martedì 23 giugno 2015

Quel gene da riattivare per battere il cancro al colon

 
Sperimentata nei topi la tecnica consiste nell’inserire una porzione di Dna capace di interrompere la crescita del tumour
 
Nella lotta al cancro ogni arma è lecita. Chirurgia, radioterapia, chemio e immunoterapia sono i pilastri su cui si fonda la cura delle malattie oncologiche. Validi approcci che forse un giorno verranno affiancati da una nuova strategia molto simile alla terapia genica. In uno studio pubblicato dalla rivista Cell, opera dei ricercatori della Weill Cornell Medical College di New York, è stato dimostrato che è possibile far regredire un tumore del colon retto (la sperimentazione è avvenuta nel topo) semplicemente inserendo un gene capace di arrestarne la crescita. 
 
Sotto controllo il gene APC  
Per arrivare allo straordinario risultato gli scienziati americani hanno analizzato tutti i geni che sono alterati nel tumore del colon. Dalle analisi è emerso che in oltre il 90% dei casi il gene APC risulta totalmente inattivo. Solitamente il suo ruolo è quello di regolare una serie di reazioni a livello cellulare responsabili della replicazione cellulare. Quando esso non funziona la cellula è libera di dividersi più volte in maniera incontrollata proprio come avviene nel cancro. 
 
Correggere il difetto per fermare la crescita  
Partendo da questa evidenza i ricercatori hanno inserito all’interno del tumore che affliggeva i topi una copia funzionante del gene APC. Il risultato è stato immediato: il tumore è regredito sino a sparire nel giro di due settimane. Non solo, la funzionalità intestinale è tornata alla norma e a distanza di sei mesi non si sono registrate nuove manifestazioni della malattia. 
 
La futura applicazione nell’uomo  
I risultati ottenuti nei topi sono molto promettenti ma sfortunatamente -come fanno notare i ricercatori- al momento è impensabile riuscire ad inserire un gene perfettamente funzionante all’interno di tumori del colon nell’uomo. Ciononostante la ricerca degli scienziati statunitensi fornisce importati indicazioni sul trattamento di questa forma tumorale. Un’idea potrebbe essere quella di sfruttare alcune molecole in grado di influenzare l’espressione di APC e delle reazioni ad esso correlate in modo da riattivarne parzialmente la funzione. Questo potrebbe portare -in associazione alle cure già disponibili- ad un miglioramento nel trattamento del cancro del colon-retto in cui APC è assente. 
Twitter @danielebanfi83
 
FONTE: Daniele Banfi (lastampa.it)

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