido retinoico. Sperimentato nei pazienti in associazione alla chemioterapia l’approccio si è dimostrato valido nel combattere la malattia.

FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it) 

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