sabato 16 maggio 2015

Iodio, un aiuto contro le malattie della tiroide

 
 
Un’indagine SIEDP rileva la scarsa conoscenza degli italiani sull’importanza del minerale. Una donna su tre non sa che in gravidanza il fabbisogno di iodio raddoppia
 
I dati lasciano poco spazio alle interpretazioni: una donna su tre non sa che in gravidanza il fabbisogno di iodio quasi raddoppia e nove su dieci non si preoccupano se il proprio bimbo assume un’adeguata quantità con l’alimentazione. Non solo, la metà crede che il sale marino contenga di per sé un’adeguata quantità di iodio. In casa quello iodato viene usato quasi da tre mamme su quattro, la metà non sa però che lo iodio è volatile e si disperde con la cottura e se conservato male. Sono questi i dati che emergono da un’indagine condotta da SIEDP, la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia pediatrica, in occasione della settimana mondiale della Tiroide in programma da lunedì 18 maggio. 
 
 
A cosa serve?  
Lo iodio è un sale minerale che svolge una importante azione preventiva nei confronti di una serie di malattie, tra cui principalmente quelle tiroidee. L’organismo umano infatti concentra lo iodio nella tiroide, dove entra nella formulazione di due ormoni, triiodiotironina e tirosina, che regolano alcune funzioni metaboliche tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo. 
 
Cosa succede quando viene a mancare?  
La carenza di iodio è uno dei più gravi problemi di salute pubblica. Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la mancanza si traduce in diverse patologie, più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso, come l’iper o l’ipoproduzione di ormone tiroideo da parte della ghiandola. Una carenza di ormone tiroideo durante la vita fetale e neonatale può avere effetti diversi fino all’arresto irreversibile della maturazione dell’encefalo. Altra patologia legata ad uno scarso consumo di iodio è il gozzo, un aumento di volume della tiroide. Questo ingrossamento, con il passare del tempo, può portare alla formazione di noduli che nel 95% dei casi sono fortunatamente di natura benigna. 
 
Chi sono i soggetti a rischio?  
Il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato per le donne in gravidanza e per i bambini. Secondo le stime attuali un neonato su 3 mila nasce con una forma di malattia tiroidea. Le giovani mamme fanno però poca prevenzione malgrado sappiano (il 69,8%) che i neonati hanno un elevato bisogno Forse, almeno in parte, perché i pediatri non segnalano quasi mai (84,5% dei casi) alle madri la possibile carenza di iodio del neonato. Non solo, il 93,3% delle giovani mamme italiane non si è mai preoccupato di quanto iodio assume il loro bambino. 
 
Come comportarsi con questo alimento?  
La ricetta è semplice, assumendolo con la dieta. Per prevenirne la carenza è utile consumare sale iodato, un tipo di sale fortificato con l’aggiunto di 30 mg di iodio per chilo. L’assunzione giornaliera di iodio consigliata è di 150 microgrammi per gli adulti e di 175 microgrammi per le donne incinte e 200 microgrammi per le donne che allattano. Diversi Stati da tempo hanno dato il via a campagne di iodoprofilassi. Risultato? Dove sono state adottate queste misure i casi di “gozzo” si sono ridotti drasticamente. 
 
FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it)

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