martedì 17 marzo 2015

Il potere dell’anti-tetanica contro il tumore

Il vaccino aiuta a potenziare il sistema immunitario. Sperimentato con successo nel glioblastoma. Stimolate le cellule di difesa dell’organismo contro quelle cancerose

Uno degli approcci più innovativi nella lotta ai tumori è rappresentato dall’immunoterapia. Nata ormai oltre dieci anni oggi è una solida realtà. Il concetto che sta alla base è molto semplice: pilotare il sistema immunitario affinché possa rispondere in modo adeguato alla presenza di un agente estraneo come il cancro. Attualmente sono molte le terapie che sfruttano questo approccio. Una di esse, pur ancora in via sperimentale, prevede di sfruttare le cellule dendritiche per combattere il glioblastoma. Oggi però sappiamo di più: per scatenarle contro il tumore ancora con più forza un aiuto potrebbe arrivare dall’anti-tetanica. Con essa, come dimostrato in una ricerca pubblicata su Nature dagli scienziati del Duke Cancer Institut di Durham (Stati Uniti), le cellule dendritiche acquistano più forza e consentono ai malati di sopravvivere più a lungo.

UN TUMORE DIFFICILE DA TRATTARE
 
Il glioblastoma è uno di quei tumori che difficilmente lascia scampo. Nonostante i grandi progressi della medicina non esiste ancora una cura efficace e definitiva per questa grave neoplasia del cervello. Da tempo gli scienziati sono al lavoro nel tentativo di trovare strade alternative. Una di queste è l’immunoterapia con cellule dendritiche: prelevate dal paziente dopo l’intervento di asportazione del tumore le cellule vengono trattate in laboratorio e poi re-iniettate nel paziente. I primi risultati disponibili sono davvero promettenti. Ma c’è di più: se l’approccio si è dimostrato di successo ora i ricercatori sono all’opera nel tentativo di migliorare la cura. In questo senso un aiuto inaspettato potrebbe arrivare dal vaccino contro tetano e difterite.

IL VACCINO POTENZIA L'IMMUNOTERAPIA
 
Come risaputo i vaccini  hanno la caratteristica di stimolare il sistema immunitario a rispondere contro un determinato agente. Gli scienziati statunitensi hanno allora pensato, accanto al trattamento con le cellule dendritiche, di potenziare la risposta somministrando anche il vaccino contro il tetano. In particolare la vaccinazione sembrerebbe stimolare le cellule dendritiche a migrare nei pressi dei linfonod iper combattere il tumore. Dalle analisi è emerso che in presenza dei due trattamenti la sopravvivenza è aumentata in maniera significativa se confrontata con la sola cura a base di cellule dendritiche. Addirittura lo studio riporta un caso in cui, a otto anni di distanza dalla diagnosi, la persona è ancora in vita. Un risultato straordinario se si pensa che l’aspettativa di vita media è di un anno dalla diagnosi. Come spiega Duane Mitchell, uno degli autori dello studio, «ora siamo all’opera nel tentativo di ampliare i numeri del nostro studio ma i risultati sono molto incoraggianti».

FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it)

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