domenica 29 marzo 2015

L'inquinamento aumenta il rischio di ictus

Ricercatori dell'Università di Edinburgo hanno analizzato oltre 100 studi che coprono i dati provenienti da 28 Paesi.

Un dato che farà sicuramente discutere: l'inquinamento atmosferico innalza il rischio di scatenare un ictus. Ad affermarlo è un'ampia analisi di dati provenienti dalla letteratura scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista British Medical Journal. Ciò è particolarmente vero nei Paesi in via di sviluppo. 

COME È POSSIBILE IL COLLEGAMENTO TRA ICTUS E POLVERI SOTTILI  
L'ictus, ovvero l'occlusione da parte di un trombo dei vasi sanguigni a livello cerebrale, causa ogni anno il decesso di oltre 5 milioni di persone. Obesità, fumo e ipertensione sono i fattori principali alla base di questi eventi. Da tempo gli scienziati sono all'opera nel tentativo di valutare se anche l'inquinamento atmosferico possa in qualche modo aumentare il rischio di ictus. Per fare ciò i ricercatori dell'Università di Edinburgo hanno analizzato oltre 100 studi che coprono i dati provenienti da 28 Paesi.  

RISCHI PIU’ ALTI NEI PAESI A BASSO E MEDIO REDDITO  
Dalle analisi è emerso che il rischio di ictus e la probabilità di ricovero ospedaliero aumentano di pari passo con l'esposizione a breve termine ad agenti inquinanti presenti nell'aria. In particolare ciò si verifica sia per le polveri sottili sia con la presenza di gas quali monossido di carbonio, biossido di zolfo e di azoto. L'associazione è risultata più forte nei Paesi a basso e medio-reddito. 

LE SOSTANZE INQUINANTI FANNO RESTRINGERE I VASI SANGUIGNI  
Lo studio, avendo il compito di analizzare la probabilità di ictus in base alle concentrazioni di inquinanti, non spiega però il perchè di questa associazione. Secondo gli esperti il legame sarebbe dovuto alla capacità da parte di queste sostanze di interferire con le cellule dell'endotelio, il rivestimento interno di vene e arterie. In particolare sembrerebbero in grado di stimolare le fibre nervose presenti causando un restringimento dei vasi e il conseguente aumento di pressione. Un cambiamento che genera un minor afflusso di sangue e un aumentato rischio di trombosi.

FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it)

Nessun commento: